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Entro il 2030 il consumo cinese rappresenterà il 35%-40% del mercato globale. Cosa dice la ricerca Bain

La Cina non teme la crisi, almeno per tutto il 2024. Lo dice il China Luxury Report di Bain & Company, che mette in luce i numeri significativi del 2023, a fronte di una crescita già avviata tra il 2017 e il 2021. L’unico freno, si evince dal report, il mercato cinese lo ha subito nel 2022 per via del Covid-19, per poi tornare a crescere del 12% nel 2023.

Le categorie vincenti: moda, lifestyle e gioielleria

Tra i vari segmenti, in particolare, moda, lifestyle e gioielleria hanno guidato il forte recupero, con tassi di crescita compresi tra il 15% e il 20%. La pelletteria è cresciuta del 10%-15%, mentre il segmento beauty ha registrato lo scorso anno un incremento di circa l’8%, trainato soprattutto da profumi e make-up.

Le vendite nella provincia cinese di Hainan, destinata a diventare un’isola duty-free entro il 2025, sono incrementate di circa il 25% nel 2023, grazie al ritorno di molti turisti nazionali e delle misure di stimolo attuate dal governo. Nonostante questo, il numero di acquirenti duty-free non è cresciuto in modo significativo e la spesa media per consumatore si è contratta di oltre il 25%.

Il turismo transfrontaliero

Il turismo transfrontaliero cinese si riprenderà completamente entro la fine dell’anno, con destinazioni come Hong Kong e il Giappone che si riveleranno le scelte preferite dei consumatori. In Cina continentale, il totale degli asset degli high net worth individuals cinesi crescerà a doppia cifra, fungendo da principale motore di crescita del lusso nel Paese. I consumatori di fascia entry-level rimarranno un segmento importante per i brand del lusso.

Nel 2023, il consumo cinese di lusso ha rappresentato circa il 22%-24% del totale mondiale, ma entro il 2030, il consumo cinese rappresenterà il 35%-40% del mercato globale.

Il commento di Claudia D’Arpizio

“I fondamentali del consumo di lusso in Cina rimangono solidi nel lungo periodo, pur con alcune incertezze nel breve termine legate alla velocità di ripresa della fiducia dei consumatori e all’evoluzione dello shopping all’estero.

Claudia D’Arpizio

In generale, ci attendiamo un altro anno positivo per il consumo cinese di lusso all’estero, in particolare nelle destinazioni asiatiche, anche alla luce delle diverse strategie di pricing tra Cina continentale e mercati esteri, che giocano un ruolo cruciale in questa partita. Pertanto, in questo contesto, è fondamentale che i brand implementino strategie globalmente armonizzate”, ha commentato D’Arpizio, senior partner e global head fashion & luxury di Bain.

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