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21 Aprile, 2020 @ 5:24

Come valorizzare al meglio il talento femminile – AXA BRAND VOICE

di Forbes.it

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(Courtesy Axa)

I sogni non sono sempre e solo desideri. Parola di donne come Monica Archibugi che ha fondato un portale web per mettere in contatto genitori e babysitter su tutto il territorio nazionale. O di Lucia Frigerio, laurea in Ingegneria meccanica, che dopo aver girato il mondo rientra in Italia per gestire l’azienda di famiglia, una multinazionale specializzata nella progettazione di macchinari per la produzione di cavi e funi. Sono solo alcune delle storie di successo in rosa che hanno visto scendere in campo il gruppo Axa Italia attraverso Angels for Women, network di business angel, lanciato a fine 2018 e promosso insieme a Impact Hub Milano, con l’obiettivo di valorizzare le startup create dalle donne. Patrick Cohen, ceo di Axa Italia, spiega cosa significa parlare oggi di empowerment.

 

Patrick Cohen, ceo di Axa Italia (Courtesy Axa)

L’Italia è da sempre terra di imprenditoria diffusa, ma spesso le buone idee faticano a trovare capitali. Come si inquadra in questo scenario A4W?

Dal punto di vista tecnologico e soprattutto culturale, le donne sono sempre più un motore di cambiamento: basti pensare che oggi controllano il 70% delle scelte di acquisto a livello mondiale. Tuttavia, secondo l’ultimo Global gender gap report del World Economic Forum, il divario fra uomini e donne in materia di opportunità professionali è al 58%. Solo il 25% degli investimenti è fatto da donne eppure risultano migliori dello 0,5% rispetto a quelli maschili. Il gender gap resta forte anche tra le startup: quelle guidate da donne sono meno del 20% e ricevono meno della metà dei finanziamenti che arrivano agli uomini, ma registrano comunque ricavi superiori del 10%. Questo è il contesto che ci ha spinto a creare Angels for Women, la prima associazione che conta più di 50 business angel per supportare l’imprenditorialità e l’innovazione delle donne e dare un contributo concreto a una delle grandi sfide di questo paese: la valorizzazione del talento femminile.

 

Quali iniziative avete messo in campo finora?

In poco tempo abbiamo fatto investimenti concreti. Il primo esempio è stato Orange Fiber, startup siciliana che produce tessuti sostenibili con le bucce di arancia e che ha ricevuto un finanziamento da 100mila euro. O ancora EcoSteer, che ha realizzato una data ownership platform, basata su smart contract, inseriti in una blockchain. Attraverso quattro call all’anno, analizziamo decine di startup, con uno sguardo alle realtà più promettenti che possano contribuire a risolvere temi centrali come la salute, la sostenibilità, il clima, le nuove tecnologie e l’inclusione sociale.

 

Avete lanciato corsi di formazione per diventare business angel. A chi si rivolgono e come vengono strutturati?

Con il supporto di Angels for Women e Impact hub, è stato avviato un percorso formativo per acquisire competenze in ambito early stage investing dedicato ad aspiranti business angel, ma anche imprenditori, professionisti e mentor. Saranno affrontati temi chiave di investimento, come lo scouting, lo screening e la due diligence, con un focus sulle startup al femminile.

 

Come affrontate il tema della diversity a livello di cultura aziendale?

Il tema della diversity e di conseguenza quello della inclusion sono profondamente radicati in Axa. La nostra missione è dare la possibilità alle persone di vivere una vita migliore, diventando partner nella vita di tutti i giorni per proteggere i bisogni di una società che cambia. In questo percorso di empowerment, hanno sicuramente un ruolo chiave le donne, forza vitale di crescita e sviluppo nel mondo e protagoniste dei trend più significativi di questo secolo anche alla luce delle nuove tecnologie. La leadership di Axa su questi temi è riconosciuta anche dal Gender Equality Index stilato da Bloomberg, che indica la nostra policy sul congedo familiare, come una tra le più innovative del settore: nel nostro gruppo tutti i co-parents hanno un congedo retribuito al 100% di quattro settimane, sia che si tratti di famiglie biologiche, adottive, affidatarie o coppie omosessuali.

 

Quali iniziative sono state portate avanti su questo tema?

In Axa Italia sono garantite pari opportunità di promozioni e assunzioni e a oggi il 50% del senior management è composto da donne. Investiamo concretamente perché ciascuno possa esprimere al meglio il proprio potenziale. Allo stesso tempo, realizziamo programmi specifici di leadership al femminile per accelerare i piani di carriera, oltre che moduli formativi specialistici, volti a favorire l’inserimento in percorsi professionali anche fortemente tecnologici.

 

E sul discorso del work-life balance?

La valorizzazione delle competenze si integra con il principio del work-life balance. Possiamo contare su un sistema di welfare molto ampio e su un programma pionieristico di smart working, che si è dimostrato fondamentale soprattutto in quest’ultimo periodo e ci ha consentito di fronteggiare l’emergenza del coronavirus, mettendo al primo posto la sicurezza dei collaboratori e garantendo al tempo stesso la piena continuità del business. Quando torneremo in ufficio, riprenderemo i servizi di wellbeing, che comprendono svariate attività: sportello di counseling, ma anche sessioni di stretching in ufficio e corsi di autodifesa personale.

 

Che messaggio si sente di rivolgere per favorire una maggiore valorizzazione del talento al femminile?

Credere e investire nel loro potenziale è una scelta socialmente responsabile. L’incremento delle figure femminili e una valorizzazione del talento e della capacità imprenditoriale delle donne possono portare nuovi punti di vista e opportunità di crescita, per le aziende e in generale per il paese. Con le nostre iniziative vogliamo dare un segnale di forte cambiamento culturale, con l’auspicio che sempre più donne trovino supporto nel loro percorso e nelle loro ambizioni professionali, per un futuro più sostenibile e inclusivo.

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