Seguici su
Style 14 Gennaio, 2019 @ 5:41

Quanto contano sostenibilità e intelligenza artificiale per Kean Etro

di Roberta Maddalena

Staff writer, Forbes.it

Scrivo di moda e tutto ciò che le gravita attorno.Leggi di più dell'autore
chiudi
Tre look autunno inverno 2019 (Courtesy Etro)

Siamo tutti onironauti, ovvero viaggiatori in grado di modificare i nostri sogni con il potere dell’immaginazione. Perlomeno questa è la visione di Etro, che per la sua collezione uomo autunno-inverno 2019/2020 ha voluto mescolare magia, sogno e poesia in un racconto visivo popolato da fate, folletti e altre creature del bosco: welcome to the #etrodream. I protagonisti sono giacche in tessuto stampato, bomber in seta con lavorazioni jacquard dall’effetto tridimensionale, vestaglie in velluto e blazer sartoriali in un vortice di stampe Paisley, nota distintiva del marchio italiano a conduzione familiare. I colori, caldi e vibranti, rimandano alla foresta mentre elementi della tradizione alchemica come l’insetto, l’occhio onniveggente e la piramide arricchiscono trench destrutturati, accessori e cinture gioiello. Ma nella proposta invernale disegnata da Kean Etro c’è spazio per riflettere anche su due temi caldi: l’intelligenza artificiale e la sostenibilità. “Siamo partiti dall’idea di una Wunderkammer, dove il mondo naturale gioca un ruolo fondamentale”, ha spiegato a Forbes.it il direttore creativo del menswear.

Nel primo caso, l’ispirazione prende vita dal celebre film di Ridley Scott Blade Runner, dove i robot con le sembianze umane non sembrano poi così lontani. In particolare, sotto la lente del brand finisce il confine sottile tra la metaforica figura del manichino, primo “vero” umanoide della storia al servizio dell’uomo, e l’androide. Un confine sottile che oggi, con la comparsa della prima conduttrice tv 3.0 sviluppata nei laboratori di Osaka in Giappone, solleva molti interrogativi sul futuro.

Nel secondo caso, invece, la moda green è sempre stato un focus molto presente nella politica dell’azienda. E lo dimostra anche l’ultima linea di camicie, cappotti e maglie in cashmere presentate nello store di via Montenapoleone: da un lato capi in Lyocell, fibra ricavata da una responsabile coltivazione della pianta dell’eucalipto, che permette di ridurre drasticamente l’utilizzo di pesticidi, acqua e sostanze chimiche. Dall’altro il cotone biologico, la canapa e la fibra di ortica completamente biodegradabile.

Lo stilista Kean Etro (Getty Images)

Approccio green infine anche per il denim, grazie a tecnologie a basso impatto ambientale che permettono una tintura del filato e processi di lavaggio con un risparmio fino al 30% di energia, 50% d’acqua e 70% di sostanze chimiche inquinanti. “Per Etro sostenibilità significa amore per la natura e la collettività in generale; nel 2002, abbiamo creato la nostra prima linea organica in collaborazione con l’azienda biodinamica Demeter, un bel traguardo ma non sono mancati gli scettici. In Italia c’è ancora molta strada da fare per abituare il grande pubblico alla moda eco, ma penso che la moda, sinonimo di cultura, possa essere di grande aiuto in tal senso”, ha concluso lo stilista.

Vuoi ricevere le notizie di Forbes direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!