Da oggi anche i lavoratori della gig-economy hanno un’assicurazione. Ed è tutta italiana

Forbes.it
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Fattorino di una società di food delivery al lavoro.

Ancora una volta la tecnologia anticipa le norme. In particolare quelle dedicate a delineare un quadro di diritti e tutele in favore degli utenti delle piattaforme di lavoro occasionale. Ad esempio in campo assicurativo, dove le coperture sono obiettivamente difficili da erogare per la natura stessa dei cosiddetti “lavoretti”, effettuati solo per periodi brevi, o addirittura brevissimi, senza un vero e proprio inquadramento. Un ostacolo che può essere superato grazie al Fintech, o meglio all’Insurtech, l’applicazione della tecnologia al mercato assicurativo.

E’ nata così la prima assicurazione on demand per la gig-economy d’Italia. A proporla è la torinese Axieme, specializzata nell’assicurare community con la promessa di restituire parte del premio assicurativo alla scadenza di polizza se non sono avvenuti sinistri, in collaborazione con Jobby, un’app anch’essa tutta italiana utilizzabile per trovare lavori per un’ora, un giorno, un mese e anche di più, o per reclutare forza lavoro on-demand con una piattaforma dove trovare profili verificati e recensiti da altri datori di lavoro. 

La polizza studiata da Axieme copre gli infortuni e la responsabilità civile, tutelando gli utenti di Jobby dagli imprevisti che possono verificarsi in servizio. Per attivarla basta accettare il lavoro tramite la app e la copertura, elastica e temporanea, sarà attiva per tutto il tempo di svolgimento dell’incarico. Attraverso i protocolli API, che permettono a piattaforme digitali diverse di comunicare tra loro, Jobby potrà girare i dati di “consumo” della polizza ad Axieme in modo automatico e immediato. Per dare vita alla copertura, con Axieme ha lavorato anche la compagnia assicurativa statunitense Argo Group, un colosso capace di realizzare un miliardo di dollari di utile nell’ultimo decennio.

L’innovazione introdotta da Axieme non si limita alla componente tecnologica ma vuole anche diffondere un concetto di assicurazione basato sulla responsabilità sociale. Il modello di social insurance di Axieme prevede infatti che alla scadenza della polizza il contraente (Jobby) riceva il rimborso di una parte del premio pagato se non avvengono sinistri. L’assicurazione, nella visione di Axieme, diventa dunque un mezzo di sviluppo sociale, responsabilizzando in primis la community degli assicurati (i workers Jobby) nell’adottare atteggiamenti prudenti e consegnando a Jobby uno strumento di responsabilità sociale d’impresa per progetti di beneficienza.

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