Quanto costa restare fuori dai Mondiali

Forbes.it
Share

Il portiere della nazionale, Gianluigi Buffon, al termine della sfida di ieri sera contro la Svezia

La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali di Russia 2018 non rappresenta solo un debacle sportiva per il calcio italiano, ma rischia di avere importanti conseguenze anche dal punto di vista economico. Vediamo nel dettaglio, grazie ai dati messi a disposizione di ForbesITALIA da Calcio e Finanza, a quanto potrebbe ammontare il danno economico di un Mondiale senza gli azzurri.

L’impatto economico sui conti della Figc

I premi FIFA
La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali di Russia 2018 costerà alla Figc almeno una decina di milioni.
Per la competizione della prossima estate, il totale dei contributi economici ammonterà a 791 milioni di dollari, il 40 per cento in più rispetto alla precedente edizione del 2014. La maggior parte, ovverosia 400 milioni di dollari, sarà riservata alle 32 squadre che parteciperanno alla fase finale in Russia. In particolare, si andrà dagli 8 milioni di dollari come premio minimo per le squadre eliminate nella fase a gironi fino ai 38 milioni di dollari riservati alla squadra che alzerà la coppa, mentre la squadra finalista riceverà 28 milioni, il terzo classificato ne incasserà 24 e la quarta classificata 22.

Oltre a questi contributi, ciascuna squadra riceverà 1,5 milioni di dollari per coprire i costi di preparazione, somma corrisposta prima della competizione: in questo modo, ogni federazione tra le squadre qualificate è già sicura di poter incassare 9,5 milioni di dollari. Che al cambio attuale sono circa 8,1 milioni di euro: questa è la cifra che l’Italia avrebbe potuto garantirsi nel caso di “solo” passaggio del playoff contro la Svezia.

Un’eventuale approdo agli ottavi (obiettivo minimo considerate le eliminazioni nella fase a gironi a Sudafrica 2010 e Brasile 2014) avrebbe garantito invece 13,5 milioni di dollari (11,6 milioni di euro), mentre arrivare ai quarti avrebbero permesso alla Figc di incassare 17,5 milioni di dollari (15 milioni di euro).

Gli sponsor
Gli effetti sui contratti di sponsorizzazione si faranno sentire nei prossimi anni, quando la Figc dovrà rinegoziare i contratti in essere per il quadriennio che porta a Qatar 2022. Nel 2014 la Federazione ha infatti siglato un contratto quadriennale con Infront che prevede un minimo garantito di 57 milioni per l’intero periodo, dunque 14,25 milioni annui di introiti assicurati a prescindere dai risultati della nazionale.
A questi si aggiungono i 18,7 milioni annui fissi dell’intesa con lo sponsor tecnico Puma fino al 2022. Oltre al corrispettivo fisso, Puma riconosce delle royalties legate alla partecipazione della Nazionale ad eventi speciali, come Europei e Mondiali (circa 2 milioni di euro), che vista la mancata qualificazione non saranno riconosciuti.

L’impatto economico sulle tv
È evidente che senza gli azzurri ai mondiali il valore dei diritti tv di Russia 2018 sul mercato italiano sarà significativamente più basso, con un danno per la FIFA, ma anche per gli stessi broadcaster che con un Italia qualificata avrebbero avuto la certezza di trasmettere almeno le tre partite della Nazionale nel girone eliminatorio.
Gli Azzurri garantiscono una media di 12 milioni di spettatori e oltre per le gare di cartello (come saranno i playoff), e comunque uno zoccolo duro di circa 8 milioni. Nei Campionati Mondiali 2014 l’audience media è salita addirittura a 17,7 milioni di telespettatori, con uno share dell’81 per cento.

Al momento, non è ancora nota quale sarà la rete che trasmetterà i Mondiali in tv: Rai e Mediaset, infatti, sono entrambe in corsa per aggiudicarsi i diritti per la competizione.
Nel 2014 tra Rai (che si era aggiudicata i diritti dei Mondiali in chiaro) e Sky (pay tv)  la Fifa aveva incassato circa 180 milioni di euro dal mercato italiano. Senza gli azzurri sarebbe difficile andare oltre gli 80 milioni di euro, con un danno sulle casse della federazione presieduta da Gianni Infantino di circa 100 milioni di euro.

L’impatto sul mercato delle scommesse
C’è poi il movimento delle scommesse sulle partite degli azzurri. Durante l’Europeo del 2016 le puntate sulle partite degli azzurri sul mercato italiano del betting hanno raggiunto quota 41,3 milioni (14 milioni solo su Germania-Italia) su un giro d’affari complessivo del settore di 249,6 milioni. Nel 2018 non si potrà invece puntare sul cammino degli azzurri al Mondiale e il Fisco dovrà rinunciare ad 1 milione di gettito legato alle scommesse.

Share