La salute a portata di click: così MioDottore ha scommesso su un nuovo modo di vivere l’esperienza sanitaria

Luca Puccioni, founder e ceo di MioDottore.it
Luca Puccioni, founder e ceo di MioDottore.
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Articolo tratto dal numero di luglio 2021 di Forbes Italia.  Abbonati!

“Operiamo nel settore più ricco e meno digitalizzato del mondo”: è con questo paradosso, che nasconde un’opportunità di business senza paragoni, che Luca Puccioni accoglie Forbes all’interno del mondo di MioDottore, piattaforma leader nella prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo DocPlanner. Il gruppo serve attualmente 50 milioni di pazienti e gestisce 4 milioni di prenotazioni ogni mese, protagonista di una rivoluzione accelerata dal periodo della pandemia e che sembra destinata a evolversi ancora. Puccioni ha un’esperienza ultradecennale in aziende tech e nel 2015 ha scelto di scommettere su un nuovo modo di vivere l’esperienza sanitaria.

Come è nato MioDottore e come si sta evolvendo?
MioDottore integra funzioni di marketplace, software e crm mettendo in contatto pazienti con specialisti e fornendo loro soluzioni per ottimizzare e rendere più fruibile l’intero processo. Siamo nati come Marketplace, ora siamo in grado di offrire un ecosistema di soluzioni integrate che permette a dottori e centri medici di ottimizzare la gestione degli studi e migliorare l’intero percorso del paziente grazie alla digitalizzazione. Negli anni abbiamo acquistato due diverse aziende, TuoTempo e Gipo (gestionale rivolto alle cliniche) e siamo diventati il primo Paese del gruppo e l’unico player in Italia a offrire questa totalità di servizi complementari. 

Sanità e tecnologia non sono mai stati così uniti come quest’anno. Come avete vissuto il periodo della pandemia in MioDottore?
Abbiamo assunto tantissime persone, per noi il 2020 ha rappresentato l’anno migliore della storia in termini di crescita. La pandemia ha causato numerosi effetti negativi, ma ha spinto consumatori, imprese e cittadini ad adottare strumenti digitali fino ad allora mai impiegati. Questa rivoluzione ha interessato anche pazienti e medici. E così abbiamo avviato i primi progetti di telemedicina, per permettere ai medici di poter offrire visite ai pazienti anche da remoto. 

Come e quando è nata l’idea di fornire un prodotto di telemedicina?
Abbiamo visto un medico che proponeva sul web delle consulenze online, attraverso Skype. Abbiamo capito che poteva esserci un’opportunità, era febbraio del 2020 e la pandemia ancora non si era manifestata del tutto. Il nostro gruppo ci ha autorizzati e incoraggiati a investire nello sviluppo di un nuovo prodotto: le consulenze online. Abbiamo sospeso tutti gli altri progetti in corso e in due settimane abbiamo lanciato il servizio, diventando i primi player a farlo sul mercato italiano.

Come hanno risposto i pazienti all’opportunità di poter svolgere visite in modalità digitale?
Ci siamo resi conto che il servizio veniva apprezzato da moltissimi pazienti e medici. In altri Paesi al mondo, come Israele, la telemedicina era già una realtà diffusa e in Italia l’abbiamo fatta crescere, sviluppando un servizio utilizzato per tante e diverse specialità, dalla psicologia alla ginecologia o alla fisioterapia. Siamo rimasti colpiti dalla diffusione e dall’entusiasmo dei pazienti, che pubblicavano recensioni positive con toni entusiastici, spesso scrivevano: “ero molto diffidente da questa tipologia di visita, ma ho cambiato idea”. 

Come si sono integrati i nuovi trend del mercato con le azioni di MioDottore?
La tecnologia ha velocizzato un trend già presente in altri settori, nell’ambito della telemedicina siamo riusciti a convincere i medici più reticenti e a portare a bordo tantissimi professionisti.

Gli utenti di MioDottore possono lasciare recensioni basate sulla qualità del servizio offerto dal dottore. È una funzionalità strategica per la piattaforma?
Le recensioni su MioDottore sono moderate e basate, non sull’esito della prestazione, ma sulla qualità del servizio. Questo risulta strategico per vari motivi perché, che ci piaccia o no, gli utenti compiono scelte in base alle recensioni. Dieci anni fa, prima di fare un acquisto, chiamavamo un amico e ci recavamo in un negozio, oggi guardiamo le recensioni. Noi abbiamo accelerato una tendenza già esistente: basti pensare che i termini sanitari sono tra i più ricercati su internet. Le recensioni sono mille volte più potenti di un passaparola, perché hanno la caratteristica di essere proattive e raggiungere i pazienti in modo più efficiente: non serve infatti un network di relazioni per accedere alle informazioni. 

Meno code, meno burocrazia, più trasparenza, cos’altro può offrire la telemedicina?
Può rappresentare un’opportunità, ad esempio pensiamo a chi desidera avere un secondo parere su una patologia. Inoltre, il sistema integrato di servizi di MioDottore permette di migliorare l’esperienza del paziente anche nell’ambito del follow-up. Molti medici ci hanno confermato che la qualità e il successo delle cure farmacologiche sono sensibilmente aumentati grazie alla possibilità, per paziente e medico, di poter entrare in contatto dopo la visita e monitorare risultati e terapia. 

Quali sono state le specializzazioni più richieste?
Sin dall’inizio le consulenze online si sono concentrate su specializzazioni non consuetudinariamente associate a prestazioni da remoto, come ginecologia, andrologia e ortopedia. La telemedicina può quindi rispondere ad esigenze diverse. Ci sono specializzazioni in cui il passaparola è meno frequente, per questioni di privacy e di tabù e dove, al contrario le ricerche online sono sempre state molte. Attraverso una visita online vi è un contatto più indiretto e forse più semplificato, ed è anche per questo che molte di queste visite oggi avvengono online.  

Queste innovazioni daranno una spinta anche al pubblico?
Il nostro gruppo già lavora con strutture convenzionate e siamo entrati di recente nel segmento dei medici di Medicina Generale, che oggi hanno necessità di avere organizzazione e comunicazione più efficienti. Dove c’è molta burocrazia e inefficienza noi possiamo offrire uno strumento che semplifichi la gestione dell’agenda da parte del medico di Medicina Generale, di modo che possa avere più tempo da dedicare ai propri pazienti. 

Quali trend futuri vede per la sanità intesa come rapporto paziente/medico?
La rivoluzione è appena iniziata, tutto ciò che ci sembrava impossibile anni fa, è diventato la realtà: la prenotazione online è solo uno dei servizi di cui necessitano i dottori. MioDottore sta sviluppando ulteriori novità, come la possibilità di avere la propria cartella clinica a portata di clic e la possibilità di prescrizione elettronica. Pensiamo poi anche alla praticità di condividere gli esami prima di fare la visita: anche questo facilita l’esperienza e l’elasticità di poter scegliere di volta in volta il professionista migliore per le esigenze specifiche del paziente. Se questo processo diventa più digitalizzato, diventa tutto più semplice.