Seguici su
Tecnologia 11 luglio, 2019 @ 2:06

Alexa dispenserà consigli medici per curarci

di Gabriele Di Matteo

Staff

Leggi di più dell'autore
chiudi

Alexa studia per diventare medico di famiglia? La domanda è lecita poiché il Sistema Sanitario Inglese, NHS, ha appena annunciato una collaborazione con gli sviluppatori di Alexa, assistente vocale più diffuso al mondo e venduto da Amazon, per mettere a disposizione risposte ufficiali su disturbi e malattie.

Se ieri chiamavamo il medico per sapere “Come si cura l’emicrania?” “Quali sono i sintomi della varicella?” “Posso prendere la cardio-aspirina” adesso l’assistente vocale di Amazon è autorizzata un organismo pubblico a consigliare i pazienti. Come tutte le innovazioni che arrivano dalle titaniche piattaforme digitali, la novità -che come vedremo potrebbe scardinare le logiche del sistema sanitario- si presenta come un mezzo per migliorare il mondo e le relazioni tra Governi e cittadini.

Sentiamo Matt Hancock, segretario del dipartimento della salute: “Con questo accordo speriamo di decongestionare le richieste che arrivano alle nostre strutture e servire meglio i cittadini”.

È il solito miele sulla medicina. Il servizio infatti è espressamente dedicato “agli anziani, ai non vedenti”, quelle fasce di popolazione che hanno difficile accesso alle strutture e alla Rete. Di più. Siccome oggi i navigatori chiedono a Google consigli “medici” rischiando di incappare in siti fasulli o squisitamente commerciali, i dati che NHS mette a disposizione di Alexa sono ufficiali e garantiti clinicamente.

Tutto bello? Mica tanto. Intanto come ha svelato tempo da Bloomberg News “le conversazioni mondiali che si tengono con Echo Alexa vengono ascoltate dagli addetti di Amazon per migliorare l’interfaccia di machine learning” cioè per migliorare il servizio dei voice assistant. Le nostre malattie, i nostri disturbi, i nostri tic, in sostanza, verranno comunicati ad un gigante dell’ e-commerce che vende anche medicine di base.

E quindi, tornando al primo rigo dell’articolo, Alexa alla lunga potrebbe diventare il nostro medico di famiglia che consiglia un farmaco e poi te lo vende. Se abbiamo problemi di circolazione e chiediamo ad Alexa “Mi consigli la cardio-aspirina?” Alexa potrebbe gentilmente rispondere “Certo, caro, e anzi ti consiglio di comprare subito online questa marca o quell’altra”.

Ecco che si avvera quello che il presidente di Netcomm, Roberto Liscia ripete ogni giorno: “Il futuro dell’e-commerce è tutto nelle Intelligenze Artificiali, quindi chi non ha i mezzi e i soldi per gestire questo passaggio epocale sparirà dal mercato”.

Inoltre, come ha raccontato il format ForbesSilicio, Amazon sta aprendo una serie di partnership con aziende che producono bilance intelligenti, misura pressione, programmi per la salute. L’aspetto disruptive di questo accordo con la NHS, che è il primo al mondo, potrebbe creare un effetto domino davvero devastante per il settore salute e benessere.

Tecnologia 9 luglio, 2019 @ 1:37

La prossima frontiera dello shopping online? Gli smart speaker

di Simona Politini

Staff

Leggi di più dell'autore
chiudi
smart speaker
(Shutterstock)

L’assistente vocale cambierà il mondo, anzi, lo sta già facendo oltre ogni più rosea previsione dei tech-addicted. Entro il 2021 più di 4 possessori di smart speaker su 10 negli Stati Uniti faranno shopping online tramite questi oggetti tecnologicamente avanzati. A dirlo è uno studio di eMarketer appena pubblicato.

Shopping online sempre più smart…  speaker

I ricercatori di eMarketer, infatti, prevedono che entro quest’anno, 31 milioni di persone (shoppers) negli Stati Uniti effettueranno un’esperienza di shopping online tramite smart speaker, con un aumento del 31,6% rispetto al 2018 e, entro il 2021, questa cifra salirà a 38 milioni. Allo stesso tempo, 21 milioni di persone (buyers) effettueranno quest’anno almeno un acquisto tramite smart speaker. (NB: i ricercatori fanno una distinzione tra shopping e buying: il termine shopping include la navigazione, la ricerca di prodotti e l’aggiunta di cose a un carrello; mentre l’acquisto è un processo rapido e deciso mosso da un’intenzione chiara).

