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A Firenze i 150 anni di Lilly guardano al futuro della medicina

Dal 22 al 27 settembre il Forte Belvedere si apre alla città con scienza, arte e spettacolo: il racconto di un’azienda tra passato e innovazione.

23 settembre 2026
Lilly Italia
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A Firenze, dal Forte Belvedere, lo sguardo arriva più lontano di quanto la vista permetta altrove. La fortezza cinquecentesca si trasforma per sei giorni, dal 22 al 27 settembre, in un laboratorio a cielo aperto dove scienza, cultura e spettacolo si intrecciano. Non è un caso che Lilly abbia scelto proprio questo belvedere per celebrare i suoi 150 anni: la storia dell’azienda farmaceutica, fondata nel 1876 a Indianapolis dal colonnello Eli Lilly, è fatta della stessa materia di cui sono fatti i grandi punti panoramici — la capacità di guardare oltre l’orizzonte del presente.

Il titolo scelto per la settimana fiorentina, “Guardare lontano”, racconta bene l’intenzione dell’iniziativa: un’occasione per mettere a fuoco le sfide dei prossimi dieci anni. Intelligenza artificiale applicata alla ricerca, dati real world per una medicina sempre più predittiva, accesso alle cure per tutti: sono questi i tre assi lungo cui Lilly ha costruito il programma presentato a Firenze. “Da 150 anni Lilly, con la sua intensa attività di ricerca, contribuisce ad affrontare le principali sfide di salute pubblica”, ha dichiarato Elias Khalil, Presidente e General Manager Italy Hub di Lilly, spiegando che l’obiettivo del progetto è “partire dalla nostra storia per guardare al futuro della medicina” e trasformare i progressi scientifici “in soluzioni concrete e accessibili”.

Dietro la scenografia degli eventi c’è un dato industriale tutt’altro che simbolico. Il sito di Sesto Fiorentino, operativo dal 1962 e passato dagli antibiotici alle biotecnologie e all’insulina da DNA ricombinante, è oggi uno degli hub più rilevanti della rete globale di Lilly: da qui partono farmaci per oltre 60 Paesi, con il 95% della produzione destinato all’export, un contributo che secondo Khalil ha spinto l’export farmaceutico toscano sopra i 22 miliardi di euro nel 2025 (+93% annuo), rendendo la regione uno dei primi poli farmaceutici italiani. Resta però un nodo critico: “La criticità principale rimane la velocità di accesso ai farmaci innovativi per i pazienti”, osserva il manager, puntando il dito sui tempi lunghi dell’agenzia regolatoria italiana e sul meccanismo del payback, che penalizzano l’attrattività del sistema rispetto a Germania, Francia e Spagna.

Sei sere, sei linguaggi per raccontare la salute

Il programma del Forte Belvedere — presentato da Khalil alla presenza dell’assessore fiorentino Jacopo Vicini, del sindaco di Sesto Fiorentino Damiano Sforzi e del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani — alterna registri molto diversi tra loro. Ad aprire le danze, il 22 settembre, è Massimo Polidoro, che con “Il coraggio di scegliere” invita il pubblico a una riflessione sul pensiero scientifico — un tema che sembra fare da bussola a tutta la settimana. Ma il Forte non resta a lungo in modalità riflessiva: già la sera dopo cambia completamente registro e si lascia attraversare dalla musica del concerto di Etna Calling. Il filo torna a farsi serio giovedì 24, quando Ugo Cappellacci sale sul palco per presentare “La rivoluzione gentile”, un libro che ragiona di leadership responsabile, competenza e attenzione alle persone; il giorno dopo, però, tutto si allenta di nuovo con la stand-up comedy di Comici Miei, che affida all’ironia il compito di parlare — a modo suo — anche di futuro. Il penultimo appuntamento, il 26 settembre, è forse quello che chiude più direttamente il cerchio con il tema dell’anniversario: Barbara Gallavotti porta in scena “Il futuro è già qui”, uno spettacolo teatrale che accompagna gli spettatori dentro le trasformazioni già avviate nella scienza. A tirare le somme della settimana, domenica 27, è il dialogo tra Stefano Massini e Silvia Bencivelli. Sei sere diversissime tra loro, tenute insieme da un unico sfondo visivo: la facciata del Forte, animata ogni notte da un progetto di video mapping firmato dai fondatori del Bright Festival.

Le istituzioni locali hanno accolto con favore l’iniziativa. “La presenza di Lilly in Toscana da oltre sessant’anni è un patrimonio industriale e scientifico di cui la nostra regione è orgogliosa”, ha commentato Eugenio Giani, mentre per l’assessore Vicini aprire gratuitamente il Forte Belvedere ai cittadini rappresenta “un contributo importante all’attrattività di Firenze”. Sulla stessa linea Damiano Sforzi, sindaco di Sesto Fiorentino: “Un legame che ha portato investimenti, occupazione qualificata e innovazione sul nostro territorio”. A completare il quadro, la lettura di Valentina Zucchi, responsabile scientifica della Fondazione MUS.E, secondo cui il Forte “rilancia la sua vocazione culturale” diventando per una settimana “luogo di incontro tra bellezza, cultura e scienza”.

Il futuro si costruisce anche oggi: quasi 700 volontari in città

Accanto al racconto rivolto al domani, Lilly misura l’anniversario anche con un impegno molto concreto, rivolto al presente. Il 23, 24 e 28 settembre quasi 700 dipendenti parteciperanno alla più ampia edizione italiana mai realizzata del Global Day of Service, il programma di volontariato aziendale nato nel 2008: 30 turni e nove progetti, sviluppati con altrettante organizzazioni del Terzo Settore — tra cui 3Bee, Casa Ronald McDonald, Dynamo Camp, Legambiente, Mission Bambini, Progetto Itaca, Rise Against Hunger e United Way — per un investimento di oltre 100mila euro. Le attività toccano povertà alimentare, infanzia, salute mentale, anziani e ambiente: dai 30.240 pasti confezionati con Rise Against Hunger alla nuova oasi nettarifera con 100 alberi realizzata con 3Bee, fino ai laboratori di Kintsugi con Progetto Itaca e ai workshop Fody Fabrics per coperte destinate a persone vulnerabili.

Un impegno che si inserisce in un panorama in trasformazione: secondo l’Istat, nel 2023 il volontariato individuale ha coinvolto 4,7 milioni di italiani (il 9,1% della popolazione over 15), in calo di 3,6 punti rispetto al 2013. Cresce invece quello promosso dalle aziende: nel 2025, secondo Unioncamere, 75.550 imprese hanno offerto ai dipendenti attività di valore civico, il 14% in più sull’anno precedente. “Un contributo concreto arriva solo quando si ascolta chi quei bisogni li affronta ogni giorno”, spiega Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs e Direttore Generale della Fondazione Lilly. Per Manuela Schumann, VP HR & Site Services Italy Hub di Lilly, ciò che conta “va oltre il numero dei partecipanti”: è “l’impatto che questa partecipazione genera per le associazioni coinvolte e per le persone che esse supportano ogni giorno”.

Una settimana di eventi, ma un impegno — produttivo e sociale — che va avanti da oltre sessant’anni.

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