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Life 15 aprile, 2019 @ 3:00

Il nuovo museo di James Bond e tutti i luoghi più cool da visitare in alta quota

di Francesca Vercesi

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Per metà piemontese e per l’altra francese, è giornalista professionista e segue con spirito critico le vicende della finanza. Ha collaborato con Milano Finanza, Il Corriere della Sera, il Venerdì di Repubblica, Panorama, IL, Dove. Oltre alla finanza, è appassionata di società, economia, studio dei comportamenti umani e culture. Così, appena può, viaggia. Ama le vette di montagna e le isole greche. chiudi
museo neve cielo
(007.com)

Tutto è accaduto per caso e, come il più delle volte, è stato frutto di un innamoramento. Così il versatile regista Sam Mendes autore, tra gli altri di due mitici action movie della saga 007 (Skyfall e Spectre), ha trovato per caso navigando in rete quello che ha poi eletto luogo d’elezione per girare una delle scene più rocambolesche di Spectre: la vetta del monte Gaislachkogl, a Sölden, Austria. Per fermare la storia, è stato costruito un museo sospeso su un precipizio dove, attraverso un’esposizione permanente, si esplora la storia del mitico agente 007: una struttura a due piani di 1300 mq, a 3.050 metri di altitudine, all’interno di una stazione sciistica, quindi accessibile solo in funivia e progettata dall’architetto austriaco Johann Obermoser.

In 10 sale si racconta la storia di James Bond e si illustrano le fasi di realizzazione del 24° film della serie con protagonista uno strepitoso Daniel Craig e l’attrice francese Léa Seydoux, nei panni della nuova Bond Girl. Altrimenti detto 007 Elements – a James Bond Cinematic Installation, è un’installazione multimediale progettata in modo da poterla aggiornare, per includere magari prossimi episodi della saga. Attraverso il Barrel of the gun, il passaggio della pistola, il visitatore si affaccia nell’affascinante mondo di Bond e un corridoio balistico lo conduce nella sequenza iniziale di Spectre.

Procedendo, ci sono un Tech Lab, con un’arma leggendaria e alcuni trucchi usati per creare gli effetti speciali nei film, una Screening Room, dove si vedono alcune scene dell’ultima produzione di Spectre e una Legacy-Hall, la sala delle leggende, con contenuti dietro le quinte inediti. Il percorso espositivo è stato curato da alcune delle menti più creative del design: Neal Callow, direttore artistico degli ultimi quattro film di James Bond, insieme a Tino Schaedler.

stanza luci
Tech Lab 007 Elements

L’edificio si integra con l’ambiente circostante, grazie all’uso sapiente del bianco e del cemento, che richiamano le montagne innevate e il colore aspro della roccia. Sia il design esterno sia quello interno prendono spunto dal lavoro dello scenografo di James Bond, Ken Adam, amante di un’architettura pulita e minimale. La grande finestra in vetro all’ingresso del museo offre una vista estrema sulle montagne: dalle vetrate si vedono anche alcuni scorci della strada del ghiacciaio Rettenbackferner, dove sono state girate alcune scene d’inseguimento in Spectre. Al di là del vetro, nelle giornate terse, appare anche la seconda cima più alta d’Austria, lo Wildspitze, quasi 4mila metri.

Collegato al museo, con un tunnel, il ristorante Ice Q dove si può fare un’esperienza gourmet di alto livello. Trasformato per esigenze di copione nella clinica Hoffler, è un rifugio di lusso composto da oltre 900 metri quadri di vetrate. Propone un pranzo raffinato ma sostanzioso al tempo stesso, a base di prodotti tipici del territorio e di vino austriaco di alta qualità e nemmeno troppo costoso (da provare la tartare di trota salmonata, accompagnata dal Pinot 3000, speciale cuvée di Pinot Nero).

Senza dimenticare un luogo leggendario per chi ama la montagna e le moto. È il Top Mountain Morocycle Museum, nato a 2.175 metri di quota sul versante austriaco del passo del Rombo (Timmelsjoch in tedesco), lungo il percorso che mette in comunicazione la val Passiria, in provincia di Bolzano, con Hochgurgl e la Ötztal nel Tirolo austriaco. Un itinerario tra i più amati dagli appassionati delle due ruote. A ospitare il museo è un edificio polifunzionale dalle forme avveniristiche, il Top Mountain Crosspoint, ben integrato nel paesaggio e rivestito in legno. Progettato dal giovane architetto tirolese Michael Brötz, riunisce sotto lo stesso tetto il museo delle motociclette, la stazione a valle della cabinovia Kirchenkar, un elegante ristorante panoramico in legno e acciaio, che propone specialità austriache e italiane, e la stazione di pedaggio stradale del passo. Con una superficie espositiva di tremila metri quadrati, il nuovo Top Mountain Motorcycle Museum propone circa 200 motociclette d’epoca di 102 marchi riunite dai collezionisti Alban e Attila Scheiber, ex albergatori appassionati di motociclismo. Tra i modelli presenti anche quelli di Motoguzzi, MV Augusta, Ducati, BMW, DKW, Zündapp, Triumph, Sunbeam, Matchless, Brough Superior, Vincent, Honda, Henderson, Indian e Harley Davidson del 1914, 1926, 1938, degli anni ’40 e ’50, oltre a una leggendaria Brough Superior del 1939. La moto più antica ha più di un secolo di storia sulle spalle ed è una Laurin & Klement costruita in Boemia nel 1905. Ci sono anche macchine come la Ferrari Californian Spider, una Porsche 959 e una Lotus 23 B. Il padrino del museo, infine, è il pilota motociclistico più famoso del mondo, Giacomo Agostini, detentore di 15 campionati mondiali.

stanza luci
Tech Lab 007 Elements

Sul Monte Bianco, c’è anche un museo che a maggio si tinge di rosa. Si chiama Hangar 2173 ed è il nuovo spazio espositivo ospitato all’interno del Pavillon – The Mountain, la stazione intermedia di Skyway Monte Bianco, a 2173 metri di altitudine. Ospita una mostra permanente che racconta e celebra oltre settant’anni di un sogno visionario: la funivia del Monte Bianco. L’emozione è massima quando si compie questo viaggio nella memoria: dagli avvenimenti a partire dall’inaugurazione di una delle funivie più moderne al mondo, Skyway, nel 2015, fino ad arrivare al 1941, anno di inizio del cantiere che ha teso la prima fune sul Monte Bianco. Il piano terra è dedicato all’oggi: un video racconta il cantiere e il lavoro di chi è riuscito a realizzare questo capolavoro tecnologico di ingegneria italiana. Il percorso prosegue con un omaggio all’attrice Matilde Gioli, l’alpinista Hervé Barmasse e l’astronauta Samantha Cristoforetti. Qui c’è anche un’installazione interattiva che mette in relazione il percorso evolutivo della funivia dal punto di vista tecnologico. Al piano inferiore si vede la prima funivia inaugurata nel 1947, che ha sfidato nuvole e cattivo tempo per far conoscere a milioni di persone il Monte Bianco fino al 2015. E proprio a Skyway quest’anno sarà la tappa valdostana del Giro d’Italia. Il 25 maggio, infatti, il Giro toccherà il territorio della Valle D’Aosta: la tappa Saint-Vincent – Courmayeur Skyway Monte Bianco sarà la 14°del giro. Per la prima volta la tappa porterà il nome di una funivia, Courmayeur Skyway Monte Bianco. E per l’occasione la funivia si è tinta di rosa.