Per il miliardario Thomas Peterffy l’inflazione durerà per anni. E il bitcoin continuerà a perdere valore

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Thomas Peterffy, fondatore e CEO di Interactive Brokers, ascolta una domanda dopo aver parlato alla riunione annuale della World Federation of Exchanges (WFE) a Parigi l’11 ottobre 2010
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Questo articolo è apparso su Forbes.com

Mercoledì scorso, gli Stati Uniti hanno registrato un’inflazione al consumo del 9,1% fino a giugno. Questo dato, il più alto da quattro decadi, ha fatto tremare i mercati e ha fatto crollare gli indici azionari.

Ma gli investitori devono abituarsi all’inflazione, sostiene il miliardario Thomas Peterffy, 77enne fondatore e presidente della piattaforma di trading online Interactive Brokers. “Credo che le pressioni inflazionistiche continueranno per anni, non per mesi”, ha dichiarato Peterffy a Forbes, chiamando dalla sua casa di Palm Beach, in Florida. “Non si tratta di un problema a breve termine”.

Dalla carenza di lavoratori qualificati all’aumento dell’automazione

Secondo Peterffy, che ha un patrimonio di 18,1 miliardi di dollari, ci sono diverse ragioni per cui l’inflazione è destinata a continuare: decenni di spesa cronica in deficit degli Stati Uniti; continue interruzioni nelle catene di approvvigionamento a causa dell'”inversione di tendenza” della globalizzazione; carenza di lavoratori qualificati e aumento dell’automazione; requisiti ESG (ambientali, sociali e di governance) autoimposti dalle aziende che “aumentano i costi di produzione” e l’aumento dei tassi di interesse, proprio il meccanismo destinato a frenare l’inflazione.

“Quando la Fed alza i tassi di interesse, aumenta l’importo che il Paese deve pagare per il servizio”, afferma Peterffy. “Si tratta di un circolo vizioso che finirà per far esplodere il debito”. La maggioranza degli operatori si aspetta che la Federal Reserve aumenti i tassi di interesse di riferimento di almeno 75 punti base, o addirittura di un intero punto percentuale, nel corso di questo mese.

Il rialzo dei tassi dello 0,75% del mese scorso è stato il più consistente degli ultimi 28 anni. Ma Peterffy non si aspetta una situazione simile a quella degli anni ’80, quando il presidente della Federal Reserve Paul Volcker alzò i tassi d’interesse a due cifre, provocando una grave recessione ma eliminando l’inflazione.

Non credo che la Fed terrà fede alla sua promessa di “fare il necessario” per ridurre l’inflazione, perché teme di distruggere l’economia e l’esplosione del debito”, afferma Peterffy. Secondo il miliardario, la Fed dovrebbe fissare un tetto massimo ai tassi di riferimento intorno al 4% facendo arrivare l’inflazione intorno al 6% per i prossimi anni: “Ci sarà stagflazione per un po’”, prevede.

Il crollo dei mercati azionari  in autunno

Peterffy, nonostante le previsioni, si aspetta che i mercati azionari statunitensi tocchino il fondo già in autunno. Secondo l’imprenditore, l’indice S&P 500 potrebbe scendere fino a 3.000 intorno a ottobre, con un calo del 21% rispetto al valore attuale di circa 3.800 dollari. L’indice S&P 500 è già crollato di oltre il 20% dal suo massimo storico dello scorso novembre.

“Alla fine l’aumento dei prezzi raggiungerà le azioni”, insiste Peterffy, e di conseguenza “le azioni entreranno in un lungo periodo di mercato al rialzo spinto dall’inflazione”. Il pioniere del brokeraggio ha aggiunto che “questo è un ottimo momento per fare ricerca e comprare azioni di società”. Peterffy non si concentra sull’investimento in settori o industrie specifiche; gli investitori dovrebbero invece puntare su società che “investano nella loro competitività e guadagnino quote di mercato”.

La perdita di valore del Bitcoin secondo Peterffy

A gennaio, Peterffy ha detto che gli investitori dovrebbero considerare di detenere il 2%-3% del loro patrimonio in criptovalute per proteggersi dal rischio che le valute fiat “vadano all’inferno”. Ora, dopo che la flessione del mercato e la crisi di liquidità hanno colpito il settore delle criptovalute, Peterffy si sente meno fiducioso.

“Penso che le probabilità che il Bitcoin perda valore siano molto alte”, ha dichiarato Peterffy a Forbes. Il miliardario ritiene che il governo degli Stati Uniti potrebbe cercare di vietare le criptovalute a causa delle preoccupazioni legate all’utilizzo degli asset digitali per “finanziare attività illegali” e all’incapacità del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti di “controllare o tenere traccia dei pagamenti e riscuotere le tasse”.

Peterffy non ha ancora abbandonato gli asset digitali. Detiene ancora un po’ di Bitcoin e ha espresso la volontà di comprarne altri se dovesse raggiungere i 12mila dollari. (Attualmente il Bitcoin è scambiato a circa 20mila dollari per il dollaro statunitense).

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