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Dove vanno i soldi della nuova Champions League

 

Torna a suonare la musichetta della Champions League: l’edizione più ricca di sempre dell’ex Coppa Campioni è pronta a partire. Si comincia oggi alle 18.55, con una delle prime novità.

Ad aprire le danze saranno le sfide del girone B, con l’Inter subito protagonista contro il Tottenham e Barcellona-Psv. La novità è l’orario inedito, visto che da questa stagione e per i prossimi tre anni si giocherà alle 18.55 e alle 21, rispetto al classico orario delle 20.45 degli ultimi anni. Soprattutto, però, l’edizione 2018/19 della Champions League sarà la prima post-riforma, con cui l’Uefa ha voluto dare più peso alla storia e alle big.

Negli ultimi anni, i campionati più importanti hanno spinto per avere un maggior numero di posti assicurati: detto e fatto, con le prime quattro nazioni del ranking Uefa (ad oggi Spagna, Inghilterra, Germania e Italia) che qualificano quattro squadre ciascuna senza passare dalla forca caudina dei preliminari.

Più big, quindi più interesse di sponsor e televisioni. Non a caso, Sky in Italia investirà circa 280 milioni, quasi 60 in più rispetto ai 223 del triennio 2015-18. E complessivamente la Uefa stima 3,25 miliardi di ricavi per Champions ed Europa League. Maggiori investimenti da tv e sponsor che si rifletteranno in maggiori premi per le squadre: per i 32 club infatti ci sono in palio poco più di due miliardi di euro.

Risorse che saranno distribuite così: il 15% (292 milioni) legato al market pool, ovverosia i diritti tv per ciascun paese; il 25% (488 milioni) in quote fisse per la sola partecipazione, con 15,25 milioni a squadra; il 30% (585 milioni) in base alle performance sportive, che possono valere fino a 67 milioni di euro vincendo la coppa; infine un altro 30% (585 milioni) all’altra grande novità della nuova Champions, ovverosia il ranking storico/decennale.

Se il maggior numero di big genera maggior interesse – si sono dette le grandi squadre – è giusto che una fetta maggiore finisca nelle nostre tasche. E l’Uefa anche in questo caso ha in parte accontentato le richieste, creando un nuovo criterio di distribuzione basato sulle prestazioni degli ultimi dieci anni di ciascuna squadra più le vittorie nelle competizioni europee nel corso di tutta la storia.

Il ranking storico vale da 1,1 a 35,5 milioni di euro per ciascuna squadra: il Real Madrid, primo nella classifica storica, è quindi già sicuro di incassare 51 milioni di euro tra bonus di partecipazione e cifra dal ranking.

Per quanto riguarda le italiane, anche considerando le ipotesi peggiori senza alcuna vittoria con eliminazione immediata ai gironi, la Juventus è già sicura di poter guadagnare circa 58 milioni di euro, mentre si aggirano intorno ai 40 milioni Napoli (39,5), Inter (39) e Roma (36). Il tutto senza considerare il botteghino, che con tre partite in casa assicurate può portare altri incassi importanti.

Una Champions d’élite, anche nei premi riservati alle squadre. Con il sogno Superlega all’orizzonte: le big vogliono sempre più giocare tra di loro, e il futuro sembra indirizzato verso questa direzione.

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