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Strategia 24 ottobre, 2018 @ 8:37

Decalogo per un esordio professionale sul nuovo posto di lavoro

di Daniela Uva

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Scrivo di successo, imprenditori, storie italiane.Leggi di più dell'autore
Giornalista professionista. Oltre a numerose collaborazioni, ha lavorato come redattore ordinario per Il Giornale, La Gazzetta dello Sport e Studio Aperto. Si è sempre occupata di cronaca, lifestyle e inchieste. È laureata in Scienze politiche e ha frequentato l'Istituto per la formazione al giornalismo Carlo De Martino di Milano. chiudi
(Getty Images)

Dopo una ricerca lunga, faticosa e dagli esiti incerti arriva il grande giorno. Quello della firma del contratto, che finalmente apre le sospirate porte del mondo del lavoro. E così comincia una nuova routine fatta di scadenze, appuntamenti, rapporti umani e professionali da creare e consolidare. Per raccogliere i frutti del nuovo impiego naturalmente ci vuole tempo, ma è proprio durante quel primissimo giorno in ufficio che si costruiscono le basi per il futuro. Perché al cospetto dei nuovi capi e dei nuovi colleghi ci sono alcune cose che non vanno mai fatte. E invece altre che sarebbe meglio fare, per attirare su di sé fiducia, attenzione e simpatia.

Il primo giorno di lavoro è infatti un po’ come il primo giorno di scuola: tutto sembra nuovo, difficile, in alcuni casi ostile. Ma basta poco per rompere il ghiaccio, o al contrario per creare una freddezza che poi è difficile superare. Lo sa bene il cacciatore di teste inglese Jason Sackett che, nel suo libro Compassion@Work: creating workplaces that engage the human spirit, snocciola il decalogo del primo giorno perfetto.

1. Mai dilungarsi in dettagli eccessivi sulla propria vita privata. I nuovi colleghi possono nutrire curiosità sul nuovo arrivato, ma a loro importa poco conoscere i nomi di ogni componente della famiglia o l’indirizzo di residenza. Meglio allora mostrare interesse verso le persone che si conoscono nel primo giorno di lavoro. Fare loro domande – non troppo personali – per socializzare un po’ e metterle a proprio agio. In ogni caso ci vuole moderazione: chi esagera potrebbe essere considerato poco professionale.

2. Non cominciare la nuova avventura parlando diffusamente delle proprie ambizioni future e dei propri successi passati. Si rischia di essere considerati immediatamente egocentrici e poco umili. L’approccio migliore è quello di raccogliere il maggior numero di informazioni possibili relativamente alla nuova mansione che si sta per svolgere. In modo da mettersi subito a disposizione e rendersi utili nel minor tempo possibile.

3. Durante il primo giorno di lavoro bisognerebbe evitare il più possibile di parlare dell’esperienza professionale appena conclusa. Magari lodando ex capi ed ex colleghi. Questo atteggiamento potrebbe essere interpretato come una mancanza di rispetto nei confronti della nuova realtà. Per risultare gradevoli ai nuovi colleghi la cosa migliore sarebbe mostrarsi curiosi relativamente ai loro compiti, ai loro talenti e magari anche ai loro successi. In questo modo saranno sicuramente meglio predisposti a collaborare.

4. La cosa più sbagliata che si possa pensare di fare appena varcata la soglia dell’ufficio è chiedere informazioni sul nuovo capo. Il rischio è di fare queste domande alla persona sbagliata, magari al suo più stretto collaboratore, che potrebbe immediatamente riferire eventuali commenti poco appropriati. Prima di ottenere informazioni di questo tipo sarebbe meglio concedersi qualche giorno, in modo da capire quali siano gli equilibri interni e quali siano le persone delle quali fidarsi.

5. Collegarsi ai social network dal pc aziendale non è mai considerato in modo positivo. A maggior ragione se si decide di controllare il proprio profilo il primo giorno di lavoro. Si tratta, infatti, di un atteggiamento decisamente poco professionale e poco apprezzato dai capi. Le regole del galateo andrebbero rispettate anche in ufficio. E allora sarebbe bene ricordare di tenere bassa la suoneria del cellulare ed evitare di rispondere alle chiamate, a meno che non siano veramente urgenti. O inerenti il proprio ruolo.

6. In un nuovo ufficio bisognerebbe sempre entrare in punta di piedi, evitando il più possibile di far percepire la propria presenza come ingombrante o rumorosa. Sarebbe il modo migliore per essere etichettati fin da subito come invadenti e maleducati. La cosa migliore è quindi mantenere un profilo basso, tenendo in perfetto ordine gli spazi assegnati e parlando con un tono di voce adeguato all’ambiente.

7. Un altro errore da evitare è parlare moltissimo, invece che ascoltare. Spesso in un ambiente nuovo si tende a eccedere per rompere il ghiaccio e sembrare a proprio agio. Ma esagerare è sbagliato. Il consiglio è stare in silenzio e ascoltare, in modo da assorbire il maggior numero di informazioni. Posticipando la socializzazione al momento del pranzo, che andrebbe consumato con i nuovi colleghi e non da soli davanti allo schermo del pc.

8. Ci sono ambienti di lavoro nei quali dare del “tu” è la norma, altri nei quali è meglio mantenere un rapporto formale. In ogni caso almeno il primo giorno sarebbe meglio rispettare le distanze, almeno fino a quando non venga chiesto di fare diversamente.

9. L’istinto, quando si è al cospetto di nuove persone, è quasi sempre quello di cercare di piacere a tutti i costi. Sul posto di lavoro questo è sbagliato. Essere simpatici è importante, ma essere professionali e concentrati lo è molto di più. A nuovi colleghi e capi si possono fare domande necessarie per entrare nel ruolo e imparare. Ma senza diventare troppo assillanti. Anche loro sono lì per lavorare e non possono perdere troppo tempo. Qualche volta osservarli all’opera è più utile che inondarli di richieste.

10. Nel primo giorno di lavoro l’unico obiettivo deve essere imparare e rendersi indipendenti il prima possibile. Mai, dunque, parlare subito dei propri programmi per il weekend. Sarebbe invece molto meglio chiarire di essere disponibili ad andare in ufficio anche nel fine settimana, per mettersi al passo dei colleghi in tempo minore.