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Leader 20 marzo, 2019 @ 10:20

Lo chef Under 30 che vuole trasformare Como in una meta gastronomica di fama mondiale

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

Mi occupo dei ranking e del progetto Under 30.Leggi di più dell'autore
Giornalista di Blue Financial Communication, dove cura contenuti per i prodotti editoriali del gruppo Bluerating, Private e Forbes Italia. Con un passato alla redazione televisiva di Class CNBC, è cresciuto professionalmente scrivendo di finanza, asset management, fintech e consulenza finanziaria. Appassionato di cinema, noiosi romanzi classici e videogames, è anche consulente editoriale. chiudi
Davide Caranchini è uno degli Under 30 2018 di Forbes.

Articolo tratto dal numero di marzo 2019 di Forbes Italia. Abbonati. 

“Oggi, sono chef-patron del ristorante Materia di Cernobbio, aperto insieme alla mia compagna Ambra Sberna, suo fratello Marco e loro cugino, Luca Sberna”. Si presenta così Davide Caranchini, comasco classe 1990 (che fa parte della Forbes 100 Under 30 2018), il cui ristorante ha ricevuto lo scorso novembre l’ambita stella Michelin, “oltre ad aver ricevuto, personalmente, il premio di miglior giovane chef dell’anno per la Guida dell’Espresso 2018”. Come per molti che intraprendono questo mestiere la passione di Davide inizia fin da piccolo. “Mi divertivo a dare una mano, in famiglia, durante la preparazione dei pranzi delle feste”, racconta.

Un divertimento che si trasformò ben presto in un concreto desiderio di approfondire la conoscenza di questo mondo, fino alla decisione di iscriversi alla scuola alberghiera. “Durante i cinque anni del corso di studi, ho capito che sarebbe diventata la mia professione. Dopo la scuola ho inanellato una serie di esperienze in alcuni tra i migliori ristoranti d’Europa, dove ho potuto apprendere tecniche e metodologie di lavoro, che ho poi adattato al mio pensiero e alla mia creatività, per dare forma a quella che oggi viene riconosciuta come la mia cucina”.

Traspare la fierezza per i risultati raggiunti. Ma Davide è convinto che per far bene, in questo mestiere, serva umiltà e spirito di sacrificio. E che sia necessario fare esperienze e viaggiare per potersi confrontare con altre culture. “Coloro che, a livello formativo, hanno segnato più la mia carriera sono stati senza dubbio Michel Roux de Le Gavroche, per le tecniche base fondamentali della cucina classica e Renè Redzepi per l’approccio avanguardista ma naturale alla cucina”.

Il giovane chef sa che è necessario migliorarsi ogni giorno, cercando di spostare l’asticella sempre più in alto. “I sogni? Innanzitutto il primo è quello di poter cambiare location, per avere un locale più grande, in cui offrire maggior comfort ai nostri ospiti e poter disporre di migliori spazi di lavoro in cucina. Il secondo sogno è quello di poter rendere la provincia di Como non solo una località turistica nota in tutto il mondo, già oggi lo è, ma trasformarla in una meta gastronomica di fama mondiale. Mi piace pensare che un giorno ci sarà gente disposta a fare migliaia di chilometri solo per venire a mangiare qui sul Lago, come succede in altre parti del mondo”. Un progetto ambizioso ma percorribile perché secondo Davide, “da qui a 15 anni il mondo del food andrà sempre più verso prodotti naturali, valorizzando ingredienti genuini, e riscoprendo piccole realtà produttive a discapito delle grandi distribuzioni”.