L’accessorio di lusso è personalizzato

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Tommaso Concina ritratto presso la Visionnaire Design Gallery di Piazza Cavour a Milano

Articolo apparso sul numero 10 di Forbes attualmente in edicola

Per descrivere Tommaso Concina basterebbero due parole: talento e perseveranza. Italiano di nascita, ma cittadino del mondo per vocazione, sin da ragazzo ha fatto del viaggio la sua grande passione. La stessa che, dopo il diploma in economia del turismo e un master al Politecnico di Milano, lo ha portato a lavorare per grandi del settore come Costa Crociere e Hotelplan, ma anche per mondi lontani dal suo habitat naturale come quello delle telecomunicazioni e delle commodities per l’industria conserviera.

Nel frattempo, dopo un incontro con il tour operator Marcelletti, è nata l’idea di aprire un’azienda di servizi turistici in bassa California. Poco dopo è arrivato il momento di abbracciare il mondo del lusso con la maison dei cristalli Swarovski, dove Concina è rimasto per due anni dividendosi tra Puglia e Basilicata. “Il mondo del turismo era mutato: quando impari ad amare qualcosa nel suo momento di massimo splendore e poi questa cambia, inizi a porti delle domande…”. Fatto sta che nel 2016, complice la sua esperienza nel luxury, è approdato, nelle vesti di country manager Italia e Malta, in S.T. Dupont, realtà parigina specializzata nel design e nella fabbricazione di accessori per la scrittura, i viaggi, il fumo e la pelletteria. Un’azienda storica, nata nel 1872 come fabbrica di valigie e accessori in pelle, che negli anni ha attirato l’attenzione di personaggi come Churchill, Coco Chanel, Gianni Agnelli e, con i suoi accendini a gas, anche Hitchcock, Picasso e Marylin Monroe. Alta artigianalità, con un tocco di art de vivre alla francese, che nel 2012 ha portato al riconoscimento Entreprise du Patrimoine Vivant, riservato alle aziende che si sono distinte in settori specializzati.

“Oggi il lusso esige tempi diversi, più veloci. A cambiare, è soprattutto la sua fruizione. E in alcuni casi la stessa parola ‘lusso’ viene abusata, distorta”, spiega il manager. “Ecco perché, in S.T. Dupont, la personalizzazione è fondamentale. A fare la differenza è la lavorazione con lacca di Cina, una resina naturale ricavata da alcuni alberi del Paese, che costa più dell’oro”. I prossimi obiettivi? “A livello globale siamo presenti con una distribuzione multichannel” – l’Italia è il secondo mercato strategico in Europa con oltre 180 store. “La vera sfida”, dice, “sarà spingere sul primo monomarca, magari nel Nord Italia, in una città iconica…”, prosegue Concina, che nel primo semestre 2017 ha condotto la filiale italiana a raggiungere un fatturato di 810mila euro (+37%). “Nel 2018 il focus sarà la pelletteria, prima vera anima del business S.T. Dupont, con innovazioni anche nel mondo del fuoco, che vanno dall’accendino elettrico al nuovo candle lighter per il settore home decor”. 

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