Questa piattaforma creata da 6 Under 30 facilita l’apprendimento grazie all’intelligenza artificiale

Giovanni Cioffi, Emanuele Gusso, Mauro Musarra, Antonino Geraci, Fabio Frattin e Matteo Tarantino
Giovanni Cioffi, Emanuele Gusso, Mauro Musarra, Antonino Geraci, Fabio Frattin e Matteo Tarantino
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Articolo tratto dal numero di aprile 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Il team di Algor Lab si è formato nelle aule del Politecnico di Torino. Nonostante i loro diversi background, Giovanni Cioffi, Emanuele Gusso, Mauro Musarra, Antonino Geraci, Fabio Frattin e Matteo Tarantino sono tutti laureandi o neolaureati del corso magistrale in Data science and engineering. Ma la loro amicizia è nata ben prima della decisione di fondare insieme una società.

L’idea ha preso forma alla fine del 2020 nell’ambito di una challenge proposta dal laboratorio didattico Clik del Politecnico di Torino alla quale partecipa Mauro. Agli studenti era stato chiesto di risolvere un problema concreto utilizzando l’intelligenza artificiale, e da lì l’intuizione: sviluppare un algoritmo in grado di rielaborare un testo sotto forma di mappa concettuale, il tutto in maniera automatica. In pochi mesi è nata la prima versione dell’algoritmo che ha permesso a Mauro di vincere la competizione e di presentare il progetto all’incubatore di imprese innovative del Politecnico di Torino.

L’idea è piaciuta e Algor ha potuto accedere al percorso di pre-incubazione in I3P. Con l’arrivo degli altri membri del team, a marzo 2021, in un mese quello che all’inizio era solo un prototipo è diventata un’applicazione con più di 500 iscritti. Nell’estate 2021 sono arrivati i primi riconoscimenti e il 19 luglio 2021 è nata ufficialmente Algor Lab.

La piattaforma funziona tramite Algor Maps, un’applicazione web che racchiude diversi strumenti per supportare l’apprendimento di qualsiasi testo, si tratti di un libro digitale, appunti o il contenuto di una pagina web. Il nome, Maps, fa riferimento appunto alle mappe concettuali, uno degli strumenti più efficaci nell’apprendimento, ancora più fondamentali per chi ha specifiche difficoltà nella lettura di un testo scritto come chi soffre di un disturbo specifico dell’apprendimento.

Oltre a permetterne la costruzione manuale grazie a un apposito editor grafico, l’applicazione mette a disposizione l’utilizzo di algoritmi di intelligenza artificiale per accompagnare lo studente nella costruzione della mappa tramite l’estrazione automatica dei concetti chiave dal testo. Un sistema che permette di imparare grazie a strumenti come stimoli sonori, sintesi vocale o apprendimento visivo. A oggi, Algor Education conta oltre settemila iscritti, che continuano a crescere del 18% circa ogni mese. Dato ancor più significativo è che, in media, circa 450 persone utilizzano la web app ogni giorno per studiare e approfondire con le mappe concettuali.

“I nostri utenti sono principalmente alunni di scuole secondarie, genitori di ragazzi con Dsa, docenti e tutor alla ricerca di strumenti innovativi per l’inclusione e la collaborazione”, spiegano i fondatori. “Algor Lab non sarebbe a questo punto senza il fondamentale supporto dell’incubatore I3P del Politecnico di Torino e il suo network. Ma innovazione e impatto sociale sono i veri fari che orientano le nostre scelte”.

Lo scorso novembre, Algor ha raccolto un investimento da 180mila euro dal Club degli investitori di Torino. E anche le partnership non sono mancate. “Collaboriamo con un importante laboratorio di ricerca in intelligenza artificiale del Politecnico di Torino. Abbiamo ottenuto fin dagli inizi il supporto dell’Associazione italiana dislessia che ci ha accompagnato nel design di tutte le funzionalità della prima versione beta. Infine, abbiamo stretto legami con dirigenti, animatori digitali e docenti di scuole secondarie di tutta Italia. E siamo all’interno del network di imprenditoria sociale della Ong Ashoka e di realtà di riferimento per i giovani come Giffoni Opportunity”. Come l’obiettivo iniziale, ovvero migliorare la vita delle persone grazie all’intelligenza artificiale, anche quello futuro sembra altrettanto ambizioso.

“Automatizzando alcune attività meccaniche e ripetitive, che ogni giorno portano via tanto tempo, vogliamo rendere la didattica realmente inclusiva, migliorando l’apprendimento di chi ha maggiori difficoltà. Contiamo di poter esportare il nostro modello anche fuori dal mondo della scuola e a tal proposito abbiamo già avviato un primo test con un’importante società italiana che ha particolarmente a cuore il tema che stiamo affrontando”. Con la onesta consapevolezza che non si smette mai di imparare.

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