Il fascino dell’Antico Tiro a Volo, il circolo romano fondato 130 anni fa

Share

Articolo tratto dal numero di dicembre 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Ai Parioli si può vivere un’esperienza straordinaria. Bisogna però varcare il cancello del Circolo Antico Tiro a Volo. Fondato nel 1893 per far divertire la nobiltà, oggi accoglie il meglio della società romana: professionisti, imprenditori, sportivi, magistrati, alti ufficiali, tra cui molte donne. Eventi, sport e incontri riempiono le giornate. Il presidente Giorgio Averni trascorre parte della sua giornata al servizio del Circolo.

Un tempo si udivano i colpi dei fucili della migliore nobiltà romana impegnata nelle gare di tiro al piccione, con un numeroso pubblico incuriosito su chi avrebbe sbagliato o colpito il bersaglio. Tutt’intorno era un inebriante silenzio verde, mentre spesso il re assisteva alle competizioni dal palco posizionato in una torretta al centro della struttura. Oggi il silenzio dei prati dei Parioli, un’oasi nel cuore di Roma, è interrotto solo dal rumore di un tuffo in piscina, dal palleggiare del tennis, del padel o di chi gioca a calcio.

Poi la sera, soprattutto durante la bella stagione, arriva il tempo degli eventi organizzati nella fantastica terrazza naturale sul Tevere. Sono passati tanti anni da quel 1893, quando presero il via le attività del Circolo nella sua prima versione. Oggi è cambiato quasi tutto, ma è rimasta l’antica magia del privilegio di ‘appartenere’ al Tiro a Volo, una tappa fondamentale in un immaginario giro dei circoli romani, spesso diversi tra loro.

Nella Capitale frequentare un circolo è quasi un obbligo per un certo tipo di ceto sociale, una parentesi imprescindibile nella settimana, un modo di interrompere la routine restando immersi nel mondo dello sport e delle relazioni. All’Antico Tiro a Volo d’estate, a bordo piscina o a un evento mondano, a un appuntamento letterario, o magari al ristorante, si incontrano ufficiali, magistrati, imprenditori, uomini d’affari, professionisti, sportivi. Ma anche signore e bambini, in uno dei pochi circoli romani che ospita e privilegia la famiglia. L’Antico Tiro a Volo è un’azienda a tutto tondo che dà lavoro a circa 80 persone e soddisfazione ai circa 800 soci. Il presidente Giorgio Averni, professione commercialista, ama l’Antico Tiro al Volo anche per motivi affettivi che risalgono a una frequentazione di quasi 50 anni insieme al padre, che era uno dei tiratori che si cimentavano ogni settimana nelle gare.

Presidente, quali sono i motivi che spingono a diventare socio del Circolo?

I motivi sono vari. Intanto l’atmosfera è affascinante. Quando una persona vuole interrompere il lavoro e uscire dalla routine quotidiana, può venire qui, al centro di Roma, per spendere un’ora o due con amici, praticare sport e pranzare. È un posto dove si possono trovare persone che hanno comunanza di interessi, dove vengono organizzati eventi culturali, sociali, sportivi e dove si possono anche fare incontri professionali e lavorativi.

La tipologia dei soci è rimasta quella originale, sostanzialmente aristocratica, o si è adeguata alla società dei nostri tempi?

Questo circolo è un po’ uno spaccato della realtà, come tutte le comunità. I soci sono persone di un certo rango, come professionisti, professori universitari, magistrati, imprenditori. Poi questo è un circolo aperto alle donne, in controtendenza con altri circoli romani, che annovera nella compagine sociale donne importanti, come ministri, imprenditrici, professioniste, professoresse universitarie. È un circolo aperto alla famiglia, che accetta di buon grado anche i bambini, che saranno i ragazzi e gli uomini del domani e assicureranno un ricambio generazionale indispensabile per tutte le realtà.

Al Tiro a Volo si forma e si mette in relazione la classe dirigente?

