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BrandVoice 23 novembre, 2018 @ 11:48

Perché ha senso parlare di emotional intelligence in un’epoca di artificial intelligence

di Josef Nierling

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Josef Nierling, Managing Director – Porsche Consulting al World Business Forum (Foto: www.gabrielezanon.com)

Continuamente esposti all’incombenza di tecnologie rivoluzionarie, sfidati da cambiamenti esponenziali, ci prepariamo ad una trasformazione radicale: anche il nostro stesso lavoro, quello dei manager, sembra minacciato dalla tecnologia. Saremo quindi sostituiti da un software?

In effetti, i manager raccolgono dati, li analizzano, interpretano i risultati, determinano e suggeriscono quali passi fare, le azioni da intraprendere. Ammettiamolo, le macchine lo faranno sempre meglio di noi: diagnosi e risoluzione di problemi di business possono essere la prossima applicazione di successo dell’artificial intelligence. Rischiamo allora di diventare inutili?

Vi do una buona notizia: l’accelerazione al cambiamento data dalle nuove tecnologie, l’avere a disposizione nuovi strumenti per la guida strategica delle nostre aziende richiede ancora di più la guida della persona, e la sua intelligenza emotiva.

Perché, l’unico modo per implementare una strategia è fare leva sulle persone: devi comunicare, persuadere, ascoltare, dialogare, motivare alla realizzazione della tua visione. E queste sono le skill del leader di successo, proprio queste sono insostituibili da un software. Dobbiamo affinare le nostre capacità di gestire, influenzare, relazionarci con gli altri: la persona lo può fare meglio di qualunque smart tecnology. Insomma, ha ancora senso parlare di emotional intelligence in un’epoca di artificial intelligence.

Ciò in effetti vale in ogni trasformazione, sia essa tecnologica che originata da altri fattori.

Josef Nierling al World Business Forum
Josef Nierling, Managing Director – Porsche Consulting al World Business Forum (Foto: www.gabrielezanon.com)

Ci troviamo in un momento economico che richiede forti e continui adattamenti: mercati emergenti che possono supportare la crescita, nuovi competitors che spingono a trasformazione del prodotto o servizio o efficienza nel realizzarlo, tecnologie disruptive prima citate, nuove tendenze politiche e nuove conseguenti regole commerciali internazionali che richiedono interventi di trasformazione. Ma il 75% delle trasformazioni di business sono purtroppo un flop, a causa di uno scarso cambiamento culturale. Noi vediamo 7 elementi fondamentali per una trasformazione culturale di successo, che ha al centro la persona. Il primo è la filosofia manageriale di base, che può avere ai due estremi il focus sui risultati o il benessere dei collaboratori. È importante guidare i collaboratori nel percorso di trasformazione e focalizzarsi sull’alimentare la loro creatività. Il secondo elemento è lo stile di leadership, che deve stimolare l’autonomia e la responsabilità anche attraverso strutture organizzative e procedure tipiche dell’agile organization. L’engagement dei collaboratori è poi cruciale: incoraggiarli a intraprendere azioni e portare avanti le proprie idee. Un altro aspetto per il successo della trasformazione culturale è il processo decisionale, che deve essere partecipativo ma non burocratico, veloce ed adattativo.

La comunicazione è una leva indispensabile, deve essere chiara e calibrata per ogni singolo target di audience, deve far leva sulla comprensione dei bisogni di ogni gruppo di interesse. Un ulteriore elemento di guida alla trasformazione è l’orientamento rispetto ai fattori esterni che influenzano la strategia e il processo decisionale: noi raccomandiamo di focalizzarsi sulle caratteristiche che fanno unica l’azienda, “Anders ist Besser” (meglio la diversità), ascoltando contemporaneamente i segnali del mercato. Infine, l’ultimo dei 7 elementi del nostro framework di trasformazione culturale è la propensione al rischio imprenditoriale: sperimentare, sbagliare presto e in maniera intelligente è l’unica strada per una rapida innovazione.

Prepariamoci: una trasformazione di business, sia essa generata da tecnologie o da altri fattori incombenti, richiede leaders e approcci che fanno leva sulla cultura aziendale e sugli individui. Rafforzandoci su queste skill, quelle proprie della leadership, avremo un ruolo fondamentale nella trasformazione dei nostri business anche lì dove sembrano le tecnologie l’unica chiave del successo.