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Style 17 novembre, 2017 @ 1:41

Pitti Uomo, le anticipazioni dell’edizione 2018

di Claudia Ricifari

Scrivo di moda e showbiz.Leggi di più dell'autore
Giornalista di moda, spettacoli e lifestyle per Grazia.it, Giornale di Brescia, Business Insider. Precedentemente è stata giornalista televisiva per Class CNBC ed Espansione tv. Appassionata di sport e di cibo. chiudi

Pitti Uomo, un’immagine dall’edizione 2017

Più che una fiera, un vero e proprio festival. L’edizione numero 93 di Pitti Uomo sarà un evento a tutto tondo, che avrà al centro la moda, certo, ma non solo. Ormai da anni la manifestazione di riferimento per le collezioni maschili si propone come una piattaforma globale, in grado di ospitare progetti di vario genere, che spaziano dal fashion al lifestyle.

Anche quest’anno sarà la Fortezza da Basso ad ospitare, dal 9 al 12 gennaio, stand e presentazioni che mostreranno l’uomo di domani, quello dell’autunno/inverno 2019. Tema di questa 93esima edizione sarà il cinema, come spiega Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine: “Vi proponiamo di partecipare e viverlo come si fa a una kermesse cinematografica”. Per questo i padiglioni saranno trasformati in sale, ognuna che rappresenterà un diverso stile esattamente come si fa con i generi dei film. Con un’attenzione particolare per l’athleisure, il potenziamento delle sezioni dedicate alle tendenze più contemporanee e le aree fashion-forward, quelle più avanguardiste. Senza trascurare i classici dell’eleganza, dell’abbigliamento tecnico o della maglieria.

Come ha detto apertamente Claudio Marenzi, Presidente di Pitti Immagine, “la manifestazione si inquadra in quella che oggi possiamo definire la settimana della moda maschile italiana, con Firenze e Milano che si spartiscono le giornate. Un lavoro di collaborazione con la Camera della Moda molto importante, che sta dando già grandi risultati. Se prima, infatti, avevamo una fashion week londinese che voleva inserirsi tra noi e Parigi, ora questa liaison ha portato a un ripensamento dell’evento britannico, che si è un po’ spento, come anche quello di New York”.

E i numeri gli danno ragione. A Firenze sono attesi 1230 marchi, di cui 541 provenienti dall’estero (cioè il 44% del totale) e 227 tra nomi nuovi e ritorni. L’ultima edizione invernale, quella dello scorso gennaio, ha visto la partecipazione di 24.300 buyer, di cui 8.800 esteri.

E anche i dati del settore sono più che incoraggianti: l’export è in crescita del 3%, con Asia in testa (Cina soprattutto), Stati Uniti stabili, dopo il segno meno dello scorso anno (che però va inquadrato nell’ottica di un assestamento, visto il +17% dell’anno precedente) ed Europa in ripresa con Germania, Spagna e Inghilterra in testa). In Italia, dopo tanti anni a crescita zero, arriva finalmente il segno più, con un timido +1,3% che rappresenta finalmente un segnale di maggiore fiducia.

Oltre alla semplice fiera saranno tanti gli eventi speciali e gli ospiti di questa edizione, che animeranno non solo la Fortezza da Basso e la Leopolda, ma l’intera città. Si comincia il 9 gennaio con l’inaugurazione del Gucci Garden in Piazza della Signoria, uno spazio ideato dal direttore creativo Alessandro Michele, che ospiterà un negozio, un ristorante a cura dello Chef Massimo Bottura e location espositive curate da Maria Luisa Frisa.

Il 10 sarà la giornata di Brooks Brothers, che celebrerà i 200 anni di storia con la sua prima sfilata nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Non mancheranno i grandi ritorni, come quello di Corneliani o di Karl Lagerfeld, rispettivamente nella Sala Ottagonale e nella Sala dell’Orologio. Così come tanto spazio sarà riservato ai giovani, grazie all’International Woolmark Prize, al Pitti Italics, che quest’anno ospiterà Magliano, vincitore dell’incubatore “Who’s On Next”, e ai nuovi progetti su designer d’avanguardia provenienti da Finlandia, Giappone e Corea.