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Strategia 10 luglio, 2018 @ 12:36

L’identikit del manager che premia il talento

di Daniela Uva

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Giornalista professionista. Oltre a numerose collaborazioni, ha lavorato come redattore ordinario per Il Giornale, La Gazzetta dello Sport e Studio Aperto. Si è sempre occupata di cronaca, lifestyle e inchieste. È laureata in Scienze politiche e ha frequentato l'Istituto per la formazione al giornalismo Carlo De Martino di Milano. chiudi

Vita quotidiana a Tokyo, Giappone.

Per alcuni manager è fondamentale valorizzare i talenti e riconoscerne i meriti. Per altri la priorità è puntare tutto sulla formazione, sul comfort e sulla sicurezza nel posto di lavoro. Ormai la maggior parte degli imprenditori sa bene quanto sia importante garantire buoni livelli di qualità della vita ai propri dipendenti, anche per evitare che questi abbandonino l’azienda, allettati da altre proposte. Eppure non tutti i dirigenti, quando cercano di applicare questa regola, si comportano allo stesso modo. A scoprirlo è un nuovo studio condotto dall’istituto di ricerche di mercato Taylor Nelson Sofres per Sodexo Benefits & Rewards. I ricercatori hanno intervistato 801 imprenditori di tutto il mondo, con un range di dipendenti compreso fra dieci e cento: l’obiettivo era cercare di capire quanto i manager considerino importante la qualità della vita lavorativa e quale sia il loro approccio in tema di investimenti nel welfare.

I risultati dello studio hanno permesso di dividere i dirigenti in cinque categorie: agnostici (26 per cento del totale), contrari (24 per cento), convinti (22 per cento), pragmatici (16 per cento) ed esploratori (12 per cento). “La ricerca ha messo in luce il nesso tra qualità della vita sul posto di lavoro e performance dell’azienda, un rapporto indissolubile. I manager intervistati riconoscono il rapporto causa-effetto tra lavoratori soddisfatti e risultati economici”, spiega Silvia Burigana, marketing & communication director di Sodexo. Qual è l’identikit di questi manager contemporanei, e soprattutto qual è il modo giusto di rapportarsi ai propri dipendenti, in modo da fidelizzarli il più possibile? La ricerca ha fatto luce anche su questi aspetti. 

Gli agnostici. Questo tipo di manager implementa diverse misure a favore della qualità della vita in maniera funzionale ad attrarre e trattenere collaboratori validi. Attrarre talenti e ridurre l’assenteismo sono le preoccupazioni principali di questi imprenditori, prevalentemente a capo di aziende con più di venti dipendenti. Manager di questo tipo dovrebbero incentivare il più possibile questa tendenza a incentivare i benefit.

I contrari. Il gruppo dei contrari non sembra affatto propenso a credere in una correlazione tra qualità della vita dei dipendenti e risultati dell’impresa. Questi manager investono meno degli altri nell’ambiente di lavoro, in misure a favore della salute o dell’equilibrio vita-lavoro dei propri collaboratori. Le sfide di questi imprenditori riguardano principalmente innovatività dell’azienda, salute finanziaria e reputazione. Aspetti importanti, che però nel lungo periodo rischiano di allontanare i collaboratori più interessati a forme di welfare aziendale. Per gli appartenenti a questo gruppo il consiglio è di investire di più in nuovi benefit.

I convinti. Sono imprenditori convinti dell’efficacia di misure a favore dei dipendenti e della correlazione positiva fra queste forme di welfare e i risultati dell’azienda. Ma questi manager non hanno ancora agito in maniera decisa. Con un alto livello di istruzione, questi imprenditori sono maggiormente propensi a migliorare l’ambiente di lavoro, favorendo riconoscimenti economici e percorsi di carriera. Si tratta di imprenditori che necessitano di un ultimo salto di qualità: associare ai riconoscimenti economici e professionali iniziative concrete per migliorare la qualità della vita sul lavoro, dalla flessibilità oraria agli incentivi per il congedo parentale.

I pragmatici. Nella maggior parte dei casi imprenditori senior, che puntano al benessere fisico dei collaboratori facendo attenzione al loro salario. I loro capisaldi sono l’individuazione della performance, la sicurezza, il guadagno e il riconoscimento delle performance e le polizze, con una scarsissima attenzione a sport, nutrizione e flessibilità. Questo gruppo spesso ha forti problemi nel trattenere i dipendenti, attrarre talenti e ridurre l’assenteismo. Questi manager, più degli altri, dovrebbero avere una visione più contemporanea degli ambienti di lavoro.

Gli esploratori. Sono manager desiderosi di sperimentare. In prevalenza conducono aziende di servizi e hanno più di venti dipendenti. Hanno adottato diverse misure a favore della qualità della vita, investendo sul potere d’acquisto, la flessibilità, la salute dei collaboratori e percorsi di carriera, riscontrando meno problemi di altri in termini di assenteismo e capacità di attrarre collaboratori validi. Sono gli imprenditori con la visione più moderna e in linea con le esigenze dei collaboratori.