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Life 3 aprile, 2019 @ 3:24

La famiglia Allegrini scommette sul Giappone

di Alessia Bellan

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Classe 1983, una laurea in Scienze umanistiche per la comunicazione, ha iniziato lavorando nel mondo dell’advertising online. Giornalista pubblicista, features editor del magazine internazionale BMI:MAG, collabora - con focus sul lusso - per diverse testate. chiudi
Un prodotto Allegrini

Tra gli ispiratori, qualche edizione fa, di un tema che potesse unificare gli espositori al Vinitaly (a Verona da domenica 7 a mercoledì 10 aprile), sintetizzato in questa edizione con il titolo “L’Occidente incontra l’Oriente”, c’è la famiglia Allegrini, che esporta vino in oltre 80 paesi nel mondo. E che ha scelto proprio la contaminazione per raccontarsi nel 2019, con il buon bere come strumento trasversale che unisca e intrecci popoli, costumi, cucine.

Un’attenzione rivolta ai mercati orientali (quelli tradizionali, come gli Stati Uniti, vivono un momento di assestamento, mentre Corea del Sud, Hong Kong e Singapore dimostrano vitalità e dinamismo ideali per crescere nei prossimi anni), e al Giappone in particolare, come esempio di partnership virtuosa. “Il vino è simbolo di incontro”, ha spiegato Marilisa Allegrini, “porta conoscenza, dialogo, reciprocità, condivisione, armonia. La direzione del nostro sguardo ha raggiunto l’Oriente, con il desiderio di comprendere che cosa accade quando la cultura occidentale incontra la cultura orientale”. Un incontro speciale è anche quello con Carlo Cracco, a cui quest’anno il gruppo Allegrini ha affidato la cucina di Villa Della Torre per le cene di gala durante Vinitaly, con un menu ispirato ai contatti tra cucina italiana e giapponese.

“In un mondo che a volte ci appare divisivo”, ha concluso la presidente, “il vino rappresenta valori comuni e suggerisce nuovi rapporti commerciali, ma anche di amicizia. Noi che, come imprenditori del vino, abbiamo viaggiato molto, sappiamo che non c’è niente di meglio delle contaminazioni culturali per sviluppare il business individuale”.

persona bottiglia
Caterina Mastella Allegrini: ““Tempo e spazio sono gli elementi dell’intera opera di Hiroyuki Masuyama”.

Una visione che ha portato la famiglia Allegrini a scegliere di affidare l’etichetta della Limited Edition de La Grola, nel 40° anniversario dell’acquisto da parte di Giovanni Allegrini del vigneto icona della Valpolicella, a un artista giapponese, Hiroyuki Masuyama, classe 1968, che l’ha raccontato osservandolo e fotografandolo per 24 ore consecutive. Il risultato? Un’immagine dai contorni sfumati ma sempre riconoscibili. “Tempo e spazio sono gli elementi dell’intera opera di Hiroyuki Masuyama, i cui lavori saranno esposti fino al 13 aprile negli spazi di Studio La Città, a Verona”, spiega la giovane Caterina Mastella Allegrini. “Tutto gravita attorno a questi due concetti. Masuyama affianca e sovrappone il risultato di centinaia di scatti fotografici presi sui luoghi rappresentati, da un punto di vista fisso, in questo caso uno dei luoghi panoramici più spettacolari della Valpolicella”. Dopo Milo Manara, Athos Faccincani, Arthur Duff, Wassily Kandinsky e Nazareno Rodrigues Alves, Leonardo Ulian, la collezione di etichette d’artista de La Grola si arricchisce così di una nuova prestigiosa collaborazione.

Il Vinitaly di Allegrini sarà preceduto, sabato 6 aprile, da Opera Wine, al Palazzo della Gran Guardia, dove addetti ai lavori e appassionati potranno degustare i vini delle migliori cento cantine d’Italia, scelte dalla rivista americana Wine Spectator. Allegrini sarà presente con l’Amarone 2013.