Un’economia scolpita nella roccia: così l’Alto Adige ha trasformato l’amore per la montagna in un business fiorente

Noi Techpark, il parco dell’innovazione altoatesina.
Share

Articolo tratto dal numero di maggio 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Solo il 14% della superficie dell’Alto Adige si sviluppa sotto i mille metri di altitudine. È qui che si concentrano le 56mila aziende del territorio. Un tessuto imprenditoriale costituito per la maggior parte da Pmi, vere e proprie multinazionali tascabili. Tutte accomunate dall’amore per le vette, da cui traggono ispirazione per il loro business

Un’economia scolpita nella roccia. Sbocciata fra cime monumentali, o meglio, proprio in virtù di quelle guglie e pinnacoli che hanno nome Dolomiti. Siamo in Alto Adige, area che in un secolo ha cambiato pelle e nazionalità (italiana dal 1919) riuscendo però a rimanere sempre sè stessa. Dopo l’addio all’impero austro-ungarico, ha conosciuto l’industrializzazione forzata degli anni Trenta e il crollo del decennio successivo che la sprofondò tra le province più povere d’Italia.

Poi la risalita fino al decollo economico degli anni Settanta che ebbe nel turismo il suo vettore e nel riconoscimento dello statuto di autonomia una potente leva. Perché autonomia vuol dire agevolazioni fiscali, velocità, snellezza delle procedure anche in termini di incentivi all’innovazione. Altri punti di forza di questo territorio, il bilinguismo, e pure trilinguismo se si aggiunge il ladino, quindi l’abbraccio della cultura latina con la lingua germanica.

Le 56mila aziende del territorio

Soltanto il 14% della superficie altoatesina si sviluppa sotto i mille metri di altitudine, ed è lì che si concentrano le 56mila aziende per il 28,9% attive nell’agricoltura, il 20% nei servizi, il 13,6% nella ristorazione e hotellerie, il 13,5% nel commercio, il 12,3% nelle costruzioni, il 6,6% nel comparto manifatturiero e 2,5% in ambiente (dati Ire). Percentuali che si rovesciano quando si va a misurare il valore aggiunto generato dai singoli settori per cui l’agricoltura contribuisce solo per il 4,8%, mentre impattano in grande misura i servizi privati (27%) e il settore pubblico, istruzione, sanità (18%), quindi commercio (15%), manifattura (11,9%), ristorazione e hotellerie (11,4%), costruzioni (5,8%), energia e ambiente (5,2%).

Il 13% delle aziende conta più di 250 dipendenti, per il resto il tessuto imprenditoriale è costituito da Pmi. Delle 3.740 aziende manifatturiere ben 1.003 orbitano nel mondo del legno, 603 nel settore dei metalli, 343 nell’alimentare. Al di là dei numeri, il tratto identitario dell’imprenditoria altoatesina sta nell’incredibile concentrazione di multinazionali tascabili, aziende perlopiù di medie dimensioni però leader di settore: hanno scovato i mercati di nicchia concentrandovi saperi e energie.

La montagna come maestra di vita

Qui dalla montagna non si scappa. Anzi, è maestra e dà lezioni di vita. “È eterna e maestosa, la guardi e rifletti su quanto siamo piccoli al suo cospetto. Quelle cime insegnano l’umiltà”, spiega Heiner Oberrauch, presidente di Assoimprenditori Alto Adige, fondatore e presidente di Oberalp, un circuito di sei marchi che stanno riscrivendo la storia della montagna attraverso la rinnovata attrezzatura per sci alpinismo: Dynafit, l’abbigliamento per montagna Salewa, le pelli Pomoca, quindi Evolv, Wild Country, LaMunt.

Oberrauch incarna la peculiarità dell’imprenditoria sudtirolese, modellata sullo stile di vita del territorio che vuol dunque dire operatività precisa e senza risparmio dal lunedì al venerdì, sport e svago nei fine settimana. “In Oberlap abbiamo 15 persone impegnate nella ricerca e sviluppo. Però anch’io do un mio contributo. Quando nel fine settimana faccio alpinismo o trekking libero la mente e rifletto. E il lunedì torno sempre in ufficio con qualche idea nuova. Nel Sud Tirolo sono gli stessi imprenditori a collaudare personalmente i propri prodotti perché spesso nascono proprio per soddisfare le esigenze del territorio”, spiega Oberrauch nell’edificio Salewa, struttura fatta di volumi che dialogano con le montagne, articolato in piastre e torri, a zero emissioni, completamente sostenibile e produttrice autonoma di energia.

