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Forbes Italia 22 marzo, 2019 @ 8:39

La nuova ondata di Ipo tech potrebbe generare 6.000 nuovi milionari

di Forbes.it

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La Borsa di Wall Street. (Getty Images)

L’imminente boom delle IPO tecnologiche, scrive Biz Carson di Forbes.com, potrebbe generare una fragorosa ondata di nuovi milionari. Uber, Airbnb, Pinterest e Lyft sono alcune delle aziende che potrebbero debuttare in Borsa nei prossimi mesi, per un valore potenziale pari a 230 miliardi di dollari.

Quanti degli attuali azionisti potranno beneficiarne è però difficile da prevedere visto che le aziende non sono obbligate a rivelare i loro azionisti, se non coloro che possiedono più del 5% della società

Andy Rachleff, ceo di Wealthfront e co-fondatore della leggendaria società di venture capital della Silicon Valley, Benchmark, ha provato a stimarne il numero. Durante lo sprint delle ipo quando Facebook si è quotata nel 2012, ha previsto che 12.000 persone avrebbero ottenuto il titolo di milionario grazie alla loro nuova ricchezza azionaria. Il suo robo-advisor e società di pianificazione finanziaria, con oltre $ 12 miliardi di asset in gestione, consiglia spesso ai novelli milionari cosa fare con le loro partecipazioni nelle startup.

Questa volta, Rachleff ha esaminato sei Ipo future e le valutazioni di mercato segnalate delle loro società: Uber ($ 120 miliardi), Lyft ($ 15 miliardi), Palantir ($ 41 miliardi), Airbnb ($ 31 miliardi), Slack ($ 7 miliardi), Pinterest ($ 12 miliardi) e Postmates ($ 2 miliardi). Di questi, finora solo Lyft ha presentato la documentazione per una IPO.

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Basandosi solo su queste sei aziende, Rachleff stima che le Ipo creeranno circa 6.000 milionari. È una stima approssimativa, ci tiene a sottolineare: è più un’indicazione sull’ordine di grandezza piuttosto che sul numero preciso.

Per arrivare a questa cifra, Rachleff ha iniziato sommando il valore di mercato aggregato di quelle top company, e quindi circa $ 230 miliardi. Ciò significherebbe che i ricavi complessivi sarebbero intorno ai 23 miliardi di dollari, dato che le aziende giovani, con una crescita elevata, tipicamente trattano a 10 volte il loro fatturato, dice Rachleff. “Queste sono regole grossolane. Un’azienda come Uber è probabile che scambi su un multiplo più alto”, specifica Rachleff.

Rachleff stima poi che la maggior parte dei dipendenti generi 500.000 dollari di ricavi a testa. Dividendo un fatturato di $ 23 miliardi per mezzo milione si arriverebbe a un totale stimato di 40.000 dipendenti.

Ed è qui che entra in gioco l’esperienza di Rachleff, veterano venticinquenne dell’industria del venture capital. Nelle Ipo delle grandi aziende tecnologiche, ha visto circa il 15% dei dipendenti dell’azienda diventare milionari. Quindi, il 15% di 40.000 impiegati equivale a 6.000 possibili milionari.