Esselunga, Marina Caprotti e la madre salgono al 100% della holding

Marina Caprotti, ceo e presidente di Esselunga
Marina Caprotti, ceo e presidente di Esselunga (Imagoeconomica)
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Marina Sylvia Caprotti (Imagoeconomica)

La questione riguardante l’eredità del patron di Esselunga si è finalmente conclusa. Con un’operazione il cui closing è stato anticipato di pochi giorni (in precedenza era previsto per il 27 aprile), ma che rispecchia sostanzialmente quanto già era stato anticipato dalla società.

L’agenzia Ansa ha battuto ieri la notizia che Marina Sylvia Caprotti e la madre Giuliana Albera Caprotti (già socie al 70%), hanno perfezionato l’acquisto del 30% delle azioni divise equamente tra Giuseppe e Violetta Caprotti, figli del primo matrimonio di Giuseppe Caprotti con Giorgina Venosta, diventando così proprietarie del 100% della holding Supermarket Italiani.

Ma già in un comunicato del 21 marzo scorso Esselunga chiariva di essere “stata informata dalle signore Giuliana Albera Caprotti e Marina Sylvia Caprotti, detentrici del 70% di Supermarkets Italiani S.p.A., degli sviluppi relativi all’acquisto del 30% del capitale sociale (della società), detenuto da Giuseppe Caprotti e Violetta Caprotti”. E di aver ricevuto comunicazione in data 11 gennaio 2019, che le azioniste di maggioranza avevano comunicato di aver esercitato il diritto di acquisto della partecipazione di minoranza.

Nello stesso documento Giuliana Albera Caprotti e Marina Sylvia Caprotti si dicevano “orgogliose di poter continuare il nostro impegno personale per lo sviluppo e il successo di Esselunga e abbiamo grande fiducia nel team dirigenziale e in tutte le persone che lavorano nel gruppo”.

La vicenda si chiude così dopo un percorso molto complesso e lungo, che ha trovato la sua risoluzione con l’arbitrato dello scorso 20 marzo nel quale veniva indicata nella somma di 6,1 miliardi il valore del 100% di Esselunga, che conferivano alla quota del 30% un valore di 1,83 miliardi.

Il prezzo di acquisto sarà corrisposto mediante una combinazione di apporto di capitale da parte delle azioniste di maggioranza per un ammontare pari a 535 milioni di euro e debito bancario derivante da linee di credito messe a disposizione da un pool composto da principali istituti di credito italiani e internazionali per un ammontare pari a 1,312 miliardi. Dei 535 milioni in denaro, 435 arrivano dalla vendita della quota detenuta da Giuliana Albera e la figlia, pari al 32,5%, in La Villata, la società degli immobili del gruppo di supermercati che per il restante 67,5% è detenuta direttamente da Esselunga.