Le multinazionali tascabili dell’Alto Adige

In tema di multinazionali tascabili, la mente va alla Microtec di Bressanone, numero uno per i sistemi di scansione per le segherie e l’industria della lavorazione del legno. Ha introdotto l’ultima tecnologia in fatto di misurazione in 3D del legno, per esempio telecamere stereoscopiche riescono a misurare il volume dei tronchi caricati su un autocarro mentre è in movimento, consentendo così la determinazione immediata e precisa del volume caricato. Con un tomografo computerizzato il tronco è ricostruito digitalmente ottimizzandone il taglio.

A fondarla Federico Giudiceandrea, ingegnere elettronico, che da studente aveva un sogno: lavorare nella Durst, allora attiva – a Bressanone – nel mondo delle macchine fotografiche. Poi l’azienda andò in crisi per l’avvento del colore, ma proprio dalle sue ceneri nacquero plurime fenici specializzate nel campo della visione. Oggi in tutto sono sette (Durst Group, TTControl, Microtec, Alupress, Microgate, Mpd, Barbieri Electronics), riunite nel consorzio di Bressanone Covision Lab, sotto la guida di Franz Tschimben.

CovisionLab è nato nel 2019, “da tempo era nell’aria l’idea di un centro di ricerca e sviluppo. Il mio ingresso in azienda ha accelerato il processo. I fondatori hanno identificato due settori comuni di investimento: computer vision e machine learning. A dire il vero, i sette imprenditori già lavoravano su questi fronti, ma in autonomia. Covision Lab è nata dalla consapevolezza che tutti avrebbero tratto vantaggi dall’aggregarsi nel nome di una ricerca condivisa, con operazioni di open innovation”, spiega Tschimben.

Tecnologia e innovazione sul territorio

Questo centro di innovazione dialoga con il più ampio Noi Techpark, il parco dell’innovazione altoatesina avviato nel 2017 grazie a un investimento da 124 milioni di euro (tutti fondi pubblici). Accorpa 70 enti fra aziende, startup, istituti di ricerca e università, il quartiere cresce al punto che “nel 2024 contiamo di ospitare 1.500 persone, 600 in più rispetto alle attuali. Aggiungeremo la facoltà di robotica e intelligenza artificiale” spiega il ceo Ulrich Stofner.

In questo distretto si fa trasferimento tecnologico creando un ponte fra ricerca e impresa. Accade anzitutto in quattro aree strategiche: alimentare, digitale, automotive, verde. Che vuol dire sviluppo della mobilità sostenibile, robotica, agroautomazione, intelligenza artificiale. Altro pilastro è la tecnologia verde, si va dalle tecnologie legate all’acqua a quelle per l’efficientamento energetico. Qui entra in campo Inewa, una Esco (Energy service company) che, in quanto tale, è attiva nel sostenere la transizione energetica. Lanciata da Nikolaus Widmann due anni fa, Inewa ha realizzato oltre 70 progetti, ha 30 impianti di proprietà, un portfolio di oltre 250 clienti attivi per un valore contrattualizzato della produzione di oltre 100 milioni di euro.

“Un Sud Tirolo sempre più sostenibile”

“Io mi batto per un Sud Tirolo sempre più sostenibile”, dice Oberrauch. “Dobbiamo lavorare tutti nella stessa direzione. Tra l’altro abbiamo il vantaggio che tante aziende operative nella sostenibilità sono proprio nella nostra area, penso a Intercable (Brunico), specializzata nella componentistica per auto e strumenti per la motricità elettrica. Stesso discorso per Alpitronic che produce colonnine di ricarica veloce per veicoli elettrici. La lista prosegue”.

Chiudiamo ricordando un altro elemento di forza di questa provincia del Nord Est: l’amore sconfinato, che si traduce in difesa e tutela, del proprio territorio. Qui la montagna non si è spopolata, è ricca e non solo per via della vocazione turistica. I pendii sono disseminati di masi, le tipiche case in legno e pietra dei contadini di alta quota, con annesse stalle e fienili. Contadini attivi e che dunque danno linfa alle vallate, lo testimoniano i prati: puri giardini. Il lusso del praticare l’agricoltura in montagna lo si deve al fatto che spesso i contadini lavorano anche nelle aziende delle vallate disposte a offrire la flessibilità dell’orario per consentire ai dipendenti di condurre le operazioni legate alla gestione di un maso. Una manovalanza eccellente che non si è voluta disperdere.

Le vette del successo

AZIENDE EMERGENTI


• Inewa
Aiuta le aziende a ridurre le emissioni e i consumi di energia per realizzare la propria transizione energetica. Inewa accompagna il cliente dalla fattibilità alla gestione con soluzioni integrate e su misura, finanziando i progetti. Concentra le sue attività su due soluzioni chiave per la decarbonizzazione: efficienza energetica per ridurre i consumi e generazione di energia verde, in particolare fotovoltaico e bioenergie, per aiutare i clienti a coprire i consumi rimanenti con un approvvigionamento stabile di energia pulita.