Direi che non c’è una scuola per la classe dirigente, ma un trasferimento culturale sì, perché curiamo la famiglia e quindi scegliamo di far crescere qui dentro i nostri figli. È una scelta particolare, voluta, deliberata. Questi ragazzi, stando a contatto con persone di livello, si impregnano di valori che poi porteranno con loro tutta la vita. Per esempio, da un punto di vista sportivo non ingaggiamo gli atleti da fuori per farli gareggiare con i colori dell’Antico Tiro a Volo, ma cerchiamo di prenderli dai nostri vivai, perché sin da piccoli vogliamo trasferire loro valori come il rispetto per l’avversario, per le regole, l’acquisizione di un senso di competizione che è sempre utile nella vita.

Quindi praticate sport dilettantistico, per la famiglia, per tenersi in forma, ma anche competitivo. Partecipate a campionati?

Si praticano varie attività sportive: dal nuoto al calcetto, al tennis, al padel, al biliardo e al bridge. Tutte queste discipline hanno squadre, alcune delle quali partecipano anche a campionati nazionali. Siamo orgogliosi, tra l’altro, di organizzare da 12 anni uno dei tornei internazionali femminili di tennis più importanti d’Italia, a cui hanno partecipato ragazze di tutte le nazionalità, alcune delle quali oggi occupano le prime posizioni nel ranking mondiale.

Tutto però cominciò con il tiro a volo, uno sport che oggi qui non si pratica più.

La prima competizione importante di tiro al piccione fu fatta qui nel 1893. Parteciparono esponenti di quasi tutte le famiglie della nobiltà italiana, perché era uno sport aristocratico. L’attività si è protratta, unitamente al tiro al piattello, fino agli inizi degli anni ’80. Poi la città si è ampliata e il tiro, che oggi non è più al piccione, ma al piattello e all’elica, si è trasferita in una zona più periferica. Così il Circolo ha assunto una nuova veste che prevede eventi culturali, sociali, sportivi. Abbiamo avuto un cambiamento di rotta che coincide più o meno con quello degli altri circoli.

C’è molta competizione tra i circoli?

La realtà romana dei circoli è molto particolare. La Capitale ha una vera cultura dei circoli. Ognuno ha personaggi influenti tra i soci. La competizione tra i circoli è un fenomeno endemico, ma è serena, la definirei quasi goliardica.

Come si diventa presidente di un circolo e perché lo si vuole diventare?

Presidente di un circolo si diventa dopo aver vissuto tanti anni al suo interno. Magari dopo aver avuto qualche apprezzamento da parte dei soci per l’attività svolta. I motivi per i quali si viene indicati per la carica possono essere di vario genere. Nel mio caso, un motivo importante è sicuramente stato quello affettivo, perché venivo qua da quando avevo cinque anni con mio padre, che era un tiratore. Nella mia memoria l’Antico Tiro a Volo ci sarà sempre.

Poi sicuramente c’è un aspetto di prestigio per il Circolo se arrivano i risultati sperati, ma, per quanto mi riguarda, la soddisfazione è entrare qui ogni giorno e poter constatare l’apprezzamento da parte dei soci e dei loro ospiti. Il Tiro a Volo è un posto più che gradevole, che merita una collocazione di rilievo nella Capitale, ed è questa la direzione nella quale, insieme agli amici consiglieri e a tutti i soci, do il mio contributo quotidiano.

Da un punto di vista personale che tipo di sacrifici e soddisfazioni comporta essere presidente dell’Antico Tiro a Volo?

Questa è una piccola azienda che va gestita come tutte le aziende. Nel momento in cui si decide di mettersi al servizio del Circolo, si è consapevoli di dover dedicare tempo e attenzioni, sottraendoli spesso alla professione e alla famiglia. Poi, se c’è un apprezzamento per il Circolo e per le attività svolte, l’orgoglio e lo spirito di appartenenza dei soci sono indubbi ed è questa la ricompensa per tutti gli sforzi fatti. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it QUI.