I nuovi brevetti che cambieranno i pagamenti digitali

Forbes.it
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Il mercato italiano dei pagamenti digitali è in continua espansione. Nel corso del 2017 ha registrato transazioni per oltre 220 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 198 del 2016.
Particolarmente effervescente è il segmento dei pagamenti contactless (quelle forme di pagamento che non prevedono l’inserimento della carta nel lettore e avvengono off-line, senza inserimento del PIN), che ha fatto registrare un’espansione del 150% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 18 miliardi di euro.
Le allettanti prospettive economiche del settore e l’elevata intensità tecnologica che lo contraddistingue stanno attirando l’interesse di numerose tra le aziende più innovative al mondo e di molte startup, impegnate a risolvere i limiti tecnologici e strutturali legati alla sicurezza, alla tracciabilità e alla trasparenza delle transazioni.

La blockchain è una delle tecnologie più promettenti del momento e le stime ufficiali prevedono per i prossimi 4 anni una crescita degli investimenti al ritmo dell’80% l’anno. La blockchain è un protocollo informatico per l’immagazzinamento e la trasmissione di informazioni in grado di garantire la sicurezza e l’immutabilità dei dati, la trasparenza delle operazioni e il consenso di tutti i partecipanti alla rete.

Solo nell’ultimo mese sono stati registrati più di 100 brevetti nell’ambito delle transazioni digitali che impiegano la blockchain.
Slock.it, società tedesca specializzata nel settore, ha
sviluppato un ambiente operativo abilitato per ledger distribuiti (database in cui i dati non sono concentrati ma distribuiti su più siti, Paesi e/o istituzioni) che permette a un dispositivo utente, per esempio uno smartphone, di interagire con un dispositivo di servizio, quindi un device fisico o digitale preposto a erogare un servizio, sfruttando una blockchain decentralizzata.
Un dispositivo di servizio può, per esempio, bloccare/sbloccare l’accesso a un servizio mediante l’interfacciamento con un contratto intelligente memorizzato sulla blockchain.
Gli smart contracts, o contratti intelligenti, sono protocolli digitali automatizzati simili ai tradizionali accordi
scritti in cui, però, l’assenso del cliente è tacito (non richiede alcuna firma) e legato al raggiungimento di determinati parametri: ad esempio, al pagamento di un determinato importo.
Il dispositivo utente fornisce i dati che soddisfano i parametri del contratto intelligente. Il dispositivo di servizio confronta i dati forniti dal dispositivo utente con i requisiti memorizzati nel contratto intelligente.

Gravic, società americana specializzata in software, ha brevettato uno schema per garantire l’integrità delle transazioni pressoché in tempo reale.
La stessa richiesta di elaborazione viene avviata in simultanea su più nodi o più applicazioni e i risultati ricevono
l’autorizzazione (il commit). Successivamente al commit, vengono confrontati gli indicatori relativi al risultato dell’operazione. Se il confronto indica che l’elaborazione non è conforme, la transazione viene annullata (rollback). Lo schema garantisce transazioni rapide e sicure.

NS8, società statunitense specializzata nel contrasto alle frodi telematiche, ha brevettato un sistema per valutare l’affidabilità di una transazione online.
Lo schema risponde alla necessità sempre più diffusa e imprescindibile di separare il traffico automatico da quello umano. Le ultime stime, infatti, calcolano che oltre la metà del traffico Internet globale è generato da bot.

Il sistema prevede la fornitura di uno script, un programma, di rilevamento a un dispositivo utente insieme al contenuto richiesto.
Lo script di rilevamento, eseguibile su un browser o da un’applicazione web-based installata sul dispositivo, è configurato per trasmettere i feedback e, eventualmente, per interagire con i sensori presenti nel dispositivo. Una centralina dedicata riceve i feedback dal device e li valuta. Lo script, inoltre, permette al server di ottenere informazioni sulla posizione del dispositivo.
Infine, un software calcola un fattore di affidabilità per il dispositivo utente in base al feedback e alla posizione, determinando un profilo di rischio.

La Bruce Corporation, piccola realtà statunitense attiva nel campo della cybersecurity, ha brevettato un sistema innovativo per garantire l’integrità delle architetture wireless.
La proliferazione di dispositivi wireless è minacciata dalla scarsa conoscenza da parte degli utenti dei protocolli di sicurezza per mantenere al sicuro dati personali, proprietari o limitati.
Bruce Corporation ha elaborato un sistema di verifica basato sulla prossimità spaziale dei dispositivi wireless, in grado di garantire la sicurezza di un’architettura wireless facendo affidamento sulla geolocalizzazione dei dispositivi e sulle relazioni di rete verificate. Ciascuno dei dispositivi collegati alla rete wireless agisce come strumento di controllo e verifica degli altri.
Il sistema illustra efficacemente il potenziale economico legato all’interconnessione dei dispositivi e lo sviluppo di architetture integrate.

Un altro esempio interessante di integrazione tra dispositivi connessi alla rete è quello proposto da Glimpse Group, azienda specializzata in realtà aumentata. La società newyorkese ha sviluppato un sistema di verifica delle transazioni basato sul riconoscimento e l’elaborazione digitale delle immagini.
Le apparecchiature di videosorveglianza vengono coordinate con un computer digitale (un computer o una centralina digitale) attraverso un’architettura di rete. Le telecamere forniscono al computer le riprese delle transazioni che vengono svolte nel campo di osservazione e il software estrapola dal filmato una o più immagini, che vengono classificate sulla base delle caratteristiche della transazione (data e ora, nome o ID dell’impiegato, etc). Infine, i dati della transazione vengono confrontati con le immagini registrate nei punti vendita per individuare eventuali discrepanze. Il confronto può avvenire in tempo reale o in un secondo momento.

*Enrico Mariutti è founder di Get Consulting, piattaforma digitale di microconsulenza specializzata in servizi di consulenza aziendale, consulenza tecnologica, brandscaping ed education marketing.

 

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