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La terza vita di Matteo Fago, ex attore e startupper

Matteo Fago ora fa l’editore ed è proprietario della casa editrice Editoriale Novanta.

Articolo tratto dal numero di agosto di Forbes Italia

Schivo e riservato. Matteo Fago, imprenditore appassionato di salsa cubana e proprietario della casa editrice Editoriale Novanta, è una persona che non ama stare al centro dell’attenzione. Eppure, nel raccontare la sua storia è un fiume in piena. Del resto la sua carriera professionale iniziò proprio sotto le luci della ribalta, in giovanissima età. Nato a Roma nel 1968 e figlio di un costumista, Matteo era solito accompagnare dopo scuola il papà a lavoro, sui set cinematografici. Circostanza che gli consentì di trovarsi a faccia a faccia con uno dei maggiori registi italiani.

“Conobbi Nanni Moretti quando ero un vivace quindicenne”, ricorda Matteo. “Un giorno gli feci uno dei tanti scherzi che si facevano a scuola tra compagni. La cosa lo incuriosì e tramite mio padre mi chiese se fossi interessato a comparire in uno dei suoi film. Io accettati e feci la parte del giovane Matteo in Bianca“. Una carriera da attore, seppure breve, costellata anche da altri film: “Feci anche una parte in due film di Bellocchio, Nel nome del padre e Il Salto nel vuoto. Spesso in quegli anni i bambini figli di costumisti, di scenografi o di addetti alla produzione venivano utilizzati nei film come comparse: era un po’ fatto tutto in famiglia”. Ma se per la maggior parte delle persone la fama garantita dal mondo del cinema può rappresentare un sogno, Matteo ben presto lasciò il percorso da divo: “Non mi piaceva esibirmi troppo e mi accorsi che il mestiere di attore non faceva per me”.

Matteo Fago in una scena del film di Nanni Moretti, Bianca.

Ma la creatività artistica, insieme all’anima nerd che sviluppò negli anni del liceo, sono state risorse preziose per la seconda vita di Matteo: quella che oggi si può tranquillamente definire una vita da startupper. “Con i piccoli risparmi che mi erano arrivati dai film, mi comprai un computer, di cui ero appassionato. E, in seguito, durante gli studi universitari in fisica, conobbi le persone con cui avrei avviato la mia prima avventura imprenditoriale”. Era il 1995 e Matteo, insieme a Marco Bellacci, Renata Sarno e Gianandrea Strekelj, fondò una delle prime startup italiane, Venere.com, che rivoluzionò il sistema di prenotazioni online di alberghi. “Frequentavamo un laboratorio di fisica dove c’era un super calcolatore (il più veloce al mondo) progettato da Nicola Cabibbo e Giorgio Parisi, al tempo tra le migliori menti della fisica in Italia. Anni in cui internet non era ancora entrato nelle case degli italiani, ma a cui noi studenti avevamo accesso”.

La domanda di fronte a una novità tanto dirompente emerse quasi spontanea: “Come fare soldi con questa invenzione?”. La risposta, che a posteriore potrebbe sembrare banale, fu: bisogna intercettare una necessità. “Al tempo esistevano tecnologie troppo costose e internet si usava solo nelle università. Il cliente prenotava alberghi solo tramite agenzie o in maniera diretta”. E cosa c’era di meglio che vendere il turismo in un Paese come l’Italia? “Prendemmo a modello un sito di San Francisco. Gli Stati Uniti erano già un passo avanti in questo settore. Si chiamava San Francisco reservation: una specie di agenzia che permetteva di fare prenotazioni online”. Fu così che nacque quella che poi diventò una case history di successo come Venere.com. Segnò anche l’inizio delle prenotazioni online nel nostro Paese. “Cominciammo col realizzare un sito tutto in inglese che all’inizio si chiamava Italy Hotel Reservation. Iniziammo a far entrare nel circuito alberghi che conoscevamo, sviluppando poi pagine web dove inserire le indicazioni generali della struttura (mail, telefono, ecc…). Una sorta di pagine gialle su internet. Solo in seguito pensammo alla naturale evoluzione: creare un form online per controllare le disponibilità dell’albergo e eventualmente prenotare le stanze”. Il 2000 fu l’anno del grande salto. Il fondo Kiwi2 di Elserino Piol entrò nell’azionariato di Venere.com che diventò subito appetibile per i grandi player mondiali e, soprattutto, per Expedia che valutò l’azienda 200 milioni di euro. Nel 2008, infatti, il gigante americano del turismo online comprò il 100% della società e Matteo Fago & Co. abbandonarono la loro creatura.

E arriviamo ai giorni nostri. Nella sua terza vita, Matteo fa l’editore. È attento alle novità tecnologiche – “vivo sempre connesso, se si scarica il cellulare o il tablet mi sento letteralmente perso” – e ha fondato L’Asino D’Oro edizioni (nel 2009 insieme a Lorenzo Fagioli), che si occupa principalmente di saggistica e psichiatria, e la testata giornalistica Il Salvagente (edito da Editoriale Novanta), che ha lanciato recentemente il progetto Certificazione Anti Truffa, con l’obiettivo di tutelare i consumatori. Il fil rouge delle sue tre vite? Una chiara idea di cultura d’impresa: “In Italia gli imprenditori non pensano davvero in grande: è un nostro limite e va assolutamente rimosso, se vogliamo competere a livello internazionale”.

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