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Il pagellone di Forbes sulla campagna elettorale

È tempo di scrutini.

La campagna elettorale – una fra le più lunghe e intense della storia italiana recente – si avvia faticosamente al suo termine. Per celebrare in modo adeguato la prossima fine degli appelli al voto, e accompagnare i votanti alle urne il 4 marzo, Forbes ha riassunto ciò che si è visto nell’agone pubblico negli ultimi mesi, valutando le performance dei partiti in gara. Abbiamo dato i voti alle formazioni politiche basandoci su 4 criteri: Candidature si occupa delle figure che i partiti hanno proposto per il nuovo parlamento (è l’unica categoria in cui Forbes non esprime una valutazione arbitraria: esaminato ogni singolo caso, preferiamo che siano i lettori a farsi la propria idea); il Social-ometro guarda agli interventi sui social network più e meno virali dei protagonisti; Ma i soldi, ci sono? tratta del tema centrale delle coperture economiche dei programmi elettorali, affrontato sulla scorta dei dati dell’Osservatorio conti pubblici italiani diretto da Carlo Cottarelli; Coup de théâtre premia le trovate più originali – tra quelle viste fino ad ora – di una delle classi dirigenti con più fantasia del mondo.

Movimento 5 Stelle

Candidature: Le parlamentarie del primo partito secondo i sondaggi pre-voto pubblicati nelle scorse settimane non sono andate benissimo: ritardi, polemiche per candidati esclusi, addirittura attivisti candidati a loro insaputa. Ma anche volendo soprassedere sul prologo, il “filtro di qualità” di Luigi Di Maio non ha impedito lo scoppio della grana degli “impresentabili” (persone inserite in lista dai 5 stelle che poi il partito ha scoperto non essere in linea col suo codice etico interno). Menzione d’onore per il caso dell’economista in quanto lettrice dell’Economist. …/10

Social-ometro: Ai consueti toni strillati in caps lock dai suoi seguaci, il partito antisistema ha accostato vesti più istituzionali e votate a un’aura di responsabilità, ad esempio immortalando il “contratto” politico che il candidato premier Luigi Di Maio intende proporre alle altre forze politiche. Lui, Di Maio, posta su Instagram foto in cui mangia una pizza o stringe la mano ai suoi sostenitori dal palco di un comizio, e usa formule rassicuranti. Diviso tra l’indignazione seriale e il piglio da forza politica matura, la comunicazione social del Movimento 5 stelle rimane rabbiosa e concentrata sull’attacco agli avversari – come dimostra l’analisi appena condotta dall’istituto Reputation Manager – ma sembra aver raggiunto un punto di svolta. 7/10

Ma i soldi, ci sono?: A fronte di un costo complessivo di 103 miliardi di euro, il programma pentastellato offre coperture economiche per soli 39 miliardi, secondo i dati in nostro possesso. 4/10

Coup de théâtre: Com’è noto, Luigi Di Maio da qualche giorno sta presentando in prima serata la sua squadra di governo, come se avesse già vinto le elezioni, e come se non bastasse ha addirittura comunicato (via email) la lista dei suoi ministri al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Atto irrituale e non propriamente correttissimo dal punto di vista costituzionale, ma certamente efficace. 10/10

Partito Democratico

Candidature: Alla base di molti dei dissidi interni che attraversano il partito di centrosinistra, le liste del Pd hanno attirato critiche anche da esponenti governativi, come il ministro Carlo Calenda, che si è lamentato delle esclusioni eccellenti di nomi come Realacci, Manconi e Nesi. Lo stesso Matteo Renzi ha sommessamente dichiarato di aver “visto cose strane” durante la loro composizione. Rimangono, tra gli altri, il premier uscente Paolo Gentiloni, Maria Elena Boschi, il giornalista Tommaso Cerno, i ministri Marco Minniti e Pier Carlo Padoan, l’industriale Riccardo Illy. …/10

