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Leader 14 agosto, 2019 @ 10:32

Come due giovani milanesi sono diventati Dj di fama mondiale

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

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Giornalista di Blue Financial Communication, dove cura contenuti per i prodotti editoriali del gruppo Bluerating, Private e Forbes Italia. Con un passato alla redazione televisiva di Class CNBC, è cresciuto professionalmente scrivendo di finanza, asset management, fintech e consulenza finanziaria. Appassionato di cinema, noiosi romanzi classici e videogames, è anche consulente editoriale. chiudi
Merk & Kremont, all’anagrafe Giordano Cremona (a sinistra) e Federico Mercuri.

Articolo tratto dal numero di agosto 2019 di Forbes Italia. Abbonati. 

Presentarsi a lavoro varcando la soglia della sede milanese della Universal in pantaloncini corti e t-shirt non è da tutti. Un bel privilegio, soprattutto a estate ormai inoltrata. Di certo lo puoi fare se ti chiami Federico Mercuri e Giordano Cremona, in arte Merk & Kremont, tra i maggiori dj italiani della scena dance internazionale e producer di artisti italiani di tutti i generi. Una carriera cresciuta rapidamente con tracce di alto livello rilasciate sulle più importanti etichette, quali Doorn, Protocol e Revealed.

Un successo giunto prima dall’estero, attraverso il supporto dei più grandi artisti della dance mondiale, da Avicii a Steve Angello, da Hardwell a Nicky Romero, e della leggenda della musica elettronica italiana Benny Benassi. Hanno calcato le consolle più prestigiose del mondo come Pacha (Ibiza), Liv (Miami) e per due volte l’Ultra Music Festival (Miami). Sono stati artisti di punta del colosso discografico Spinnin’ Records, prima di unirsi, all’inizio del 2018, alla grande famiglia di Universal Music Italia. “Ci troviamo molto bene con loro”, commenta Giordano, che è anche figlio del comico Raul Cremona. “Abbiamo sempre fatto musica con etichette straniere nelle quali i rapporti con i manager sono distanti e in lingua straniera. Qui alla Universal c’è una mentalità positiva. Ascoltiamo insieme le canzoni e decidiamo quali possono funzionare per il mercato italiano. Mi ricordo che quando David Guetta è venuto qui diceva: ‘Questo pezzo andrà bene in Italia, questo invece negli Usa, questo in Francia, quello in Giappone’. Grazie al lavoro in casa discografica riesci a capire quale sound potrà andare bene per ogni Paese”.

L’anno scorso sono stati anche gli artefici della hit Hands Up feat. Dnce, certificato disco di platino. “La soddisfazione più grande è salire in macchina, accendere la radio a caso e ascoltare la tua canzone. Sarebbe bello provare la stessa sensazione in qualsiasi parte del mondo”, dice Federico. “A 27 anni possiamo dire di poter girare il mondo grazie al nostro lavoro e suonare di fronte a tante persone che ci seguono: è una bellissima sensazione”.

Traguardi importanti, considerando che i due hanno cominciato da adolescenti a suonare e vendere biglietti per le serate della movida milanese. E per di più, tenendo fede alla ‘poetica del garage’ come luogo di partenza di tutte le grandi società (Apple, Microsoft, Amazon e Hawlett Packard, per fare solo alcuni nomi), il loro studio di registrazione non era che una semplice cantina. “Abbiamo iniziato a 17-18 anni come pr e dj senza mai incrociarci”, ricorda Giordano. “Poi un amico in comune ci ha presentato e insegnato come mettere le mani sui software per produrre musica”. Da lì è iniziata una partnership professionale, oltre che un’amicizia. “Litighiamo spesso, ma sono sempre discussioni costruttive”, ammettono ridendo.

Merk & Kremont durante una loro serata. (Alex Caselli)

Il primo passo è stato produrre la propria musica in modo che anche gli altri dj potessero suonarla. Il motivo? Nell’ambiente funziona così: riesci ad avere successo se fai delle canzoni che anche gli altri dj suonano. “Molti direttori artistici dei locali sono anche gli stessi dj. La cosa migliore, insomma, è fare musica che piace anche a loro”, spiega Federico.

Un metodo efficace perché la loro musica ha interessato un mostro sacro del settore come Avicii. “Quando lui ha cominciato a suonare le nostre canzoni ci siamo detti: forse ce la facciamo”. L’artista svedese aveva infatti chiesto a Federico e Giordano di remixare la sua ultima canzone prima di morire nel marzo dell’anno scorso all’età di 28 anni. “Eravamo appena tornati a Milano da un tour in Giappone, dopo 20 ore di aereo. Abbiamo ricevuto la mail in cui Avicii ci chiedeva di remixare il suo pezzo Without you. Noi eravamo stanchissimi, ma siamo corsi subito in studio perché avremmo dovuto finirlo entro il giorno seguente. Alla fine ci siamo riusciti ed è piaciuto tantissimo”.

Oltre alla carriera da dj i due hanno parallelamente portato avanti quella da producer. Negli ultimi anni hanno infatti conquistato le classifiche producendo hit per Fabio Rovazzi, Il Pagante e Benji & Fede. Tutto è iniziato un po’ per caso, quasi una decina di anni fa con Il Pagante. “E anche un po’ per scherzo, assieme al mio compagno di banco, con cui vendevo le prevendite per le serate nei locali”, ricorda Giordano. “Il ‘pagante’ è il cliente che pagava per averle. E lui stesso diventava la merce di scambio che testimoniava quanto eri potente come pr”. Ne è nata prima una pagina Facebook che ironizzava sugli stili di vita dei milanesi, in particolar modo sui cosiddetti pr e su coloro che acquistano biglietti, ossia i paganti. “Poi Federico ha proposto di mettere il tutto in una canzone”. Fu così che nel gennaio del 2012 uscì il primo singolo su Youtube dal titolo Entro in pass, seguita da Si sboccia e altri successi.

Anche la genesi di una delle maggiori hit italiane degli ultimi anni è opera loro. “Rovazzi era nostro fan e gli piacevano le nostre canzoni. Un giorno ci disse: ‘Ragazzi, vorrei fare un video con voi. Però vi chiedo di pagarmi con una canzone’. E allora gli abbiamo composto Andiamo a comandare”, rivela Federico. La canzone ha riscosso un enorme successo ottenendo ben cinque dischi di platino in Italia e ha sancito l’affermazione di Fabio Rovazzi come talento poliedrico non solo del mondo della musica ma dell’industria dello spettacolo.

Al momento in rotazione alla radio c’è il nuovo singolo, Kids. Merk & Kremont sono impegnati in un tour che farà tappa nei più importanti eventi musicali nazionali e internazionali dell’estate 2019. A distanza di ormai sette anni, i due amici hanno anche abbandonato la loro cantina e investito in due nuovi studi di registrazione. “Speriamo che possano essere un punto di incontro tra produttori, cantanti e dj”. Non mancano i progetti per il futuro. “Poter suonare al Tomorrowland di quest’anno è sicuramente un’enorme soddisfazione. Il nostro sogno sarebbe quello di fare una hit internazionale. Ci piace sperimentare. Quindi sarebbe bello fare una collaborazione con Sfera Ebbasta, combinare i generi e creare qualcosa di nuovo”.

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