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Business 31 marzo, 2018 @ 2:30

Quanto possono guadagnare gli eGamer tesserati da Roma e Samp

di Dario Donato

Giornalista e conduttore televisivo.Leggi di più dell'autore
Conduttore televisivo, inviato e redattore di servizi e speciali per tg a Mediaset PremiumSportHD. Dall'agosto 2017 conduce Serie A Live e Domenica Premium, trasmissioni legate agli anticipi e posticipi di Serie A in onda su Mediaset PremiumSportHD. Ha lavorato per dieci anni nel giornalismo economico come conduttore televisivo a Class CNBC. chiudi
Mattia Guarracino

Articolo tratto dal numero di marzo 2018 di Forbes Italia.

Immaginate di essere stipendiati da una grande squadra di calcio. Ok, questo l’ha sognato ognuno di noi almeno una volta nella vita. Ora però immaginate di essere comodamente seduti in poltrona con un joypad in mano e di essere stipendiati lo stesso da una grande squadra di calcio. Situazione apparentemente irrealizzabile, ma è realtà e si sta rapidamente diffondendo in Italia e in Europa. Il fenomeno è quello degli eSport ed è di tale portata da essere sotto esame del Cio per rientrare, forse, un giorno, tra gli sport olimpici.

Uno di quelli seduti sulla poltrona col joypad in mano è Mattia Guarracino, la maglia che indossa è quella della Sampdoria, la busta paga ha lo stesso timbro di quella dei colleghi coi tacchetti Quagliarella o Torreira e di professione gioca a Fifa di EA Sports. No, non è un miraggio. In Italia è stato il primo tesserato ufficiale di una squadra di calcio, ma la Roma non ha perso tempo e ha addirittura triplicato creando un compartimento eSport con 3 ragazzi professionisti di Fifa. Nelle ultime settimane anche il Genoa si è attrezzato, per un derby tutto genovese, acquistando Alessandro Ansaldi, conosciuto sul campo virtuale con il soprannome di “Gintera”. Nel caso blucerchiato “Lonewolf”, questo il suo nickname, può contare su uno stipendio fisso da parte della società. Le cifre non sono rese note, ma a quanto ci risulta sono quelle di un medio dipendente che, come molti colleghi calciatori, va a scadenza al 30 giugno di ogni stagione sportiva. Il giocatore deve garantire alcune presenze obbligatorie per alcuni tornei di interesse aziendale, ma per il resto può gestirsi come un libero professionista. I suoi introiti, come i campioni coi pantaloncini, possono variare considerevolmente grazie ai bonus. Per esempio tornei ufficiali vinti, oppure nuovi sponsor tecnici del compartimento eSport della Sampdoria, su cui il giocatore vanta delle specie di royalties.

Anche se è difficile da immaginare, un videogiocatore come Guarracino è un professionista a tutti gli effetti e scandisce le sue giornate in base a ore di allenamento e preparazione. Si esercita in rete per 3-4 ore al giorno sfidando gli avversari più forti in circolazione. Spesso in orari serali perché in quella fascia se ne trovano in quantità maggiore. Il resto del tempo, soprattutto al mattino, il giocatore blucerchiato lo dedica alla gestione del suo canale YouTube (Lonewolf92 Channel) inserendo video che possono arrivare a centinaia di migliaia di visualizzazioni. Se si pensa che, secondo alcune stime, YouTube paga circa 50 centesimi di euro ogni 1.000 visualizzazioni… il calcolo della serva è presto fatto.

In Italia i tornei di Fifa sono ancora pochi e con montepremi considerati marginali dai videogiocatori professionisti: difficilmente si va sopra ai 2.000 euro. Ma è all’estero che il fenomeno sta assumendo dimensioni, anche economiche, rilevanti. A dimostrazione che la nuova figura dell’egamer non solo è in crescita, ma anche i palcoscenici su cui esibirsi sono sempre più prestigiosi. Basti pensare che la stessa Fifa (in questo caso la federazione mondiale) sta organizzando per il 2018 il mondiale a squadre “Fifa eWorld Cup 2018”. Riservato solo ai videogiocatori appartenenti a un club di calcio e il cui montepremi deve ancora essere svelato. Ma nell’ultima competizione andata in scena, la Fifa Interactive World Cup, aperta invece a tutti, il vincitore si è portato a casa 200mila dollari.