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Business 20 dicembre, 2018 @ 1:22

“L’ostacolo cinese non va affrontato, ma cavalcato”, la lezione di una Pmi

di Federico Morgantini

Corrispondente dall’Asia.Leggi di più dell'autore
Nato a Livorno nel 1971, ha vissuto a Milano dal 1987; laureatosi in ingegneria, ha fondato una delle prime web agency (nel 1998) e partecipato alla proprietà e edizione del magazine MotoHP. Nel 2004 si è trasferito a Shanghai, dove ha lavorato come consulente per aziende italiane (la Ferrarelle e molte altre). Dal 2017 è Asia Operations Manager di Blue Financial Communication (editore di Forbes Italia) nella sede di Hong Kong. Ha scritto Un italiano a Shanghai (Albatros, 2011). chiudi
imperatore cinese a cavallo
(GettyImages)

I grandi marchi italiani ce l’hanno fatta. Da Maserati a Ferragamo, fino a Ferrarelle, sono tutti presenti sul mercato cinese. Ma i piccoli? Ci hanno provato, a migliaia, alla rinfusa o in ordinate delegazioni. Si sono però tutti arenati a causa della complessità del mercato, della sua vastità, dei costi promozionali inauditi e delle tante regole ancora non scritte.

Dopo la disillusione, per i piccoli imprenditori italiani è arrivata anche la paura: le grandi aziende cinesi hanno iniziato a vendere direttamente in Italia con marchi quali HuaWei, Lenovo, Qingdao Beer e molti altri.

Ma c’è chi non si è arreso, chi ci ha creduto fino in fondo e ha rovesciato questo paradigma a proprio favore. E’ il caso di Danilo Falappa con la sua Innoliving, azienda marchigiana che produce e commercializza piccoli elettrodomestici, con un fatturato, per ora, di appena 10 milioni di euro.

Falappa ha viaggiato e lavorato in Cina sin dai primi anni 2000, qui ha imparato la cultura e le abitudini cinesi, come quella di non affrontare gli ostacoli, ma di cavalcarli, trasformandoli in opportunità.

E’ su questo insegnamento che si basa l’accordo commerciale, siglato a fine novembre, da parte della piccola Innoliving con la grande e storica Weili, azienda cinese da 2000 operai, 345 milioni di dollari di fatturato e l’orgoglio di aver prodotto in Cina negli anni ’80 la prima lavatrice a carica dall’alto, adesso diffusissime in tutto il Paese.

Falappa, invece di ostinarsi a fare affari in Cina, ha capito che è meglio lasciare che siano i cinesi stessi a farli al suo posto, usando il suo marchio e lo stile italiano. Così è nato l’accordo di licensing (con pagamento di royalty) del brand Innoliving a Weili, per la distribuzione di prodotti alti di gamma sul territorio cinese (oltre che in piccoli elettrodomestici, Innoliving è specializzata in prodotti elettronici per la salute, la bellezza e il relax).

Non pago e consapevole che prima o poi Weili sarebbe arrivata a vendere i propri prodotti in Italia, Falappa è anche diventato l’agente esclusivo di tutti i prodotti Weili nel nostro Paese. Una scelta, quella di Falappa, che ha fatto virtù della necessità di prendere coscienza dell’inarrestabilità dell’avanzata economica cinese. Meglio allora che le piccole aziende italiane cerchino opportunità per crescere con questa invece di osteggiarla.