Social-ometro: Con un terzo dei “Mi piace” del Movimento 5 stelle a disposizione, e con una posizione oggettivamente scomoda da partito di governo uscente, il Pd non ha brillato per inventiva, originalità o spirito di intraprendenza, giocando di rimessa fin da subito. Il pur discreto recente spot elettorale dell’agenzia Proforma con Renzi in bicicletta si inserisce in questo filone: vuole rassicurare gli adepti, più che attrarne di nuovi. La discussa pagina Facebook Matteo Renzi News e le sue celebrazioni sghembe non hanno aiutato. 5/10

Ma i soldi, ci sono?: Costo del programma del Pd, secondo le stime di Cottarelli: 38 miliardi di euro. Coperture: 400 milioni di euro. 4,5/10

Coup de théâtre: È ciò che sembra mancare, anche sul piano dell’atteggiamento, al “partitone” di via Sant’Andrea delle Fratte, che pure qualche mese fa aveva esordito con la timida idea di abolire il canone Rai, poi ridimensionata. 5/10

Forza Italia

Candidature: Fedelissimi, uomini Fininvest e poco altro, con un posto anche per il legale di Silvio Berlusconi nel processo di separazione da Veronica Lario, Cristina Rossello, e per il fratello del suo medico personale, Paolo Zangrillo. Usato sicuro e fedeltà. …/10

Social-ometro: Comunicazione tutto sommato responsabile e mirata, come notava Enrico Sola qui su Forbes, unita a un account Twitter di Silvio Berlusconi in grande spolvero, dunque naturalmente destinato alla viralità (come non citare quel già celebre “Mi sento uno di voi perché durante la guerra ho fatto anche il contadino”?). 7/10

Ma i soldi, ci sono?: Calcolato sull’intero programma della coalizione di centrodestra, lo scarto tra i suoi costi di applicazione e il rientro di risorse è pari a 53 miliardi di euro (136 miliardi-82 miliardi). 4,5/10

Coup de théâtre: La flat tax berlusconiana magari vincerà, ma non convince. Siamo abituati ai ponti sullo Stretto, d’altronde. 6/10

Lega 

Candidature: Fuori Roberto Maroni, il cui rapporto con Matteo Salvini non pare dei più sereni, ma dentro Roberto Calderoli, oltre al Senatùr Umberto Bossi, capolista per il Senato a Varese. Tra i nomi in prima linea, poi, ci sono i risultati della recente “campagna acquisti” salviniana: l’economista guru dei no euro Claudio Borghi e l’avvocato Giulia Bongiorno. …/10

Social-ometro: Dirette Facebook di Matteo Salvini che visita strutture che ospitano migranti, pubblicizzati contest per i follower che permettono di vincere un caffè insieme a lui; un culto del capo (anzi, il “Comandante”) costruito in anni di sapiente e ossessiva retorica anti-immigrati, anti-Europa e anti-sistema, e una spiccata tendenza a volgere ogni notizia in senso xenofobo (tanto che l’attentato razzista di Macerata è diventato, per Salvini, “colpa di chi ci riempie di migranti”). I sondaggi eseguiti nelle scorse settimane dicono che è una strategia che paga. 8/10

Ma i soldi, ci sono?: Calcolato sull’intero programma della coalizione di centrodestra, lo scarto tra i suoi costi di applicazione e il rientro di risorse è pari a 53 miliardi di euro (136 miliardi-82 miliardi). 4,5/10

Coup de théâtre: Il leader della Lega è talmente votato all’esagerazione, che forse un colpo di scena nemmeno gli serve: e infatti almeno finora non c’è stato. A Salvini basta puntare forte sui temi che gli stanno a cuore, per così dire. 6,5/10

+Europa

Candidature: La formazione guidata da Emma Bonino vede tra i suoi candidati Benedetto Della Vedova e il radicale Riccardo Magi. Spiccano anche i nomi di Mina Welby, della traduttrice letteraria Irene Abigail Piccinini e dell’imprenditore e giornalista Giordano Masini. Capolista per l’Europa è invece Alessandro Fusacchia, a completare un quadro variamente declinato tra i professionisti della politica e le new entry. …/10