“Il mercato degli smart speaker non accenna a fermarsi e, con l’adozione crescente, aumenta l’utilizzo, compresi gli acquisti”, ha affermato Jaimie Chung, analista senior di eMarketer.

Acquisti online: cosa comprano gli utenti attraverso l’assistente vocale

La maggior parte degli acquisti online tramite assistenti vocali sono media elettronici, come film o musica. eMarketer cita il sondaggio realizzato da Bizrate Insights nel mese di giugno dal quale si rileva che: il 21% dei possessori di smart speaker negli Stati Uniti ha dichiarato di aver ordinato prodotti d’intrattenimento (film, serie tv, musica, etc.) tramite i propri dispositivi rispetto all’11% che ha affermato la stessa cosa nell’ottobre 2018. Analogamente, il 14% degli intervistati riferisce di aver riordinato tramite smart speaker un prodotto acquistato in precedenza, rispetto all’11% nel 2018.

Smart speaker: un’esperienza d’acquisto… con qualche riserva

La principale riserva che gli utenti hanno quando si tratta di acquistare online tramite gli smart speaker è il non essere in grado di vedere il prodotto. Tuttavia, con un uso sempre più frequente, probabilmente anche questo punto di debolezza è destinato a svanire.

 

Tecnologia 20 giugno, 2019 @ 12:14

L’assistente vocale ora riconosce i sintomi dell’infarto, e ti salva la vita

di Simona Politini

Staff

Leggi di più dell'autore
chiudi
smart speaker
(Shutterstock)

E se l’assistente vocale potesse salvarci la vita? Forse questo momento non è poi così lontano. I ricercatori dell’Università di Washington hanno sviluppato un algoritmo di intelligenza artificiale da applicare agli smart speaker che sarebbe in grado di riconosce un infarto a distanza.

Le malattie del sistema cardiocircolatorio rappresentano una delle principali cause di morte, anche in Italia. Tuttavia, ai primi sintomi di infarto, un’azione tempestiva sul paziente può fare la differenza. Non a caso, infatti, come dimostra uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology spesso la morte per attacco cardiaco sopraggiunge di notte quando un intervento immediato risulta più complesso.

Partendo da questi presupposti, gli studiosi hanno messo a punto un sistema da poter inglobare all’interno di assistenti vocali o smartphone in grado di ascoltare i suoni emessi durante la respirazione e associati all’arresto cardiaco e quindi avvisare i servizi di emergenza quando a casa non c’è nessuno che possa fornire assistenza o tutti dormono.

Come riconoscere un attacco di cuore? Ci pensa Alexa

Tra i sintomi di infarto rientra il cosiddetto respiro agonico. “Questo tipo di respirazione accade quando un paziente sperimenta livelli di ossigeno davvero bassi. È una sorta di rumore gutturale e la sua unicità lo rende un buon biomarcatore audio da utilizzare per identificare se qualcuno è in fase di arresto cardiaco”, ha detto Jacob Sunshine, assistente professore di anestesia e medicina del dolore nonché uno degli autori dello studio.

Allenando l’algoritmo di intelligenza artificiale al riconoscimento di questa tipologia di respiro, gli altoparlanti smart come Amazon Alexa o Google Home potrebbero essere in grado di registrare un evento di questo tipo e dunque avvisare chiunque si trovi nelle vicinanze per fornire assistenza e in caso di mancata risposta chiamare automaticamente il numero di emergenza.

Assistente vocale, il nuovo strumento per prevenire un infarto: lo studio

Per dimostrare la propria idea i ricercatori hanno rilevato estratti audio di 2,5 secondi da chiamate reali giunte al 911 (numero di emergenza Usa) e addestrato un modello di apprendimento automatico al fine di classificare la respirazione agonizzante con Amazon Alexa, iPhone 5s e Samsung GalaxyS4.

I suoni sono stati riprodotti anche da distanze diverse con rumori di sottofondo aggiunti come un cane o un clacson di macchina, per garantire che lo strumento possa sentire la respirazione al di là degli avvenimenti che tutti i giorni si svolgono intorno alla casa. Durante i test di riconoscimento del respiro agonico il tasso di falsi positivi su oltre 200.000 clip è stato dello 0,2 per cento.