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Business 7 maggio, 2018 @ 12:55

Seeds & Chips per trasformare l’Italia nella Silicon Valley del food

di Marco Barlassina

Direttore, Forbes.it

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Giornalista professionista, prima di dirigere Forbes.it, ha diretto periodici specializzati nella finanza personale, nel risparmio gestito e nel Fintech. Dal 2008 al 2013 si è occupato del coordinamento editoriale dei siti Finanza.com, collaborando allo sviluppo dell’area editoriale delle testate online borse.it e finanzaonline.com. È laureato in Economia delle istituzioni e dei mercati finanziari presso l'Università Bocconi di Milano. chiudi

Marco Gualtieri, fondatore di Seeds & Chips

Barack Obama lo scelse l’anno scorso per la prima visita in Italia dopo la fine del suo mandato come presidente degli Stati Uniti. E anche quest’anno, alla sua seconda edizione, Seed & Chips, The Global Food Innovation Summit, si conferma un evento di portata internazionale sull’industria innovativa del cibo. La kermesse prende il via oggi (per durare fino al 10 maggio), attirerà nei tre giorni oltre 15mila visitatori e nell’elenco dei keynote speaker annovera Howard Schultz, executive chairman di Starbucks, e John F. Kerry, 68esimo segretario di Stato degli Stati Uniti.

 

Barack Obama a Seeds & Chips 2017

Com’è stato possibile far nascere dal nulla un evento di queste dimensioni in Italia? Il suo creatore Marco Gualtieri, un passato da startupper nel mondo del ticketing online, ce ne parla come di una priorità sviluppatasi a partire dal pressoché contemporaneo realizzarsi di alcune condizioni: su tutte l’Expo di Milano del 2015 e l’accordo di Parigi sul clima. “Nella filiera alimentare crediamo ci siano opportunità incredibili e crediamo che l’Italia abbia tutte le caratteristiche per competere. L’evento è importante anche per il sistema, per far sì che questo territorio venga identificato come punto di riferimento per l’alimentazione e il food. Vogliamo fare per la filiera alimentare ciò che è stato capace di fare il Salone del Mobile, che è stato in grado di valorizzare l’indotto. D’altro canto il futuro dell’agricoltura è di precisione e assomiglierà all’industria aerospaziale, con l’utilizzo di intelligenza artificiale, big data, robotica. Il Paese può beneficiare di questo processo d’innovazione nel settore agroalimentare”.

Barack Obama con Marco Gualtieri

Per farlo Gualtieri ha scelto una formula che contempla le conferenze (in ogni panel c’è sempre almeno un relatore al di sotto dei 30 anni), ma che lascia spazio anche all’esposizione. E soprattutto all’interazione: “Il nostro non è un evento per il grande pubblico, ma anche per chi vuole farsi ispirare”, spiega. Così il clou dell’evento sarà il cosiddetto spazio GimmeFive. “Chiediamo ai leader di dedicare uno slot di 5 minuti per incontrare un giovane startupper a cui potrà fornire i suoi personali consigli. Un modo unico per avvicinare chi è in posizione di vertice”. Il tutto avviene in maniera trasparente: i ragazzi che si sono candidati vengono infatti estratti la mattina stessa in cui si svolgono gli incontri faccia a faccia.

Con Gualtieri abbiamo anche provato a capire come funziona il modello di Seeds & Chips. “Il nostro”, spiega Gualtieri, “è un modello economico non legato solo all’evento. È un pezzo di un puzzle più ampio: stiamo lavorando a una piattaforma televisiva, a una startup del food, a nuovi format. Abbiamo inoltre siglato una serie di contratti internazionali per portare il nostro know how anche all’estero. Non a caso saremo partner dell’innovazione della più importante fiera alimentare a San Francisco”.