Le Bontà compra Chiaverini: così la famiglia Barbagli Carapelli farà conoscere a tutti la storica azienda fiorentina di marmellate

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La famiglia Barbagli Carapelli, proprietari de Le Bontà. Da sinistra: Giovanni Barbagli, Giacinto Carapelli, Andrea Barbagli (ad de Le Bontà) e Paolo Barbagli.
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Un po’ come accadeva per le Madeleine di Marcel Proust, alle generazioni che nel corso dell’ultimo secolo hanno fatto colazione nella città del David, il nome Chiaverini non suona certo sconosciuto: la storica azienda fiorentina di marmellate fondata nel 1928 entra adesso nel gruppo Le Bontà, realtà agroalimentare toscana di proprietà della famiglia fiorentina Barbagli Carapelli, che a sua volta opera da oltre cent’anni nel settore food.

In una storica che vede l’agroalimentare italiano passare sempre più di mano a gruppi stranieri e a fondi d’investimento non strettamente legati a questo settore, la nuova acquisizione, tra due aziende rigorosamente made in Tuscany, conferma la vocazione a mantenere un saldo legame con il genius loci del marchio, raccontando una case history caratterizzata da una continuità territoriale a gestione, ancora una volta, familiare.

L’ingresso di Chiaverini nel gruppo Le Bontà

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La storia imprenditoriale dei fratelli Chiaverini comincia nel 1928 con l’apertura di una piccola realtà artigianale per la creazione di marmellate e conserve nel quartiere fiorentino di Rifredi. La forte dedizione e passione, unite alla semplicità della ricetta, appena tre ingredienti: frutta, zucchero e tempo, si traducono subito in una linea di marmellate confezionate in piccoli mastelli di legno e venduti alle botteghe della città.

In pochi anni, il successo dell’impresa si espande, tanto da raddoppiare la produzione pur mantenendo e garantendo la tradizione del fatto in casa, fino all’inaugurazione nel 2012 del nuovo stabilimento. Proprio perché avviene tra due brand nati nello stesso territorio e con una forte componente identitaria, infatti, l’acquisizione di Chiaverini in Le Bontà garantisce coerenza e continuità di quelli che sono i principi e i valori delle marmellate nate nel 1928, ancora oggi realizzate seguendo la ricetta scritta a mano dai fratelli fondatori.

Il progetto di espansione sul territorio nazionale

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Tuttavia, se l’identità rimane saldamente legata alle origini, la visione commerciale della nuova proprietà prevede un’importante espansione nel territorio nazionale e oltre. “Il nostro obiettivo”, spiega l’ad di Le Bontà Andrea Barbagli, “è mantenere intatti i principi, la tradizione, la storia e l’importantissimo heritage dell’azienda di confetture, garantendo allo stesso tempo una spinta, un potenziamento della stessa, per valorizzarla e uscire dai confini strettamente fiorentini. Vogliamo portare questa eccellenza gastronomica locale sul territorio nazionale e internazionale”.

Lo stabilimento rimarrà nella sede di Calenzano e l’assetto operativo non verrà mutato, se non per un ampliamento di personale utile a potenziare la produzione. “Contiamo di investire circa il 15% del fatturato nel 2023″, continua Barbagli.

“Per incrementare lo sviluppo e la distribuzione del mercato italiano. Il progetto, che avrà luogo a partire da questa primavera, è quello di arrivare sul territorio nazionale principalmente attraverso i canali tradizionali della distribuzione di questi prodotti: la grande distribuzione, che ha sempre considerato le marmellate Chiaverini come una proposta premium dandogli il giusto risalto a scaffale, e i negozi alimentari e piccole gastronomie, da sempre promotori fedeli del nostro marchio”.

Le marmellate Chiaverini si possono trovare nell’iconico mastello, così come nella confezione in vetro e nel formato tubetto. Le referenze più apprezzate sono le more di Rovo, arance con scorze e fichi e mandorle, ricette che confermano la vocazione e il rispetto per le marmellate fatte in casa.

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