Rivoluzione verde e transizione ecologica: alla scoperta della Missione 2 con Istruzioni Pnrr

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di Ginevra Montano

Tra le sei Missioni che compongono il Piano nazionale di ripresa e resilienza, la Missione 2, Rivoluzione verde e transizione ecologica, ha sicuramente uno degli obiettivi più ambiziosi. Sebbene tutte le missioni puntino a operare una trasformazione del nostro Paese, la 2, a ben vedere, è forse quella più radicale: il proposito è colmare le lacune strutturali che sono di ostacolo al raggiungimento di un migliore equilibrio tra natura, biodiversità, circolarità delle risorse e sistemi alimentari.

Il mentoring program Istruzioni Pnrr, organizzato da Bfc Media, Nuvolaverde e Metasociale, vuole assicurare un’informazione corretta e completa per comprendere sia il significato politico sia le applicazioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e poter così accedere ai fondi europei. Istruzioni Pnrr è in sintesi un progetto formativo dedicato a tutti i soggetti, pubblici e privati, coinvolti nella ripresa dell’Italia. L’esperienza e la competenza dei mentori, esponenti d’impresa, accademici, professionisti e consulenti, permetterà di tradurre in maniera comprensibile e concreta l’utilizzo delle risorse economiche messe a disposizione dall’Unione europea, che solo in riferimento alla Missione 2 sono oltre 68 miliardi di euro.

Non a caso si parla di una vera e propria rivoluzione, che sia equa, inclusiva e che possa garantire un sostanziale miglioramento della sostenibilità ma anche della resilienza del sistema economico. In un periodo di profonda crisi climatica, dove emerge in maniera sempre più netta la necessità di ripensare il modello energetico sul quale ci siamo basati negli ultimi due secoli, il Pnrr si presta esattamente a questo: dare una spinta concreta al cambiamento.

Le direttive lungo le quali si snoda la Missione 2 sono descritte dalle sue componenti: agricoltura sostenibile ed economia circolare, energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile, efficienza energetica e riqualificazione degli edifici, tutela del territorio e della risorsa idrica. Quattro linee guida per un’efficace transizione ecologica, che vengono approfondite e analizzate all’interno di Istruzioni PNRR.

Andrea Bombardi, executive vice president di Carbon reduction excellence di Rina, presenta i temi chiave sui quali intervenire: le rinnovabili on shore e off shore, le smart grid e l’efficientamento energetico, ma non solo. Sarà fondamentale portare l’attenzione anche sullo sviluppo dell’idrogeno e sulla resilienza della rete elettrica, senza dimenticare le riforme necessarie a una burocrazia più snella che permetta questi nuovi assetti di gestione dell’energia. Altro aspetto da tenere in considerazione è la creazione di una filiera tecnologica di natura europea, poiché solo attraverso una solida collaborazione sarà possibile sostenere le misure conformi al raggiungimento dell’obiettivo di Net Zero al 2050.

Non dobbiamo infatti dimenticare che il Pnrr è la declinazione italiana del più ampio progetto di NextGenerationEU, messo in atto per favorire la ripartenza economica dei Paesi più colpiti dalla crisi pandemica, ma anche per portare avanti una nuova idea di futuro europeo. La rivoluzione verde è un traguardo centrale nel disegno di un’Europa dall’economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e più competitiva. La Missione 2 ci offre quindi la road map degli obiettivi, ma è altrettanto importante familiarizzare con gli aspetti più pratici che possono permetterci di interagire concretamente con il Piano. Mario Giordano, responsabile relazioni istituzionali per Signify Italia, si sofferma sull’analisi dei bandi, in quanto elemento imprescindibile per interpretare i contesti applicativi, definire le modalità di risposta efficaci e rispettare le tempistiche. Solo attraverso una conoscenza approfondita del meccanismo dei bandi si potrà avere la possibilità di agire e dare il proprio contributo per contrastare la crisi climatica.

La transizione ecologica ha dunque un peso notevole per la maggior parte dei membri UE, ma con alcune specificità nazionali. Può essere utile mettere in luce somiglianze e differenze nella ricezione di questi aiuti economico-finanziari, per avere una panoramica europea dell’andamento del PNRR. Nicola di Tullio, head of public affairs di Weber Shandwick, va a confrontare non solo la diversa destinazione dei fondi in termini di ripartizione tra le varie missioni, ma anche il diverso stato di applicazione del Piano, tenendo conto delle peculiarità di ogni situazione. La struttura pregressa, infatti, influisce profondamente sulla capacità di implementazione degli obiettivi: il notevole ritardo dell’Italia rispetto a Francia o Germania, per esempio, è dovuto ad una necessità di incremento di alcune riforme che negli altri paesi sono in atto già da anni.

Infine, per tutte le sei missioni, va segnalata l’importanza del monitoraggio, che ha un’impostazione diversa rispetto ad altri programmi sia nazionali sia europei. Come spiega Andrea Ferri, responsabile finanza locale di Anci e Ifel, per la rendicontazione dei fondi del PNRR ci si basa non su voci di spesa, bensì di raggiungimento degli obiettivi, oltre che di rapidità di esecuzione del programma. Tutti i risultati fissati attraverso milestone e target, infatti, dovranno essere portati a termine entro il 2026 per rientrare nella copertura offerta dal Piano. Se fino a questo momento il monitoraggio sulle varie misure è avvenuto generalmente attraverso strumenti propri dei singoli ministeri titolari, sarà presto implementata la nuova piattaforma unificante ReGis, promossa dal ministero dell’Economia. In questo modo si potranno mettere a sistema tutti i dati, presentandoli in maniera unitaria sia al nostro Paese sia al resto dell’Europa.

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