L’allarme di Michael Dell: “Mancano i chip, rischiamo di non poter consegnare i computer”

Michael Dell
(foto Justin Sullivan/Getty Images)
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La carenza di semiconduttori – i cosiddetti chip, essenziali per il funzionamento dei dispositivi elettronici – comincia ad allarmare il mercato. E porta già le prime conseguenze: Sony, ad esempio, fa sapere che potrebbe avere difficoltà nelle consegne della PS5 il prossimo anno. Il gruppo Volkswagen, con una decisione coraggiosa, ha deciso di produrre in casa i chipset necessari a costruire vetture intelligenti, soprattutto in vista della nuova generazione di auto a guida autonoma. La sede indiana della Foxconn, che lavora per Apple, ha dimezzato la produzione per il contagio di un discreto numero di addetti. Un allarme viene lanciato ora anche da Michael Dell, magnate dei pc, in un’intervista concessa alla testata tedesca Handelsblatt.

Michael Dell

Dell, come racconta Forbes, ha iniziato la sua carriera di self-made man “facendo il lavapiatti e smontando computer”. Oggi guida il terzo produttore di computer al mondo e ha un patrimonio di 50 miliardi di dollari. Buona parte della sua fortuna deriva dalla società di investimenti privati Msd Capital, che ha partecipazioni in ristoranti e hotel.

Il miliardario sostiene che lo stop delle fabbriche di chip ricadrà non solo sulla produzione 2021. A suo giudizio, siamo di fronte a una carenza che si estenderà anche sui prossimi anni, con le conseguenti difficoltà per le aziende di hardware nel consegnare prodotti a un mercato la cui domanda – causa lockdown – è esplosa. In alcuni paesi – inclusa l’Italia – è addirittura decuplicata.

“Oggi non investirei nei pc”

“Anche se nuove fabbriche di chip sono in costruzione in varie parti del mondo”, ha detto Dell, “le filiere produttive non possono essere avviate in tempi brevi. Credo che saranno necessari diversi mesi, forse anni”. Dell caldeggia l’apertura di “nuove fabbriche di chip in Europa, in Germania, ad esempio, dove Dell ha una presenza molto importante”.  

L’imprenditore, che ha messo a segno la più grande acquisizione della storia nel settore delle tecnologie – 67 miliardi di dollari per Emc – e ha creato il più grande gruppo IT al mondo, confessa alla testata tedesca che oggi non investirebbe più nei pc, bensì nelle biotecnologie.

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