I 7 atteggiamenti che rischiano di distruggere la tua carriera

Forbes.it
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Un impiegato comunale di Glasgow, Scozia.

 

Per fare sì che la propria carriera lavorativa decolli, non bisogna “soltanto” ottenere risultati professionali, costruirsi una buona reputazione e arrivare a risultati di rilievo: la cosa importante è innanzitutto non commettere errori che potrebbero pregiudicarla gravemente. La maggior parte delle persone rovina la propria carriera in modo subdolo e non appariscente, scrive su Forbes Travis Bradberry.

Ci sono piccole sviste quotidiane che possono assommarsi col passare nel tempo e determinare il successo o la rovina di un lavoratore: evitandole, si può seguire la strada del successo. Ecco le 7 cose da cui guardarsi, secondo Bradberry:

1. Il divide et impera. Mai provare a “fare politica” all’interno dell’azienda: istigare conflitti, scegliere fazioni, danneggiare i colleghi e diffondere dicerie non paga, anzi trovarsi in imbarazzo nel caso qualche “dietro le quinte” venga a galla può risultare un grosso problema. Meglio dedicarsi a strategie che saresti orgoglio di discutere davanti ai tuoi colleghi, non dietro le loro spalle.

2. Il promettere troppo. Promettere la luna a colleghi e clienti è sempre una prospettiva affascinante, specialmente quando sei onesto e lavori molto, credendo di potercela fare. Il punto è che non ha senso imporsi una pressione ulteriore, che potrebbe rovinare la propria immagine. Se prometti deadline ridicolmente brevi e poi non le rispetti di poco, penserai comunque di aver fatto un gran lavoro – d’altronde ci hai messo pochissimo, no? – ma ormai il tuo cliente aveva un’aspettativa altissima. Finisci per fare una brutta figura, il che non ha senso, perché avresti potuto fare lo stesso lavoro di qualità, con ottimi risultati, dando aspettative realistiche fin dall’inizio. Non sminuire i tuoi obiettivi, ma sii realistico sulle cose che puoi fare.

3. L’indolenza. Da quanto tempo non ti metti a imparare qualcosa di nuovo, hai parlato col tuo network di contatti o anche solo imbellettato il tuo curriculum? Se non te lo ricordi, spiega Bradberry, potresti esserti seduto sugli allori, e la gratificazione è un vero career killer. Succede quando ti lasci sospingere dalla corrente, convinto che niente cambierà mai. Ma negli ultimi anni abbiamo assistito ad abbastanza cambiamenti – tecnologici o di altro tipo – per capire che il cambiamento è inevitabile, e se sei sempre troppo occupato per tenerti al passo hai confuso le priorità.

4. La paura di cambiare. La paura di cambiare è il gemello malvagio dell’indolenza, dice Bradberry, dato che si spende attivamente perché tutto rimanga uguale. L’avrete sicuramente già sentito sotto forma della frase più comune e temuta: “Abbiamo sempre fatto così”. Le cose cambiano velocemente, tuttavia, e aggrapparsi allo status quo può avere costi enormi.

5. Avere un ego sconfinato. Se avete mai lavorato con una persona che si sentiva “arrivata”, sapete cosa significa: il successo è fantastico e spinge in avanti una carriera, ma quando inizi a esserne assuefatto iniziano i problemi. Mai pensare che durerà per sempre, o peggio che ti spetti in qualche modo. E mai sedersi sugli allori, come già detto.

6. Un basso livello di intelligenza emotiva. Come tutti sanno, rimarca l’analista di Forbes, si può essere licenziati perché non si riesce – o non si vuole – andare d’accordo con gli altri. Ma il vero ostacolo per molti è non riuscire a sviluppare una “poker face” efficace: se tutti si accorgono che sei annoiato o irritato da ciò che dicono gli altri, questa mancanza di intelligenza emotiva si ritorcerà contro di te.

7. Assumere atteggiamenti servili nei confronti del capo.  Fare il leccapiedi non ha nulla a che fare con un vero rapporto costruito sul rispetto: è subdolo. I leccapiedi provano a fare passi avanti solleticando l’ego del capo, invece di impressionarlo, inimicandosi i colleghi che puntano sul merito. Se vuoi migliorare il tuo rapporto col capo, non farlo sminuendolo i tuoi colleghi.

 

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