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Life 27 agosto, 2018 @ 4:00

Aspettando il Curvo, la terza torre di Milano

di Ugo Bertone

Contributor, ho visto cambiare l’economia italiana.Leggi di più dell'autore
Ha cominciato a lavorare dopo l'università e la scuola di giornalismo presso l'ufficio stampa della Borsa Valori. È entrato al Sole 24 Ore ancor prima del varo della legge sui fondi comuni, alla Stampa dal 1985, prima alla redazione di Milano, poi caporedattore a Torino (e di nuovo a Milano). Ha avuto l'occasione, grazie alla Stampa, di seguire da vicino la crisi asiatica (Singapore, Tokyo) e la "bolla". Ha partecipato all'avventura di Borsa&Finanza e Finanza&Mercati, di cui è stato direttore. Alle spalle ha alcuni saggi sulla Fiat e sul Nord Ovest. chiudi
Il Dritto e lo Storto, due delle tre torri nell’area Citylife di Milano

Articolo tratto dal numero di agosto di Forbes Italia. 

La zampata del Leone è scesa dal cielo ai primi di luglio sul tetto dello Storto, la torre disegnata dall’archistar Zaha Hadid per ospitare la sede delle Generali. Gli elicotteri hanno posato l’insegna bianca in campo rosso di 15 metri che consentirà al grattacielo di salire a 190 metri di altezza, avvicinandosi al primato del Dritto: il quartier generale di Allianz firmato da Arata Isozaki e Andrea Maffei, che sorge pochi metri più in là e, con i suoi 202 metri, si è conquistata la palma di edificio più alto di Milano. Garantendosi l’onore di ospitare in vetta la Madonnina, cioè la riproduzione in bronzo del simbolo meneghino per eccellenza, che spetta di diritto all’edificio più alto in terra ambrosiana. Lo skyline di Citylife sarà completato nel 2020 con il Curvo, ispirato alle linee della Pietà Rondanini di Michelangelo, che comunque raggiungerà “solo” quota 175 metri. Ma ad impreziosire la torre destinata ad ospitare tremila professionisti della consulenza di PwC ci penserà la Corona, un’ampia sfera di vetro che completerà l’andamento del progetto, omaggio al Rinascimento di un altro mostro sacro dell’architettura: Daniel Libeskind, polacco di nascita, americano per scelta professionale ma anche milanese d’adozione, visto che qui ha aperto il suo primo studio.

Benvenuti alle Tre torri. Spuntate sui terreni di quella che fu la Fiera Campionaria, oggi Citylife, il progetto di riqualificazione urbana della Fiera di Milano, che ha rivoluzionato un’area di 366mila metri quadri di superficie sopportando e superando le traversie di una stagione, dal 2004 in poi, tutt’altro che facile (per non dire peggio) del mattone. Ma oggi Generali Real Estate, il braccio immobiliare del Leone (26 miliardi di patrimonio amministrato) può celebrare l’impresa (quasi) compiuta: sono in via di completamento i luoghi del lavoro, le fabbriche dei servizi che hanno soppiantato le officine nel panorama urbano, ma anche le abitazioni immerse in un grande parco pubblico di 173mila metri quadri, che conta due mila alberi oltre ad un’area cani, per la verità un po’ striminzita. I milanesi, grazie alla fermata della nuova linea di metrò, la lilla, hanno già aggiunto il Business & shopping district alle mete preferite del passeggio e degli acquisti, per un pranzo o una cena, da consumare prima o dopo il cinema, grazie alle otto sale (più l’arena estiva) a disposizione.

Rendering delle Tre torri di Citylife di Milano

Gli studenti, invece, hanno scoperto il grande spazio dotato di wi-fi, l’ideale per lo studio di gruppo. Nel frattempo, le mamme più fortunate sono riuscite ad iscrivere i bambini da 0 a 36 mesi nel nido d’infanzia BabyLife con 72 posti disponibili, una struttura in legno con un giardino di tremila metri quadri che confina con orti e giardini, poco distante dai campi di tennis e dal primo (probabilmente l’unico) campo da golf nel centro di una città europea.
Insomma, una piccola (ma non troppo) città ideale che sta finalmente crescendo ai piedi delle cattedrali del terziario, in cui è già iniziato il trasloco dei dipendenti Allianz (2.800 in tutto, trasferimento entro l’anno), mentre si avvicina quello di Generali (2.100, in arrivo da sette sedi). Questa città nella città ha avuto però un’infanzia travagliata. Non è stato facile, infatti, il decollo delle vendite dei 225 appartamenti disegnati da Zaha Hadid distribuiti in sette edifici, diversi l’uno dall’altro, con altezze da cinque a 13 piani. O nelle residenze disegnate da Daniel Libeskind: 380 unità abitative distribuite in edifici da quattro a 13 piani che vanno dal bilocale fino agli attici a doppia altezza.

C’è voluto tempo, più del previsto, ma il peggio sembra ormai alle spalle. I numeri, all’inizio di luglio, dimostrano che la macchina sta cominciando a marciare a pieno regime. Sui 536 appartamenti costruiti, quelli liberi, intesi come non occupati e in via di commercializzazione, sono ormai solo 41, ovvero il 9%. E stanno per uscire dai cassetti i progetti per la realizzazione di tre edifici che completeranno con altri 110/120 appartamenti le residenze Liberskind, messi in stand by negli anni delle vacche magre. “L’idea”, spiega il direttore commerciale, “è di cercare di avere un mix di tagli il più flessibile che si può, dai monolocali ai grandi appartamenti”. Facendo ricorso all’effetto richiamo dei testimonial, cioè i vip che hanno dato una mano non secondaria a sdoganare l’opera. Primi fra tutti Fedez, che ha già traslocato dal primo appartamento da scapolo (270 metri quadri, al 13 esimo e 14 esimo piano delle residenze Libeskind, oggi affittato a 10mila euro al mese), nella nuova casa situata nelle residenze Hadid, che abiterà con Chiara Ferragni, la notissima influencer, e il loro figlio Leone. La coppia non è l’unica ad essersi lasciata conquistare da Citylife: ci sono cantanti (Tiziano Ferro), calciatori (l’ultimo, in ordine di tempo, Gigi Donnarumma) e attori (Diego Abatantuono), oltre ad una lunga schiera di professionisti ed imprenditori, quasi tutti italiani (il 95%) che, oltre alla possibilità di comprare ed affittare (contratti quattro più quattro anni, da 250 a 300 euro al metro quadro annuo), hanno usufruito in alcuni casi dell’opzione futura vendita: una soluzione che prevede un contratto di affitto della durata di quattro anni entro cui l’inquilino può decidere se riscattare l’appartamento. In quel caso il 75% dei canoni versati verrà scontato come un anticipo.

I prezzi? Per gli appartamenti ancora in vendita si va da 6.700 a 11.000 euro (9.000 euro al metro, in media). Più o meno sono le stesse cifre pagate dai primi compratori. La metratura media delle case vendute è pari a 190 metri quadri. I più piccoli misurano 65 metri quadri, ma ci sono anche residenze principesche da 490 metri quadri, a disposizione dei più abbienti, ormai sold out da tempo. Chi cerca grandi spazi dovrà accontentarsi di loft da 400 metri quadri. In alternativa, sono ancora disponibili appartamenti di taglio più piccolo, attorno a 90 metri quadri. Fatevi sotto, se potete.