• Lenet Group
Nato recentemente come evoluzione della Thun Spa (gli iconici angioletti) integra retail, e-commerce, marketplace, logistica e piattaforme digitali in una sinergia innovativa fra b2b e b2c. Sotto l’ombrello Lenet si stanno aggregando marchi come Luxpets, Thun, Teddy friends, La Porcellana bianca, Rituali domestici, Rose e tulipani, Domino e la società tecnologica Connecthub logistics & digital.

• Iprona
È tra le aziende emergenti nel settore della lavorazione, trasformazione e commercializzazione di frutta. La gamma di prodotti spazia da concentrati di bacche, agrumi e frutti tropicali a infusi e coloranti alimentari, passando per estratti polifenolici funzionali e basi per bevande su misura.

• ITbyCLoud
Sviluppa soluzioni IT industriali da più di dieci anni, con focus sull’industria alimentare e delle bevande. Supporta i clienti nella realizzazione di progetti IT e nella costruzione di Digital Twins, sviluppa software per tracciare l’intera catena del valore dei prodotti. Un sigillo di qualità digitale garantisce sostenibilità e provenienza locale.

• Mountain-eering
Mountain-eering offre servizi nel campo dell’analisi, modellazione, previsione e mitigazione dei rischi naturali. Esegue poi analisi idrologiche di aree montane, misure ambientali (rilievi topografici finalizzati alla misurazione dei fiumi e delle strutture di mitigazione e misure idriche nei fiumi e nel suolo)..

AZIENDE LEADER DI SETTORE

• Gruppo Hti
Con 90 ingegneri e tecnici impegnati in attività di R&S al NOI Techpark, il gruppo di Vipiteno Hti (High Technology Industries) è leader mondiale nel settore degli impianti a fune (Leitner), protagonista per battipista e veicoli cingolati (Prinoth), impianti di innevamento (Demaclenko) ed energia eolica (Leitwind). Ha investito negli ultimi due anni oltre 50 milioni in R&S e tra le innovazioni prodotte brilla ConnX, il primo sistema di mobilità integrato in cui la funivia diventa un minibus con le ruote. E ancora, Leitwolf h2Motion, il primo battipista al mondo con motore elettrico alimentato a idrogeno.

• Microtec
Di Bressanone, ma con filiali in Usa, Svezia, Germania, Finlandia e Canada, è leader mondiale nella produzione di scanner per il legno. Ha messo in campo una serie di innovazioni che hanno rivoluzionato il sistema di misurazione del legno. Le stesse tecnologie utilizzate nel mercato del legname, ovvero scanner a raggi X e a risonanza magnetica nucleare, stanno per essere introdotte da Microtec anche nel mercato della frutta.

• Rubner Haus
Con i 25mila edifici costruiti fino ad oggi, è l’unica azienda europea capace di offrire tre differenti soluzioni costruttive: Blockhaus per case in legno massiccio, Telaio, sistema costruttivo ad intelaiatura di legno, Casablanca per case in legno massiccio intonacato. Il Gruppo ha il suo quartier generale a Chienes, in Val Pusteria, impiega 1.400 persone con stabilimenti in Italia, Austria, Germania e Francia.

• Loacker
Ai celebri wafer e cioccolati Loacker ora sta per aggiungersi una gamma di gelati. Ogni giorno dall’azienda vengono lavorate cinque tonnellate di nocciole tostate. Nel 2021 sono stati fabbricati complessivamente 966 milioni di pezzi, il 30% dei quali per il mercato italiano, il resto per quelli esteri. La sede principale è ad Auna di Sotto, a 1000 metri di altezza, con vista del Monte Sciliar la cui silhouette è l’anima del logo Loacker.

• Dr. Schär
Azienda alimentare con un vasto assortimento di prodotti per una dieta senza glutine e attenta alla salute. I marchi vengono distribuiti in oltre 100 Paesi. Fondata da un mugnaio di Bolzano, l’azienda è tuttora a conduzione familiare ma di portata globale, con 18 sedi in 11 Paesi, 1.400 dipendenti nel mondo. L’azienda fa R&s al Noi Techpark, dove quello dell’alimentazione è un settore in cui si contano 16 laboratori e due impianti pilota semi-industriali dedicati alla ricerca applicata, impegnati a sviluppare alimenti più sani e digeribili, integratori e nutraceutica, così come a ricavare sostanze preziose dagli scarti.

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it QUI.

Share