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Cultura 20 Dicembre, 2017 @ 2:15

Un occhio 3D porta i capolavori italiani nelle case di tutto il mondo

di Daniela Uva

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La Cappella Sistina, una delle opere d’arte più conosciute e celebrate della civiltà artistica occidentale.

Valorizzare il patrimonio artistico italiano, portandolo in giro per il mondo. Permettendo a chiunque di conoscerlo, anche a chi non ha la possibilità di viaggiare e di ammirarlo con i propri occhi. È uno dei grandi obiettivi di Magnitudo Film, una casa di produzione milanese che usa le tecnologie più sofisticate, dal 3D al 4K, per rendere tanti capolavori accessibili a tutti. Grazie ai suoi film d’arte tridimensionali, questa eccellenza del Made in Italy porta nelle sale cinematografiche di tutto il pianeta monumenti, dipinti, sculture e sale museali: non solo quelli più noti, ma anche opere difficili da raggiungere, dalle collezioni private alle aree interdette al pubblico di mostre e musei.

Il video dedicato ai Musei Vaticani (clicca per aprirlo)

Fondata nel 2011, questa realtà è in continua espansione. Oggi dà lavoro a 15 persone fra dipendenti e collaboratori fissi e registra un tasso di crescita del 20% annuo (che ha portato il fatturato del 2017 a quota 2,5 milioni di euro). L’obiettivo è rendere popolare la bellezza attraverso la tecnologia, a partire dall’avveniristica realtà aumentata. Magnitudo lo fa con un pool di ingegneri che lavorano all’interno del suo laboratorio specializzato nella progettazione di riprese uniche al mondo.

Sono nati così i film documentario sui Musei Vaticani, sugli Uffizi, su San Pietro e le Basiliche papali, su Raffaello, tutti co-prodotti con Sky. Sono stati trasmessi in 60 Paesi del mondo, permettendo a chiunque, dagli Stati Uniti all’Australia e Nuova Zelanda, di conoscere il patrimonio artistico italiano da un punto di vista completamente nuovo. “La nostra parola d’ordine è «immersività»” – racconta Francesco Invernizzi, fondatore di questa realtà insieme ad Aline Bardella – “vogliamo dare a chi guarda i nostri film la sensazione di trovarsi davvero davanti a opere straordinarie e di cambiare punto di vista in qualunque momento”. Per riuscirci basta indossare gli occhiali per la visione 3D. Così, per esempio, è possibile ammirare il David di Michelangelo guardandolo negli occhi. “Normalmente questo è impossibile” – dice Invernizzi – “la statua è alta circa sette metri ed era stata costruita per essere ammirata dal basso. Invece grazie alle nostre riprese adesso è possibile arrivare molto più in alto, guardandola nel viso”. E da un punto di vista assolutamente inedito è possibile guardare anche la Pietà. “L’opera custodita all’interno della Basilica di San Pietro per la prima volta può essere vista anche dall’alto, una cosa che il visitatore tradizionale non può fare. Inoltre possiamo far entrare virtualmente gli spettatori in luoghi interdetti al pubblico, come il Sepolcro di San Pietro o la Tribuna degli Uffizi”.

Il video dedicato a Raffaello (clicca per aprirlo)

Il successo di questo esperimento è nei numeri: i quattro documentari finora realizzati sono stati i film d’arte più visti al mondo di tutti i tempi, sia al cinema sia in tv. “Siamo molto orgogliosi di questo risultato perché, attraverso la visione tridimensionale, riusciamo ad avvicinare molte più persone all’arte” – prosegue – “persone che hanno difficoltà a muoversi e a visitare i musei, persone lontane che non hanno i mezzi per viaggiare ma anche tantissimi giovani. Magari non entrano volentieri all’interno di una mostra, però guardano con attenzione e curiosità un documentario girato in 3D”. Per arrivare a questi risultati però sono stati necessari molti sforzi. “Abbiamo cominciato sei anni fa con la pubblicità, poi però abbiamo virato verso il mondo della cultura – va avanti -. Volevamo realizzare documentari, ma coniugando tradizione con innovazione. Lo abbiamo fatto migliorando progressivamente la qualità delle riprese, con il 3D, il 4K e oggi anche l’8K, che aumenta ancora di più la qualità, anche se al momento sul mercato non esistono ancora device in grado di trasmetterlo. Si tratta di tecnologie molto complesse, che implicano l’uso simultaneo di due telecamere e di sistemi sofisticati in grado, poi, di unire le immagini. Proprio come avviene nei film di Hollywood. Inoltre servono set molto grandi e un modo completamente nuovo di usare la fotografia”. Ma non basta. L’obiettivo della qualità impone anche tanta ricerca. Così è arrivato un drone con otto eliche, telaio in carbonio e 160 chilometri orari di velocità, in grado di realizzare riprese impossibili con altri strumenti. Oppure una speciale testata stabilizzata in alluminio con esoscheletro che riesce a isolare completamente le macchine da presa dai movimenti degli operatori. Soluzioni che oggi la Magnitudo usa per i suoi film, affittandole o producendole per poi venderle anche ad altri quando sono richieste. “Tutti questi strumenti oggi permettono di guardare l’arte rimanendo comodamente seduti, sul divano di casa o sulla poltrona di un cinema” –prosegue Invernizzi – “abbiamo accordi che ci permettono di distribuire i nostri documentari in tv o nelle sale. E raggiungiamo qualunque angolo del mondo”. Recentemente sono state girate le riprese di una pellicola nuova. “È incentrata su Caravaggio” – conferma – “ma abbiamo già in mente nuovi progetti, come il documentario su Palladio e i palazzi del potere, anche in questo caso co-prodotto con Sky, o quello sui dinosauri, che racconta sia il lavoro dei paleontologi sia i tesori nascosti nei musei e nelle collezioni private sparse in tutto il mondo”.

Il video dedicato agli Uffizi (clicca per aprirlo)

Finora Magnitudo ha lavorato molto in Italia, ma è stata attiva anche in Francia. “Abbiamo raccontato le collezioni private dal Cinquecento ai giorni nostri, viaggiando fra Parigi, la Borgogna, la Normandia e la Bretagna” – dice ancora Invernizzi – “ma abbiamo fatto molto anche a Vienna. Rendendo l’arte accessibile a tutti. In quest’ottica, per esempio, è stato molto importante il lavoro svolto sulle Basiliche di Roma durante il Giubileo. Abbiamo permesso a tante persone di visitarle virtualmente senza dover per forza raggiungere la Capitale”. È proprio questo aspetto ad affascinare moltissimi spettatori. “Il nostro target è davvero molto vario, ci sono persone anziane che non riescono a viaggiare, ma anche tanti giovani, soprattutto stranieri. Un nostro documentario permette a un ragazzo dell’Arizona di camminare fra i corridoio degli Uffizi senza dover prendere un costosissimo aereo”. Per riuscire a realizzare queste produzioni servono investimenti importanti: ogni film costa infatti più di un milione di euro, ma produce rientri che superano il 200 per cento. Il 51% dei capitali necessari arriva da Magnitudo, la parte restante da commissioni locali, privati e media partner internazionali. Le collaborazioni sono numerose, sia in Italia sia all’estero.”Lavoriamo con i ministeri della Cultura, degli Interni e dello Sviluppo economico” – conclude Invernizzi – “ma anche con le Regioni, anche attraverso le proprie film commission, e poi con i Comuni e le singole Soprintentenze, poli museali e musei”. Una rete che oggi permette di rendere la cultura italiana ancora più unica.

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