Startup innovative: cosa manca per essere online in maniera competitiva

un razzo prende il volo
(Shutterstock)
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un razzo prende il volo
(Shutterstock)

La rivoluzione digitale sta cambiando radicalmente il modo di comunicare. Se ne stanno rendendo conto anche le aziende che, seppur con una certa fatica, investono per modificare le proprie strategie con l’obiettivo di essere sempre più competitive anche sui nuovi canali online. Tuttavia, se un certo percorso di rinnovamento sembra scontato per realtà che operano sul mercato da diverso tempo, un discorso del genere sembra non calzare perfettamente quando si fa riferimento alle startup, che, nel loro stesso DNA, dovrebbero contenere il gene dell’innovazione.

Secondo il Terzo Report Annuale Startup SEO presentato da Instilla, infatti, delle oltre 9.000 startup innovative italiane iscritte al Registro delle Imprese solo la metà ha un sito web, e la percentuale si riduce ancora di più se si considerano solo i siti con un livello tecnico base sufficiente. Ma entriamo nel dettaglio per capire cosa manca alle startup italiane per andare online in modo corretto e sfruttare a pieno tutte le potenzialità del web.

 

Startup innovative: l’importanza di andare online efficacemente

Il sito web ha sostituito biglietti da visita, cataloghi e brochure, ma non solo. Essere online significa poter raggiungere potenzialmente un target infinito: grazie al web non ci sono barriere spazio-temporali che impediscano ad un prospect di venire a conoscenza di un prodotto a lui utile realizzato in un altro paese e possibilmente di acquistarlo. Ecco perché avere un sito web efficiente, ovvero che sia veloce, intuitivo nella navigazione, con una grafica adattabile ai device mobili, e in generale che risponda alle esigenze del cliente, diventa di fondamentale importanza per collocare sul mercato di pertinenza la propria idea innovativa.

A tal proposito un dato abbastanza allarmante: solo il 47,85% delle startup innovative dotate di sito web presenta una tecnologia responsive per rispondere alle esigenze degli utenti che navigano da mobile. Se si pensa che gli italiani che accedono a internet dal proprio smartphone sono 31,1 milioni (dati Osservatorio Mobile B2c Strategy della School of Management del Politecnico di Milano) ci si rende conto dell’entità del gap tra gli startupper e il loro pubblico.

 

Startup Innovative: l’importanza di essere primi su Google, un obiettivo da raggiungere grazie alla Seo

Concordi tutti, dunque, che per essere competitivi oggi bisogna andare online, il passo successivo sta nel comprendere quanto il posizionamento sui motori di ricerca può influire sul business. Quanti di noi infatti scorrono oltre la seconda pagina di Google per soddisfare il proprio intento di ricerca? Pochi, molto pochi. Un po’ perché ci riteniamo già soddisfatti di ciò che Google, sistema sempre più intelligente, ci restituisce immediatamente, un po’ per pigrizia, un po’ per mancanza di tempo, snobbiamo spesso i contenuti presenti dalla terza pagina in poi. Ecco perché essere nelle prime posizioni di Google (al netto dell’advertising a pagamento) diventa strategico per ottenere la visibilità richiesta. Per arrivare a questo risultato giungono in aiuto le tecniche Seo: una sorta di “grammatica di Google” che ci permette di essere letti in primis dal motore di ricerca e, di conseguenza, dal target che si vuole raggiungere, ovvero gli utenti che digitano sulla barra di ricerca il prodotto o servizio affine a ciò che noi proponiamo.

Tornando al nostro report sulle startup italiane, ci lascia ancora più basiti, dunque, scoprire che solo il 3% dei siti web supera il livello base della Seo rendendo impossibile l’essere rintracciati tramite la ricerca online. Un dato questo che dovrebbe far riflette tutti gli imprenditori, giovani e meno giovani, prima di affidare la realizzazione del proprio sito internet a qualche conoscenza senza fare un vero scouting sulla base di reali competenze tecniche. Affidarsi ad un vero professionista fa sempre la differenza.

 

Startup innovative: andare online non è un gioco da ragazzi

Per non parlare poi di quanto siano poco diffusi tra i già pochi siti web di startup sistemi di monitoraggio quali Google Analytics, piuttosto che una corretta cookie & privacy policy. Insomma, se inventare qualcosa di nuovo che risponda ai bisogni del mondo di oggi è ciò a cui puntano gli startupper, non va però tralasciato che per “esserci oggi” bisogna essere online!

Infine, va sottolineato il ruolo chiave dei facilitatori, come incubatori, investitori e acceleratori: l’analisi mostra che se una startup è supportata da facilitatori, il livello di digitalizzazione è più alto.

A questo proposito Francesco Inguscio, CEO Nuvolab commenta: “Questo testimonia come, dove ci sono delle regole di mercato e gruppi più strutturati a supportare gli interessi di crescita delle startup, gli obiettivi di digitalizzazione, consapevolezza e competitività vengono raggiunti più rapidamente“.

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