Tra i più celebrati della Riviera di Ponente, a Savona, affonda le radici in una tradizione familiare, lunga 120 anni. Tutto inizia nei primi anni del secolo scorso, nel quartiere delle Fornaci, con nonna Paola che gestisce un forno, poi trasformato in trattoria. Nei primi Sessanta, l’intuizione della figlia Giuliana di trasferire il ristorante nella posizione attuale, vicino all’uscita del casello autostradale. In breve tempo cresce la notorietà del locale per l’ottima cucina di pesce, sempre freschissimo. A metà degli anni Ottanta la gestione passa ai fratelli Claudio (scomparso nel 2022 in un incidente in mare) e Pervinca Tiranini, il primo in cucina, la seconda in amministrazione. Con l’entusiasmo e l’audacia dei giovani, infondono nuova energia a tutto il complesso, con la suggestiva piscina a sfioro e l’ampia terrazza da cui abbracciare il mare con lo sguardo. Nel 1997 la stella Michelin, persa nel 2003, riconquistata nel 2009 e riconfermata solo per l’anno successivo. Nel 2018 si apre un nuovo capitolo nella storia dell’A Spurcacciuna: cucina rinnovata, apertura del bistrot Marea Savona, indipendente dalla proposta gourmet, e del Sushi Beach con cuochi giapponesi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it CLICCANDO QUI .

Forbes.it è anche su WhatsApp: puoi iscriverti al canale CLICCANDO QUI .

CONTATTI

Sede: via Nizza 41r,
Savona
Telefono: 019 862263

In primo piano

Simone Perata nasce nel 1988 a Celle Ligure. La sua passione nasce nelle cucine della Marina Militare. La prima esperienza al Cambio di Torino, quindi l’incontro con Claudio Tiranini all’A Spurcacciun-a (all’epoca stellato Michelin) per poi proseguire a Milano al Marchesino, poi a Parigi allo storico tristellato Taillevent e infine a Barcellona al Lasarte (2016 terza stella Michelin). Pronto per il ruolo di chef, nel gennaio 2018 torna nella sua Liguria, al progetto della famiglia Tiranini per l’A Spurcacciun-a.

Il punto forte

Nella cucina a vista lo chef si esprime con piatti ispirati alla tradizione, abbinamenti sorprendenti e contaminazioni culturali (strepitosi i rossetti con carciofi alla griglia e salsa al curry verde e “Il mio cappon magro”). In sala, il maître Giuseppe D’Angelo accoglie gli ospiti con maestria ai 16 tavoli; in estate è a disposizione la terrazza sulla piscina a sfioro, circondata da un esotico giardino, per un’esperienza a pochi metri dal mare. In carta 700 etichette di vini dall’Italia e dal mondo.

Contenuto precedente
Contenuto successivo