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Business 27 Maggio, 2019 @ 9:00

L’Italia dell’economia circolare città per città

di Daniela Uva

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simbolo economia circolare
(Shutterstock)

Riutilizzo delle risorse e riduzione degli sprechi, nel segno della sostenibilità. Sono le parole chiave alla base della cosiddetta economia circolare, quella nella quale il sistema è in grado di rigenerarsi da solo perché i rifiuti di qualcuno diventano nuove risorse per altri. In un ciclo continuo e virtuoso. Per la prima volta anche in Italia è stata stilata la classifica delle città nelle quali questo meccanismo funziona meglio. Al primo posto c’è Milano, che si conferma Comune green grazie all’offerta e all’utilizzo dei mezzi pubblici, ai servizi di bike e car sharing, all’efficienza della rete idrica e al fatturato da record delle attività di vendita dell’usato. Segue Firenze, che spicca nel panorama nazionale per le politiche di responsabilizzazione del cittadino, il numero di colonnine pro capite di ricarica per le auto elettriche e i tanti residenti impegnati nel volontariato. Sul terzo gradino del podio c’è Torino, al top per efficienza energetica e qualità dei sistemi di depurazione. La graduatoria è stata stilata dal Cesisp, il Centro di economia e regolazione dei servizi, dell’industria e del settore pubblico dell’università di Milano-Bicocca.

Lo studio ha sviluppato un sistema di misurazione dell’economia circolare nelle prime dieci città italiane per popolazione (tutte superiori ai 300mila abitanti): Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino. “Abbiamo costruito una serie di indicatori per dare un contenuto numerico ai cinque cluster, o pilastri, dell’economia circolare: riutilizzo delle risorse, condivisione sociale, sostenibilità ambientale, condivisione dei beni e uso efficiente di beni e risorse” spiegano Massimo Beccarello e Giacomo Di Foggia, rispettivamente direttore scientifico e ricercatore del Cesisp. Milano è risultata prima in tre cluster su cinque (riuso, condivisione dei beni, uso risorse), seconda nel livello di condivisione sociale, mostrando le principali criticità per input sostenibili, in particolare in efficienza energetica, disponibilità di aree verdi sul totale della superficie comunale e produzione di energia elettrica da fotovoltaico. In quest’ultimo indicatore, al contrario, il punteggio massimo è andato a Catania, Bari e Bologna.

Prendendo in considerazione alcuni degli altri parametri, Milano primeggia per i cittadini che scelgono di acquistare beni di seconda mano (seguono Firenze e Genova), per percentuale di raccolta differenziata (seguono Firenze e Bologna), per numero di passeggeri sui trasporti pubblici rispetto alla popolazione totale (a pari merito con Roma, poi Torino insieme a Bologna) e diffusione della sharing mobility (poi Firenze e Torino). Più colonnine di ricarica per i mezzi elettrici si registrano invece a Firenze, seguita da Milano e Bari. Le città con più volontari in percentuale alla popolazione sono risultate, in ordine, Firenze, Bologna e Torino. Per aree verdi, Roma batte Palermo e Bologna. Per orti urbani sul totale del verde, Bologna, Napoli e Firenze formano il podio. Infine, Bologna domina per diffusione di auto elettriche e ibride sul totale del parco auto, seguita da Milano e Roma. Venendo alle piste ciclabili in cima Bologna, quindi Firenze e Torino. “Il nostro studio ha l’obiettivo di fornire e sviluppare strumenti per supportare i decisori locali regionali e statali per comprendere il posizionamento del nostro Paese e, soprattutto, avere dei primi strumenti di analisi di impatto per promuove un impianto normativo efficace basato sulla consapevolezza della realtà”, concludono i ricercatori.

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