Non solo medicina: così i laser di Deka hanno restaurato Notre Dame e il Duomo di Orvieto

Deka
Paolo Salvadeo, ceo di Deka
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Articolo tratto dal numero di luglio 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Deka, fondata nel 1991, fa parte del gruppo El.En, una realtà nata dieci anni prima dall’idea di un professore universitario di Firenze che decise di affidarsi a uno dei suoi migliori allievi. La performance dei prodotti a marchio Deka ha permesso al gruppo El.En. di fatturare circa 135 milioni di euro nel 2021, all’interno di un consolidato complessivo di 571,4 milioni di euro. Il modello di business ha come mercati principali di riferimento quello italiano, tedesco e americano. L’azienda, che progetta e produce sofisticatissimi laser, è uno dei maggiori player a livello internazionale nel settore dell’estetica e della chirurgia e si occupa principalmente di dermatologia, chirurgia plastica (applicazioni corpo incluse), otorinolaringoiatria e ginecologia. Ma non solo: oggi i macchinari prodotti dall’azienda sono utilizzati anche per il restauro dei beni culturali.

Leader nel restauro dei beni culturali

Il connubio tra il settore medico e quello culturale nasce dalla condivisione di esigenze abbastanza simili. Oggi i beni culturali, infatti, possono essere considerati “i grandi ammalati del nuovo millennio”, che vanno curati, altrimenti rischierebbero di deteriorarsi ulteriormente, a causa dell’inquinamento atmosferico e degli atti vandalici. Quello dei beni culturali è un campo in cui la realtà fiorentina è diventata ben presto leader internazionale, restituendo agli antichi splendori, fra gli altri, anche il David di Donatello, la Torre di Pisa e la Cappella privata del Papa e nei Palazzi Apostolici.

“Tra gli interventi anche quello all’interno di Notre Dame”, racconta Paolo Salvadeo, ceo di Deka e direttore generale di El.En. “Lì molti dei nostri laser stanno lavorando per ripulire la cattedrale dopo il tremendo incendio del 2019. Siamo intervenuti anche all’interno del Museo del Louvre, sulla Porta del Santo Sepolcro a Gerusalemme, su Michelangelo, Leonardo e Raffaello, nella Reggia di Versailles e in più di 35 siti Unesco nel mondo”.

L’ultimo intervento, in ordine di tempo, è stato effettuato sul Duomo di Orvieto, deturpato da una scritta vandalica contro l’Inter. “Non appena ho letto sui giornali quanto era successo”, prosegue Salvadeo. “Mi sono subito messo in contatto con il presidente dell’Opera del Duomo della città, offrendo un nostro intervento per ripulire il tutto con il laser. Non esistono realtà che abbiano la nostra competenza e le nostre conoscenze in tema di beni culturali, e quando possiamo farlo siamo ben disposti a dare una mano”.

Ma il core business rimane quello legato al settore medicale

Eppure il core business di Deka è un altro, vale a dire la progettazione e la produzione di laser per applicazioni medicali. “La nostra tecnologia cresce e migliora anno dopo anno. Siamo leader del settore, in un campo in cui lo studio e la programmazione sono fondamentali. E abbiamo una fortissima spinta all’innovazione. La chiave del nostro successo? Lavoriamo a stretto contatto con i medici: più che nostri clienti, sono collaboratori con i quali ci confrontiamo in modo costante per capire come è possibile migliorare il nostro prodotto e quali siano le richieste dei pazienti”.

L’azienda è conosciuta nel mondo per avere realizzato e lanciato il sistema laser ad anidride carbonica Monna Lisa Touch, per il trattamento dell’atrofia vaginale, per i problemi legati al post menopausa o in seguito a interventi di tumore al seno. Ma anche per strumenti all’avanguardia per la lipolisi assistita da laser, tra i quali il nuovo LipoAI basato su algoritmi di intelligenza artificiale, e per il trattamento del grasso localizzato, delle adiposità o della cellulite (Onda Plus): in quest’ultimo caso, “uno strumento che dà risultati straordinari dopo un solo trattamento”. Ma non è finita, perché con questi dispositivi all’avanguardia si possono curare le cicatrici, la psoriasi, la vitiligine, lesioni vascolari. Ed è anche possibile rimuovere tatuaggi, depilare in modo efficace e permanente e ringiovanire la pelle. Senza trascurare i problemi legati alla salute intima della donna, tra i quali l’incontinenza urinaria e la vulvodinia.

La voce del cliente al centro: il modello vincente di Deka

Il grande vantaggio che colloca Deka al top nel settore elettromedicale? “Non sviluppiamo nulla da imporre al mercato, ma partiamo da un presupposto completamente differente. Chiediamo, ascoltiamo gli addetti ai lavori, poi operiamo insieme a loro per creare strumenti che servano davvero agli utenti. Viene portata in Deka la cosiddetta ‘voce del cliente’ e al nostro interno si alimenta un meccanismo multifunzionale, chiamato ‘concurrent engineering’, che coinvolge in modo trasversale le varie funzioni e i vari dipartimenti dell’azienda, per arrivare a un prodotto che abbia un senso per il mercato. Inoltre abbiamo un laboratorio interno di fotobiologia unico al mondo; prima che un laser entri in produzione effettuiamo una serie di analisi istologiche sviluppate da biologi e medici. Quando tutto è pronto e testato in ogni dettaglio allora viene immesso sul mercato”.

Senza dimenticare la cura ossessiva di quello che in Deka chiamano “l’ultimo miglio”, vale a dire il rapporto con i clienti. “I processi di servizio al cliente e del post vendita sono fondamentali. Per esempio in Italia non usiamo corrieri, ma andiamo direttamente a consegnare il macchinario con i nostri operatori, poi andiamo a installarlo e infine arriva lo specialista che forma il medico. Periodicamente effettuiamo aggiornamenti diretti, o attraverso webinar, per illustrare nei dettagli tutte le novità”. La tecnologia è 100% made in Italy. “Reinvestiamo ogni anno circa il 5% del fatturato in ricerca e sviluppo, perché riteniamo sia fondamentale essere sempre all’avanguardia e non farci trovare impreparati di fronte a un mercato in continua evoluzione. Senza contare che siamo presenti in più di 120 Paesi e che in ogni nazione sono richieste certificazioni differenti e obblighi che dobbiamo rispettare, essendo il nostro un settore altamente regolamentato”.

La fama di Deka e l’accesso all’élite di scienziati

La fama e la notorietà hanno permesso a Deka di frequentare un nutrito numero di scienziati. “Il prossimo 6 settembre ospiteremo ad un nostro evento speciale a Palazzo Vecchio, a Firenze, il professor Gérard Mourou, premio Nobel per la fisica del 2018. Conosco Gérard da anni e ho avuto l’onore di presentarlo, insieme all’altra Nobel 2018 per la fisica, Donna Theo Strickland, addirittura a Papa Francesco, che ci ha ricevuti nella Biblioteca Apostolica. Insieme, Gérard e Donna hanno sviluppato una tecnica per creare impulsi laser ultra brevi, fondamentali anche in alcuni nostri strumenti di avanguardia. Senza la scoperta della Cpa (Chirped pulse amplification), loro invenzione, tra l’altro, non sarebbe oggi possibile utilizzare la cosiddetta ‘Lasik’, ovvero effettuare interventi agli occhi che hanno permesso a decine di milioni di persone nel mondo di ridurre o azzerare i problemi causati dalla miopia e da altri difetti visivi”.

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