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Leader 4 dicembre, 2018 @ 9:33

Addio ad Albert Frère, il banchiere d’affari d’Europa

di Luca Spoldi

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Albert Frère è morto all’età di 92 anni. (Pascal Le Segretain/Getty Images)

Albert Frère, il celebre investitore miliardario belga a capo di Groupe Bruxelles Lambert col quale nell’ultimo mezzo secolo aveva contribuito a plasmare alcune delle principali società europee a colpi di fusioni e acquisizioni, è morto all’età di 92 anni.

Figlio di un commerciante di chiodi e rottami ferrosi, Frère già a 30 anni iniziò a investire in produttori d’acciaio belgi, divenendo negli anni ’70 il padrone indiscusso del settore dell’acciaio nella regione natia di Charleroi. Avendo previsto per tempo la crisi del settore, Frère vendette le sue aziende allo stato belga alla fine del decennio investendo il ricavato per rilevare nel 1982 attraverso la holding ginevrina Pargesa Holding, fondata assieme all’investitore canadese Paul Desmarais (morto nell’ottobre 2013), una partecipazione del 50% in Groupe Bruxelles Lambert, una holding di partecipazione belga fondata nel 1902.

Frère era il più ricco investitore belga, l’unico ad essere inserito nella classifica di Forbes dei più ricchi del pianeta al 281esimo posto con un patrimonio personale stimato in 5,8 miliardi di dollari. Tramite Group Bruxelles Lambert, Frère negli anni aveva acquisito partecipazioni in aziende che andavano da Total a LafargeHolcim, da Adidas a Pernod Ricard, da Ontex a Umicore, da Imerys a Engie, l’ex Gdf Suez nata nel 2008 dalla fusione di Suez con Gaz de France fortemente voluta dal governo francese per evitare la scalata di Suez da parte di Enel. Proprio coi vertici dello Stato francese Frère aveva sempre avuto ottimi rapporti, da Giscard d’Estaing a Jacques Chirac, fino a Nicolas Sarkozy.

Amico personale del re Alberto II del Belgio, fu da questi nominato barone nel 1984. Con un altro suo amico, Bernard Arnault, patron del gruppo del lusso Lvmh, Albert Frère divenne comproprietario dello Chateau Cheval Blanc, uno dei più rinomati produttori di Bordeaux. Banchiere d’affari che per mezzo secolo con Groupe Bruxelles Lambert ha contribuito a plasmare tramite fusioni e acquisizioni le aziende di mezza Europa, Frère era solito condurre i suoi affari partendo da contesti informali, come quando nel 2006 rilevò la partecipazione in Pernod Ricard dopo una battuta di caccia con l’allora ceo del gruppo, Patrick Ricard, nel nord della Francia.

Oltre ai vini, proprio la caccia, sui mercati finanziari e non, era del resto la principale passione del barone belga, che era solito andare a caccia di pernice rossa assieme a Henry Kravis (co-fondatore della società d’investimento americana Kohlberg Kravis Roberts & Co., o KKR) e a re Juan Carlos I di Spagna. Frère rimase a capo di Group Bruxelles Lambert come Ceo fino al 2015, quando all’età di 89 anni si dimise, rinunciando anche alla vicepresidenza di Pargesa.