Tecnologia georadar e controllo delle emissioni: come Socotec sta aumentando l’impegno nel mondo dell’energia

Socotec
Massimo De Iasi
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Articolo tratto dal numero di giugno 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Nel 2013 è arrivata in Mozambico, dove ha partecipato al programma di Eni per creare aree di stoccaggio di gas naturale liquefatto. Poi ha condotto ispezioni per Enel Green Power, la società di Enel che si occupa di energie rinnovabili, e per la costruzione dei parchi eolici off shore del porto di Taranto. Dopo avere lavorato per più di 20 anni nel campo delle infrastrutture e della sicurezza, Socotec Italia, azienda nata in Irpinia che si occupa di ispezioni, controlli, diagnostica e certificazioni, ha deciso di aumentare l’impegno nel mondo dell’energia.

“Abbiamo accumulato molta esperienza in fatto di monitoraggi e di manutenzione”, spiega Massimo De Iasi, fondatore e presidente della società. “Quelle competenze possono essere applicate anche al settore dell’energia. Le indagini geofisiche condotte in Mozambico, per esempio, sono analoghe a quelle che eseguiamo sulle infrastrutture. La tecnologia georadar che usiamo per le gallerie serve anche a controllare gli scarichi delle raffinerie Eni. Per la galleria di base del Brennero ci occupiamo di controllare le emissioni dovute alle macchine e di misurare le polveri causate dagli scavi, ma anche di monitorare la fauna delle montagne sopra il tunnel e lo stato del fiume Isarco a valle”.

Oggi parlare di energia, afferma De Iasi, significa poi parlare anche di sostenibilità, di economia circolare e di cambiamento climatico. “Questo orienta anche la scelta dei nostri partner. E sottolineo questa parola: ci consideriamo partner – e non solo fornitori – di chi intraprende la transizione ecologica”. Un processo che potrà essere completato “solo quando diventerà chiaro che serve un approccio scientifico”. Socotec Italia, per esempio, si è impegnata a utilizzare strumentazioni che assicurano il minimo impatto ambientale possibile. “Per scegliere quali procedure adottare bisogna valutare diversi parametri, alcuni dei quali spesso trascurati. Il tempo, per esempio: se monitoriamo un ponte e dobbiamo chiuderlo, si formano code e, di conseguenza, inquinamento. In questo caso, la soluzione più sostenibile è quella che rende più breve l’operazione”.

Dal 2020 Socotec Italia ha anche ridotto di circa un quinto le emissioni legate ai primi due obiettivi del Greenhouse Gas Protocol, standard internazionale per il calcolo dei gas serra: le emissioni dirette e quelle dovute all’uso di elettricità. Sta ora lavorando al terzo obiettivo, ovvero la riduzione delle emissioni indirette: quelle legate, per esempio, a prodotti e materie prime comprate all’esterno, oppure ai combustibili per viaggi aziendali.
Per compensare le emissioni che ancora produce, l’azienda è diventata partner di Treedom, una piattaforma di e-commerce che permette di piantare alberi in vari paesi del mondo e di monitorare la crescita delle piante.

“Abbiamo creato una Foresta Socotec Italia in quattro Paesi: Colombia, Kenya, Madagascar e Tanzania. Abbiamo istituito poi un protocollo interno: piantiamo un certo numero di alberi per ogni nuova auto aziendale, per ogni acquisto di attrezzatura che richiede l’uso di idrocarburi, per ogni azione che ha un impatto ambientale”. L’obiettivo dichiarato da De Iasi è quello di creare il cosiddetto effetto bandwagon, cioè “indirizzare il comportamento dei cittadini”. A partire dai circa 700 dipendenti. “Regaliamo alberi a chi riceve un aumento di stipendio o una promozione e ognuno può monitorare le sue piante. È un modo per coinvolgere le persone”.

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