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BrandVoice 11 dicembre, 2018 @ 11:57

La tecnologia al servizio della formazione continua

di Forbes.it

Staff

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(Shutterstock.com)

Vuca, l’acronimo inglese che raggruppa quattro concetti chiave – volatility, uncertainity, complexity, ambiguity – si presta bene a descrivere l’evoluzione del mercato del lavoro a cui stiamo assistendo. Oggi le competenze durano molto meno che in passato, le persone necessitano di aggiornarsi con la stessa frequenza dei sistemi operativi dei nostri smartphone. I lavoratori, a loro volta, cambiano mansione e azienda molto più frequentemente e quando pensano al proprio futuro professionale devono abituarsi a ragionare secondo nuove coordinate – non si parla più di occupazione ma di employability – continuando a investire sullo sviluppo di nuove competenze.

La portata dei cambiamenti in atto è sorprendente. Secondo uno studio realizzato da Citi con la Oxford Marting School, nel 2025 il 60% di chi per la prima volta entrerà nel mercato del lavoro svolgerà attività che oggi non esistono. In uno scenario come questo, anche la formazione deve necessariamente evolvere. I vecchi modelli non sono più adatti a rispondere alle esigenze delle aziende, dei loro manager e collaboratori. A questo si aggiunge la necessità di lavorare continuamente in ottica di reskilling e upskilling per garantire che le competenze delle persone e delle aziende siano sempre in linea con le richieste del mercato.

The Adecco Group, come piattaforma leader nel settore delle risorse umane, segue da un osservatorio privilegiato questi trend, osserva i cambiamenti, cerca di immaginare e guidare il futuro. Per questo motivo abbiamo deciso di creare un nuovo brand, Mylia, che si occuperà di formazione, apprendimento e sviluppo. Mylia non è solo un’operazione di branding ma la realizzazione della nostra vision della società e del capitale umano di domani. Il nome stesso del brand esprime la sua mission: Mylia vuole essere una pietra miliare, perché così va inteso ogni momento formativo, lungo il sentiero di costruzione della propria carriera. My, (si legge “mi”), è al tempo stesso un forte ed esplicito richiamo alla personalizzazione. Un aspetto cruciale, questo, del modo in cui intendiamo la formazione.

Mylia

Oggi, se ci interroghiamo sui bisogni di apprendimento e sviluppo degli individui e delle aziende, ci rendiamo conto di come il mondo della formazione non possa prescindere da tre elementi chiave: le competenze tecniche, le soft skill e la conoscenza del digitale. Per questo motivo Mylia lavora su tre differenti verticali che rispecchiano queste necessità: Digital, People e Abilities. Il nostro approccio al miglioramento dell’employability delle persone e la competitività delle aziende prevede un lavoro sinergico su queste tre aree in modo da supportare lo sviluppo di professionisti che siano preparati a 360 gradi ad affrontare le sfide del presente e del futuro.

L’approccio di Mylia è il suo tratto distintivo, il cuore della sua proposizione di valore: Mylia è innanzitutto human centered: il suo primo pilastro è essere centrato sulle esigenze della singola persona, sui suoi specifici bisogni formativi, attraverso una proposta che ne valorizzi le inclinazioni e le capacità, anziché insistere sulla necessità di colmare i gap conoscitivi.

foto roberto pancaldi
Roberto Pancaldi

Il secondo elemento distintivo di Mylia è il data driven learning: grazie alla tecnologia siamo in grado di integrare molte più informazioni (big e small data) – dalle schede di performance del management alla mappatura delle competenze, dai cambiamenti organizzativi alla carta dei valori -, elaborarle attraverso un sistema d’intelligenza artificiale e quindi restituire una fotografia molto più accurata e sofisticata delle esigenze formative di un’azienda e dei singoli membri dell’organizzazione. Analogamente – anche qui il merito è dell’innovazione – possiamo adattare i modelli, le tecnologie e le caratteristiche dell’ambiente formativo a quelle del singolo learner, analizzando i dati e il suo comportamento individuale.

Il terzo pilastro è quello che in Mylia definiamo informal learning & community. I metodi di apprendimento classico appartengono al passato. Dalle lezioni frontali, che marcavano la distanza tra chi è in cattedra e gli educandi, si è passati ad una logica circolare, di coinvolgimento nella costruzione e condivisione dei contenuti. Tutte le ricerche confermano che si apprende molto più efficacemente attraverso il linguaggio informale. Il metodo utilizzato da Mylia si esplica attraverso la proposta di un ipotetico percorso individuale, che si può sviluppare totalmente online, tramite una serie di video-pillole formative, oppure con l’affiancamento di un tutor ed eventuali momenti di formazione in aula, sotto la guida di un manager o di uno specialista.