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Shanghai celebra “le grandi bellezze” di Luca Bigazzi

Luca Bigazzi durante la masterclass a Shanghai

Il cinema è un’arte complessa, in cui confluiscono storie, parole, suoni e immagini. Di un film si ricorda il titolo, quasi sempre gli attori, qualche volta il regista e poi ci si perde. In realtà i titoli di testa e di coda sono lunghissimi e moltissimi i professionisti coinvolti. Una delle figure chiave, che spesso è la vera fortuna del film, è il direttore della fotografia, che ha il ruolo di allestire l’apparato di luci, naturali e artificiali, che rendono visibili le diverse scene, e gli accorgimenti tecnici atti a ottenere gli effetti desiderati.

Luca Bigazzi durante la masterclass a Shanghai

In questo Luca Bigazzi è il professionista più rilevante del cinema italiano contemporaneo, con ben sette David di Donatello e otto Nastri d’Argento vinti in carriera. Nato a Milano il 9 dicembre del 1958, inizia la sua carriera nel campo pubblicitario nel 1977 come aiuto regista, ma la sua passione per la fotografia lo porta al cinema e nel 1983 esordisce come direttore della fotografia in Paesaggio con figure, con la regia di Silvio Soldini, presentato al Festival di Locarno. Da quel giorno inizia una carriera esemplare, il primo David di Donatello è del 1995 con Lamerica (di Gianni Amelio) e l’ultimo Nastro d’Argento è 2017 con La tenerezza (di Gianni Amelio) e Sicilian ghost story (di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia), passando per La grande bellezza e molti altri film di Paolo Sorrentino. La fama e soprattutto il riconoscimento professionale di Bigazzi non si fermano all’Italia ma ormai sono di livello mondiale.

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Esempio ne è una rassegna a lui dedicata a Shanghai negli scorsi giorni presso l’Hongqiao Art Center, arricchita da due masterclass tenute presso la Shanghai Theatre Academy (11 dicembre) e la Shanghai Vancouver Film School (13 dicembre), il tutto con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura locale. Ripercorrendo la sua carriera Bigazzi ha raccontato del sodalizio con Silvio Soldini, delle scelte linguistiche coraggiose e in anticipo sui tempi al fianco di Daniele Segre, dello straordinario lavoro con Mario Martone sul territorio napoletano, dell’esperienza con il dirompente cinema di Ciprì e Maresco in bianco e nero.

Shanghai accoglie Luca Bigazzi

Nei vari frangenti della settimana, ha anche ricordato l’avventura in Albania con Gianni Amelio e le diverse “sensibilità” dei molti altri registi con cui ha lavorato: Giuseppe Piccioni, Francesca Comencini, Antonio Capuano, Ivan Cotroneo, Leonardo Di Costanzo, Abbas Kiarostami e, naturalmente, della partecipazione costante al cinema di Paolo Sorrentino, culminato con l’Oscar come miglior film straniero de La grande bellezza. In un paese come la Cina, dove l’industria cinematografica sta crescendo sempre di più e l’ambizione a un ruolo internazionale è sempre più forte, la figura di Luca Bigazzi ha creato molo interesse e ammirazione, che si è estesa all’arte cinematografica italiana nel suo complesso e a tutto il Paese. Quello di promuovere l’Italia attraverso al sua cultura e la sua storia è proprio uno degli obiettivi degli 83 Istituti Italiani di Cultura all’estero, presenti nelle principali città del mondo, tra cui appunto Shanghai.

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