Social-ometro: La campagna video “Uniti siamo + forti dell’odio” ha colto nel segno e, nonostante una potenza di fuoco esigua, +Europa ha saputo entrare dalla porta principale nelle conversazioni politiche sui social network e costruirsi una sua immagine ben curata (aiutata, in questo senso, anche da una fitta sassaiola di attacchi ricevuti nelle ultime settimane, dopo che gli indici di gradimento riguardanti la formazione europeista sono saliti sensibilmente). 8/10

Ma i soldi, ci sono?: Caso unico nello spettro elettorale, il partito di Emma Bonino si ripaga da solo, dato che propone misure espansive per 68,5 miliardi di euro, a fronte di 65,5 miliardi di coperture. 9/10

Coup de théâtre: Una campagna elettorale condotta in modo sobrio e discreto, con pochi squilli (se si eccettua la recente polemica sul latino, che però non vale certo come mossa a effetto) e pochissimo sensazionalismo. 5/10

Liberi e Uguali

Candidature: La nuova formazione della sinistra italiana candida Laura Boldrini, Massimo D’Alema, Pippo Civati e Pierluigi Bersani, oltre al vicepresidente Arci Filippo Miraglia, all’attore Giulio Cavalli e alla bersaniana di ferro Chiara Geloni. Le liste di LeU sono composte soprattutto da nomi di partito, e in buona parte da personalità con pochi successi elettorali nel loro palmares (come scrivono i suoi stessi sostenitori). …/10

Social-ometro: Una presenza social inferiore rispetto a quella di Potere al Popolo, la formazione di sinistra radicale che rischia di rosicchiare parte del consenso di LeU, non ha impedito la messa a segno di alcuni piccoli colpi strategici, come quando Civati e il suo movimento Possibile hanno ironizzato sul voto utile pro-Renzi. In generale, tuttavia, poca cosa. 6,5/10

Ma i soldi, ci sono?: Parola all’Osservatorio conti pubblici italiani: più di 100 miliardi di euro di costo di attuazione del programma, e soli 52 miliardi di coperture offerte. 4,5/10

Coup de théâtre: L’abolizione delle tasse universitarie prometteva fuoco e fiamme, o perlomeno una campagna battagliera e fra i protagonisti, ma Liberi e Uguali si è arenata sugli scenari post-voto, senza incidere particolarmente. 6/10

Fratelli d’Italia

Candidature: Oltre a Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, spulciando le liste di FdI si ritrovano molti nomi conosciuti della destra italiana post-Fiuggi, da Isabella Rauti a Fabio Rampelli, e da Viviana Beccalossi a Guido Crosetto, con idee immutate rispetto alla tradizione di questa parte politica. …/10

Social-ometro: Come la Lega, la formazione meloniana ha costruito tutta la sua presenza sui social network attorno ai suoi argomenti d’elezione: la retorica patriottista, il no allo ius soli, la difesa della “famiglia tradizionale”. FdI è salita agli onori delle cronache con la virale polemica vis-à-vis tra Meloni e il direttore del Museo Egizio di Torino, Cristian Greco, e altre apparizioni spontanee, come quella recente in cui la candidata ha imbracciato una chitarra, mettendosi a suonarla in piedi su una sedia. Nel complesso, se vale il purché se ne parli, FdI ha fatto il suo. 7/10

Ma i soldi, ci sono?: Calcolato sull’intero programma della coalizione di centrodestra, lo scarto tra i suoi costi di applicazione e il rientro di risorse è pari a 53 miliardi di euro (136 miliardi-82 miliardi). 4,5/10

Coup de théâtre: Il grosso dei voti della coalizione si gioca altrove, e la campagna di Fratelli d’Italia non ha avuto bisogno di condurre i giochi dalla prima linea del fronte. 5/10

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