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Cultura

Siamo stati nell’hotel di Banksy, ecco cosa abbiamo visto

The Walled Off Hotel

Arte, politica, attenzione per il sociale. Sono queste le principali componenti che hanno fatto di Banksy – anche grazie alla celeberrima cortina di anonimato che lo avvolge – il personaggio più influente nel mondo della street art e dell’arte contemporanea. L’artista, partito da Bristol e arrivato con i suoi stencil sui muri di tutto mondo, ha conquistato in pochi anni la scena internazionale, non solo quella artistica, attraverso i messaggi indirizzati ai potenti del mondo contenuti nelle sue opere. Quello appena trascorso è stato un anno in cui l’artista inglese ha continuato a far parlare molto di sé attraverso le sue creazioni. Anche grazie al tempismo perfetto con cui le sue opere appaiono sui muri del mondo e all’immediatezza dei contenuti, si sono moltiplicate le pagine che i media gli hanno dedicato, contribuendo così ad alimentarne il mito.

The Walled Off Hotel

Tra tutti i lavori realizzati nel 2017, l’hotel aperto a Betlemme a marzo è certamente il più significativo. Una iniziativa che va ben oltre la street art tradizionale. Qui, a pochissimi passi – cinque metri, per la precisione –  dal muro che divide Israele dai territori palestinesi, Banksy ha scelto di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema che, con l’elezione di Donald Trump alla presidenza Usa, è tornato a essere di attualità: i muri divisori tra Paesi. Per farlo su grande scala, Banksy non si è limitato a realizzare un nuovo graffito, ma ha allestito un vero e proprio albergo-museo, per attrarre visitatori con l’obiettivo di fargli vedere da vicino la condizione in cui si vive in una delle aree più calde del pianeta, invitandoli alla riflessione attraverso un’esperienza davvero unica. Il nome scelto per l’albergo è eloquente: The Walled Off Hotel. E ancora di più lo è il payoff: The worst view in the world (la peggiore vista al mondo).

The Walled Off Hotel

Il Walled Off è stato finanziato integralmente da Banksy ed è senza fini di lucro. Unico obiettivo del progetto, che non è legato a nessuna associazione o partito politico, è quello di far capire cosa significa vivere con un muro che oscura ogni tipo di vista. La struttura, che originariamente era una vecchia fabbrica, è stata affidata dall’artista al manager palestinese Wisam Salsaa, che è così diventato uno dei pochi (un altro è lo street artist londinese Ben Enie) a conoscere il “volto” di Banksy. “Vorrei invitare tutti, compresi i cittadini israeliani a venire a visitare il nostro hotel”, ha dichiarato Salsaa ai media presenti al momento dell’inaugurazione, “vorrei che imparassero a conoscerci, perché solo grazie alla conoscenza si abbatteranno gli stereotipi e la situazione potrà cambiare”.

The Walled Off Hotel

Il Walled Off si trova nell’Area C, zona che – a differenza di molte aree della West Bank – è aperta anche agli israeliani. L’anima centrale dell’albergo è la hall, che ospita la reception e il bar in stile coloniale. Nei pochi metri di questo spazio si possono apprezzare la genialità di Banksy e i forti messaggi socio-politici di cui tutte le opere sono intrise: un Cristo, che ricorda il Salvator mundi di Leonardo da Vinci, nel mirino degli aerei militari che lo sorvolano; una statua di arte classica avvolta nella nebbia dei fumogeni; le telecamere di sorveglianza appese come fossero trofei di caccia; un gatto che cerca di liberare la colomba della pace in gabbia; angeli con maschere d’ossigeno; e ancora dipinti ad olio dedicati al tema del salvataggio dei profughi e alla fuga da paesi oppressi da guerre e povertà. Al centro di questa sala un pianoforte automatico, personalizzato dallo stesso Banksy, che per l’inaugurazione è stato suonato da remoto da Sir Elton John, che ha così commentato la propria adesione all’iniziativa: “Come fan di Banksy, sono stato onorato quando mi è stato chiesto di esibirmi per il lancio di The Walled Off Hotel. Ho sempre creduto nella capacita unificatrice della musica che può abbattere le barriere e riunire persone di ogni ceto sociale”.

