Ruffini guida Moncler oltre i limiti, ancora una volta

Forbes.it
Share
La campagna Beyond di Moncler

Quanti avrebbero creduto che, a soli pochi mesi da una importante svolta strategica, per Moncler sarebbe stato possibile tracciare un bilancio tanto positivo? Nelle scorse settimane la storica griffe di piume, nata nel 1952 in un paesino sui monti dell’Alta Savoia e capitanata dallo stilista Remo Ruffini, ha archiviato i risultati del primo semestre 2018: i ricavi sono saliti del 21% a 493,5 milioni e l’utile netto del 47% a 61,6 milioni. Con perdipiù un buon debutto del progetto Genius in tutti i canali distributivi. Lo stesso Ruffini ha definito i risultati superiori non solo alle attese del mercato ma anche alle nostre stesse aspettative”.

Risultati ottenuti grazie alla visione strategica dell’imprenditore italiano, capace anche di sparigliare le carte qualora ce ne fosse bisogno. Come avvenuto con la chiusura delle linee Gamme Rouge e Gamme Bleu e l’uscita di scena dei due designer Giambattista Valli e Thom Browne, e poi lo scorso febbraio con il debutto-stellare dell’innovativo progetto Genius, un hub di otto menti d’eccezione, da Pierpaolo Piccioli, Craig Green, Hiroshi Fujiwara a Simone Rocha, Sandro Mandrino, Kei Ninomiya, Karl Templer e Francesco Ragazzi di Palm Angels, che hanno reinterpretato ognuno con la propria individualità e il loro stile il brand, dando vita alla nuova e molteplice identità di Moncler.

In mezzo ci sono le doti di Ruffini come narratore della storia di Moncler degli ultimi 15 anni. Il racconto di un piumino consacrato come status identitario, un giubbotto must have, un prodotto – infine – che rappresenta il core business di un’azienda dai profitti dorati. Perché sotto la guida di Ruffini, l’azienda è stata risollevata dalla bancarotta, collocata in Borsa dal 2013 (dal 2014 presente nel FTSE Mib), e ha fatto salti dimensionali considerevoli fino a diventare un marchio globale, senza mai snaturare le sue radici.

Ma non è finita qua. Ora il gruppo punta su Beyond. Si chiama così la nuova campagna pubblicitaria Fall Winter 2018-19 di Moncler, che comunica la volontà di andare oltre il possibile, al di là degli schemi rigidi e i modelli precostituiti, per concentrarsi sul principio essenziale della diversità, la vera forza dell’umanità. Valori che da sempre contraddistinguono anche il marchio, creato con l’idea di andare oltre i limiti, le generazioni e anche le aspettative.

I protagonisti di Beyond, immortalati in bianco e nero dall’obiettivo del celebre fotografo inglese Craig McDean, sono diciannove individui accumunati dallo stesso identico desiderio di guardare oltre, e con differenti percorsi di vita, età, etnia e origine. Tra questi la campionessa paralimpica Bebe Vio, il freediver Guillaume Nery, la travel blogger Lexie Alford, l’artista Conie Vallese, la modella e nutrizionista Maye Musk, il musicista e attore Miyavi, il cosmonauta ed educatore Walter Villadei, il pilota Carmen Jorda, il musicista e attivista Xiuhtezcatl Martinez, l’ambientalista David De Rothschild, la trendsetter Olga Karput, lo chef e ristoratore Danny Bowien, il rapper Sheck Wes, la modella e attivista Liya Kebede, il freeskier e attivista Lgbtq Gus Kenworthy e gli attori Millie Bobby Brown, John BoyegaEiza Gonzalez, Crystal Zhang.

Un progetto che supera la moda, che tocca la sensibilità umana, che si fa portavoce di un messaggio di libertà e potere della diversità. “Andare oltre è un principio che da sempre appartiene a Moncler – ha avuto modo di dire Ruffini – ed è proprio questo elemento che ha ispirato la nostra nuova campagna istituzionale Moncler Beyond: un’idea che nasce guardando alla storia, alle origini ed all’essenza di Moncler, e ne traccia i valori forti della sua community. Stiamo continuando a lavorare a prestigiosi progetti che, mi auguro, ci permetteranno di rispettare i principi della nostra campagna: beyond limits, expectations and generations #Monclerbeyond!”.

 

 

 

Share