Seguici su
Innovazione 4 Aprile, 2018 @ 2:02

Come funziona l’elicottero-drone italiano

di Antonio Piazzolla

Studente universitario, mi occupo di giornalismo scientifico.Leggi di più dell'autore
chiudi

L’SW-4 Solo prodotto da Leonardo.

I droni sono oggetti d’uso sempre più comune: dalle versioni dedicate al passatempo a quelle più professionali, passando per le armi militari, negli ultimi anni gli unmanned vehicles sono stati al centro del dibattito pubblico, dopo aver frequentemente monopolizzato quello dell’innovazione tecnologica. Ma i droni cambieranno anche i velivoli tradizionali. Alcune settimane fa l’elicottero a controllo remoto SW-4 Solo prodotto dall’azienda Leonardo ha completato il suo primo volo senza pilota presso l’aeroporto di Taranto-GrottaglieIl velivolo è rimasto in volo per 45 minuti, nei quali si è proceduto col test di accensione e spegnimento dei motori da remoto, decollo e atterraggio automatico, volo stazionario e traslato verso e dalla zona delle operazioni, simulando una missione di sorveglianza. L’elicottero ha raggiunto una quota di circa 450 metri e una velocità di circa 110 chilometri all’ora. L’SW-4 pesa 1,800 kg (al decollo); 9,7 metri di lunghezza per 3,14 metri di altezza e 2,28 di larghezza, può trasportare un carico massimo di 470 kg e ha un raggio operativo di 940 km, per un’autonomia di volo di 6 ore.

Il velivolo è stato progettato come elicottero a pilotaggio opzionale (Oph) che offre agli utenti la possibilità di convertire facilmente la modalità a controllo remoto con il pilotaggio opzionale (e viceversa). Può ricoprire molteplici mansioni come intelligence, sorveglianza, ricognizione e rifornimento di merci; e, quando pilotato, può intraprendere anche attività con equipaggio tra le quali il trasporto di personale, sorveglianza e pronto intervento.

Il suo sistema di bordo è dotato di una Ground Control Station (Gcs) interoperabile, ossia un’interfaccia uomo-macchina avanzata che può essere utilizzata per controllare e monitorare contemporaneamente una o più missioni Ruav (Rotary Unmanned Air Vehicle), ovvero le missioni da controllo remoto senza pilota a bordo. Questa componente può essere inoltre implementata in diverse configurazioni hardware in base alle esigenze del cliente: da tavolo, trasportabile o “stand-alone”. Il pieno controllo da Ground Control Station garantisce di svolgere le manovre di avvio, arresto del motore, decollo automatico, autorotazione e atterraggio.

L’SW-4 Solo è dotato del Sage, un sistema passivo di autoprotezione utilizzato per missioni di intelligence, sorveglianza e riconoscimento: il dispositivo acquisisce i dati da trasmettitori in radio-frequenza da una distanza tattica significativa, li confronta con informazioni in archivio identificando e localizzando il tipo di sensore; la flessibilità del sistema ne consente l’integrazione su un’ampia gamma di velivoli ed elicotteri, pilotati e a controllo remoto.

 

Vuoi ricevere le notizie di Forbes direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!