The Walled Off Hotel

Banksy non è alla sua prima apparizione in Palestina. Molti sono infatti i graffiti da lui realizzati lungo il muro che la separa da Israele. “I muri sono di tendenza in questo periodo”, ha dichiarato l’artista. “Ma io ero già nel settore ben prima che Trump li rendesse così fighi”. Purtroppo però alcuni di questi graffiti non si possono più ammirare, visto che sono stati sottratti alla pubblica vista e sono andati a arricchire prestigiose collezioni private. L’albergo si compone di nove stanze, di cui tre personalizzate da artisti: una è opera dello stesso Banksy, le altre due invece sono state realizzate dal franco-canadese Dominque Perrin e da Sami Musa nato a Ramallah. I prezzi vanno dai 30 dollari per il dormitorio in condivisione ai 900 dollari della suite presidenziale, passando per i 269 dollari per la camera di realizzata da Banksy. Da tutte le stanze, l’unico panorama visibile è il muro che divide Israele dai territori palestinesi, condizione che fa sì che l’hotel goda della luce solare solo per venticinque minuti al giorno. La camera curata da Banksy vede campeggiare al centro della parete un graffito in cui un palestinese è ritratto mentre lotta con un cuscino contro un agente di polizia israeliano. Inizialmente l’albergo era destinato a rimanere aperto solo tre mesi, ma visto il successo dell’iniziativa – e quindi il raggiungimento dell’obiettivo di sensibilizzazione dell’opinione pubblica – la sua chiusura è stata prorogata più volte. Da ultimo, qualche settimana fa sono state aperte le prenotazioni fino al 30 novembre 2018. Addirittura, in una recente (e rara) intervista rilasciata da Banksy al free press UK Metro, il Walled Off Hotel viene indicato dall’artista come il primo albergo cui potrebbero seguirne altri.

The Walled Off Hotel

Oltre a questo art-hotel, il 2017 di Banksy – come dicevamo – è stato molto prolifico in termini di opere realizzate. Sempre a Betlemme, a dicembre Banksy ha dato vita insieme al regista di Trainspotting David Boyle ad AlternNativity, una sorta di rappresentazione del Natale realizzata con la collaborazione delle scuole locali, e quindi con bambini musulmani. L’eco di questo progetto è stata amplificata da due documentari trasmessi recentemente dalla Bbc in prima serata e dalla copertina a lui dedicata dal FT Weekend Magazine. Tra i temi toccati da Banksy nell’anno appena trascorso non è mancata la Brexit: a Dover lo street artist ha realizzato un graffito enorme che raffigura un operaio metalmeccanico impegnato a cancellare la stella rappresentante la Gran Bretagna dalla bandiera dell’Unione Europea.

The Walled Off Hotel

Sempre sul versante politico, nel corso dell’anno Banksy è stato protagonista di un’iniziativa provocatoria. Tramite il proprio sito web, prima delle elezioni politiche britanniche aveva annunciato di volere regalare una sua esclusiva stampa a tutti quegli elettori di Bristol e dintorni in grado di dimostrare – con una foto della scheda elettorale – di aver votato contro il partito conservatore. Tale iniziativa è stata ritirata dallo stesso artista dopo qualche ora dall’annuncio, perché era finita sotto l’attenta osservazione delle autorità inglesi.

Tra le opere del 2017 meritano una ultima menzione i due graffiti nel centro di Londra realizzati in onore al pittore Jean-Michel Basquiat, che esordì proprio come street artist. Con queste opere, realizzate vicino al Barbican Center, Banksy pone al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica il tema del razzismo: se una delle due opere richiama la simbologia di Basquiat, l’altra raffigura un uomo di colore oggetto di attenti controlli da parte della polizia. Quali novità ci riserverà Banksy nel 2018 non è dato saperlo, ma certamente l’artista anglosassone non mancherà di attrarre l’attenzione dell’opinione pubblica alimentando, così, ulteriormente sia il proprio mito sia, indirettamente, le quotazioni dei suoi lavori, oramai giunte a cifre da capogiro. A tal proposito, secondo quanto riportato da alcuni media britannici, già nel 2007 Angelina Jolie e Brad Pitt offrirono un milione di sterline per un’opera di Banksy, e oggi le sue opere sparse per il mondo valgono dalle centinaia di migliaia a diversi milioni di euro.

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