Seguici su
Tecnologia 25 gennaio, 2018 @ 2:56

L’India ha mandato in tilt internet con i “Buongiornissimo! Caffè?”

di Davide Piacenza

Contributor

Giornalista, scrittore, content editor.Leggi di più dell'autore
Redattore di Wired, ha studiato Lingue, vissuto in Cina e scritto su Il Post, Il Foglio, Donna Moderna e in inglese su Al Jazeera. Dal 2013 al 2017 è stato redattore di Rivista Studio, e fino a ottobre del 2018 si è occupato del sito di Forbes. Scrive di attualità, cultura, tech, internet, libri e serie tv. Gli piace il peronismo, ma non ci vivrebbe. chiudi

Un problema di portata internazionale.

Per mesi, le migliori menti al servizio di Google nei campus della Silicon Valley si sono poste una domanda: perché milioni di smartphone all’altro capo del mondo crashavano tutti insieme? E perché proprio in India, uno dei nuovi mercati strategici per il colosso di Mountain View? La risposta aveva a che fare con un fenomeno molto noto (e parodiato) anche in Italia, quello diventato ironicamente noto come “Buongiornissimo! Caffè?”, e molto popolare tra la fetta di utenza dei social network che ha cinquant’anni o più: immaginette senza pretese estetiche che augurano il buongiorno ai propri contatti, appunto.

In India, questi “buongiorno” sono diventati un’insolita emergenza sociale, diciamo: come spiega Newsweek, ogni giorno un utilizzatore di smartphone su tre si trova fra le mani un dispositivo inservibile, avendo esaurito lo spazio a sua disposizione per colpa di immagini di gattini, scritte glitterate, fiori, uccellini, neonati e altre tenere amenità (è un dato fortemente anomalo: la stessa cosa capita solo a un americano su dieci, per capirci).

Da una parte, il problema ha le sue radici nell’infatuazione indiana per gli smartphone: come riportava Quartz mesi fa, l’80% degli accessi a internet del subcontinente avviene tramite mobile, ragion per cui pressoché ogni comunicazione digitale del Paese avviene sul piccolo schermo di un telefono. Dall’altra, però, da qualche tempo l’India ha scoperto i meme e le immagini virali da inviare al mattino per augurare una buona giornata: i dati di Google dicono che la ricerca “immagini buongiorno” ha subito un incremento di dieci grandezze negli ultimi cinque anni, e persino WhatsApp ha lanciato una funzionalità ad hoc per permettere agli indiani l’invio massivo delle famigerate immaginette.

Per sconfiggere la minaccia “Buongiornissimo!”, Google ha impiegato tutte le sue forze a disposizione. Josh Woodward, il product manager che ha capitanato lo sforzo, ha dichiarato a Newsweek: “Per mesi interi abbiamo provato a decostruire il dna di un messaggio di buongiorno”. Il risultato è Files Go, un’app che agevola il processo di distruzione di specifici tipi di file e contiene, tra le altre cose, un’interessante funzionalità: l’eliminazione collettiva dei good morning messages. Per ora è stata scaricata 10 milioni di volte, soprattutto in India.

Vuoi ricevere le notizie di Forbes direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!