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Business 12 aprile, 2019 @ 4:00

Cosa c’entrano gli Oscar con la decisione di Netflix di comprare un cinema

di Roberta Maddalena

Staff writer, Forbes.it

Scrivo di moda e tutto ciò che le gravita attorno.Leggi di più dell'autore
Nata in Sicilia, si trasferisce a Milano per studiare giurisprudenza ma soprattutto per inseguire la sua più grande passione: la scrittura. In precedenza ha collaborato con il quotidiano di Class editori MFFashion occupandosi di moda e finanza. Appassionata di romanzi gialli, musica jazz e cinema. chiudi
teatro palco rosso
L’Egyptian Theatre di Los Angeles (www.egyptiantheatre.net)

Il volto dell’industria del grande schermo a stelle e strisce sta cambiando. Protagonista Netflix che, non volendo rinunciare a Hollywood, sta pensando bene di comprare un cinema a Los Angeles. E non un cinema qualunque, ma l’Egyptian Theatre, storico edificio inaugurato nei primi anni ’20 in occasione della prima del film Robin Hood e oggi sotto il controllo della no-profit American Cinematheque. Più che di vera e propria acquisizione, le riviste statunitensi parlano di partnership multimilionaria che potrebbe dare alla struttura, considerata un punto di riferimento a Hollywood Boulevard, una stabilità finanziaria maggiore. Il sodalizio avrebbe i seguenti termini: Netflix userebbe il teatro nelle notti dei giorni feriali per ospitare proiezioni e anteprime con red carpet, mentre all’American Cinematheque rimarrebbe la programmazione dei weekend con conferenze e proiezioni di film classici.

In realtà, però, la recente vendita ha messo in luce il delicato rapporto del gigante dello streaming con sale cinematografiche e teatri, considerando che fino a oggi il gruppo americano ha sfruttato le sale solo per brevi promozioni non rispettando i tradizionali 90 giorni dall’uscita nei cinema prima di rendere disponibili online i suoi film. Cattiva abitudine che ha reso Netflix invisa a istituzioni come AMC Theatres, Regal Cinemas e il Festival di Cannes. Ma soprattutto a Steven Spielberg, che da qualche anno porta avanti la sua battaglia anti-Netflix per impedire al colosso Usa di prender parte alla cerimonia degli Oscar.

Il motivo? La regola secondo cui un film deve restare in cartellone almeno sette giorni consecutivi in ​​un teatro per poter ottenere un premio. Ed ecco quindi che l’acquisto del palcoscenico “egiziano” potrebbe consentire a Netflix di concorrere agli Oscar. L’affare non ha lasciato comunque indifferenti i dirigenti del settore e ha messo sotto i riflettori una norma antitrust vecchia di 71 anni basata su un caso della Corte Suprema dal titolo “Stati Uniti contro Paramount Pictures”, che aveva vietato agli studi cinematografici di possedere un cinema. Regola che però, lo scorso agosto, è stata completamente rivista dal Dipartimento di Giustizia, aprendo le porte a una nuova era nell’arena cinematografica di Hollywood.

La questione, per nulla semplice, è capire (e in questo senso ancora non esistono fonti certe) se la partnership in questione abbia un riconoscimento legale o meno. E considerando che Netflix non esisteva prima del 1997 e non è stata nominata nella sentenza della Corte Suprema, si potrebbe già ricavare una risposta. Come riporta Vulture, inoltre, Netflix non sarebbe la prima ad essere entrata nel business cinematografico senza passare dalla porta principale, preceduta da altri colossi video come Disney e Sony.

Per Netflix, che con il suo Roma ha vinto tre statuette agli Oscar 2019, un’altra battaglia è comunque all’orizzonte e stavolta con la Walt Disney Company, che proprio oggi presenterà agli analisti di Wall Street il suo nuovo servizio in streaming Disney Plus (il debutto entro la fine dell’anno) con cui intende dare battaglia al colosso del digitale. Staremo a vedere.