Per un curriculum efficace pensate a togliere, non ad aggiungere

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Il premier incaricato Giuseppe Conte.

È sempre utile imparare dagli errori, meglio ancora da quelli degli altri: lo abbiamo visto in questi giorni, allungare e infiorettare i cv non serve a nulla, anzi è decisamente controproducente. Colgo quindi l’occasione per tornare sul tema, e per ripetere un consiglio che do spesso, con l’effetto che alcuni sgranano gli occhi e mi dicono “Ma come faccio?”: il cv deve essere non più lungo di due pagine, anche se si hanno 50 anni e si sono fatte tante esperienze professionali.

Un cv deve dare solo l’idea delle cose principali che si sono fatte: inutile citare, anni dopo, l’esperienza come standista; inutile citare l’articoletto pubblicato anni fa su una rivista minore; inutile parlare di una serie infinita di corsi fatti (veri o presunti che siano). Sembra impossibile, mi capita purtroppo ancora troppo spesso di leggere cv di sei/sette, anche dieci pagine, in cui ci si perde dietro una serie di esperienze davvero minori, non significative.

Il mantra che ci deve stare in testa quando scriviamo il nostro curriculum è “less is more”, la lezione sempre valida del minimalismo, che in scrittura è utilissimo: inutile essere prolissi, inutile essere ampollosi, fare un esercizio di sottrazione, evidenziare solo quello che è davvero essenziale.

Ricordo che nella preparazione degli esami di inglese una delle prove più difficili era scrivere di un tema specifico in 1.000 parole: difficile per noi liceali italiani, che eravamo abituati, e forse lo siamo ancora, a fare dei temi lunghi, perché pensiamo che più scriviamo e meglio è. Tra parentesi, secondo me vale anche per le tesi, meglio dieci pagine di una tesi propria che duecento pagine di una tesi compilativa che riprende semplicemente le idee di altri. Ma questo è un altro discorso.

Parlando di cv, ricordiamoci che due è il numero perfetto, lo spazio sufficiente per dire tutto quello che di davvero importante c’è da dire del nostro percorso di studi e professionale. Anche in questo articolo potrei dilungarmi, declinando il mio concetto in mille esempi: perderei però di efficacia comunicativa, il messaggio che voglio lasciarvi è uno e uno solo, il cv deve essere non più lungo di due pagine.

Provare per credere, è un esercizio molto utile per tutti noi, per mettere a fuoco le cose davvero importanti che abbiamo fatto nella nostra carriera. Less is more, ancora una volta.

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